29/01/2026
Guida e stupefacenti: cosa cambia dopo la sentenza della Consulta?
Con la recente sentenza n. 10/2026, depositata proprio oggi, la Corte Costituzionale ha fatto chiarezza su un tema che aveva destato molte preoccupazioni: la guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti.
Il dubbio era: si rischia la condanna anche per un'assunzione vecchia di giorni?
La riforma del Codice della Strada del 2024 aveva eliminato l'obbligo di provare lo "stato di alterazione" al momento della guida. Si temeva che bastasse una traccia minima (anche risalente a giorni o settimane prima) per subire un processo penale, rendendo la norma una sorta di "punizione" per lo stile di vita piuttosto che per un pericolo reale.
Per la Corte è possibile essere puniti solo se c'è un pericolo reale.
La Corte ha stabilito che la norma non è incostituzionale, ma deve essere interpretata in modo rigoroso.
Ecco i punti chiave:
- Non basta la semplice "presenza": non si può essere puniti per tracce di sostanze che non hanno più alcun effetto sull'organismo.
- Il criterio dell' "Assuntore Medio": anche se non serve dimostrare che il conducente fosse visibilmente "alterato", le analisi devono mostrare una quantità di sostanza tale da poter alterare le capacità di guida di una persona media.
- Tutela della sicurezza: la legge punisce chi guida in un lasso temporale in cui è ragionevole che la droga stia ancora producendo effetti negativi sui riflessi e sul controllo del veicolo.
In sintesi:
Non è passata la linea della "punizione a prescindere".
La finalità della legge resta la sicurezza stradale.
Per essere condannati, deve essere provata la presenza di sostanze in quantità e qualità tali da rappresentare un pericolo concreto per la circolazione.