Studio Legale Falusi

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Lo Studio Legale dell avvocato Falusi si trovava in Prato e si occupa di consulenza e di assistenza in materia civile. La nostra esperienza, maturata in oltre venti anni di attività, copre: il diritto di famiglia e delle successioni, il settore del risarcimento danni, la materia delle locazioni e questioni condominiali, il diritto del lavoro. Lavoriamo a stretto contatto con tutti i nostri clienti

, garantendo loro un supporto costante nella gestione delle problematiche e nella scelta delle soluzioni migliori.

⚖️ Pensione di reversibilità anche alle coppie omosessuali sposate all’esteroCon la sentenza n. 91/2026, la Corte Costit...
29/05/2026

⚖️ Pensione di reversibilità anche alle coppie omosessuali sposate all’estero

Con la sentenza n. 91/2026, la Corte Costituzionale ha stabilito che è illegittimo negare la pensione di reversibilità al partner superstite di una coppia omosessuale sposata all’estero, anche se il decesso è avvenuto prima della legge sulle unioni civili del 2016.

Il caso riguardava una persona alla quale l’INPS aveva negato la reversibilità perché il partner era morto prima che in Italia venissero riconosciute le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

La Corte ha però ritenuto ingiusto creare una disparità di trattamento rispetto alle altre coppie già tutelate dalla legge. Secondo i giudici, se oggi l’ordinamento italiano riconosce gli effetti delle unioni e dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero, non è corretto escludere chi aveva già formalizzato il proprio rapporto prima del 2016.

La decisione rappresenta un importante passo sul piano della tutela previdenziale e dei diritti delle coppie omosessuali, riconoscendo dignità e protezione anche alle situazioni nate prima della legge sulle unioni civili.

⚖️ Vizi dell’immobile: vedere un problema non significa conoscerne la gravitàCon la sentenza n. 16628/2026, la Cassazion...
29/05/2026

⚖️ Vizi dell’immobile: vedere un problema non significa conoscerne la gravità

Con la sentenza n. 16628/2026, la Cassazione ha chiarito un principio molto importante per chi acquista casa: la semplice presenza di un “sintomo” visibile non basta a far perdere il diritto alla garanzia per vizi dell’immobile.

Nel caso esaminato, l’acquirente aveva notato l’inclinazione dei pavimenti, ma solo successivamente, grazie a verifiche tecniche, aveva scoperto che il vero problema era una grave rotazione strutturale dell’edificio, tale da comprometterne la stabilità.

Secondo la Cassazione, quindi, non è sufficiente accorgersi di un’anomalia superficiale: per parlare di “vizio riconoscibile” occorre comprendere la reale natura e gravità del difetto.

La Corte fa anche un esempio pratico: una macchia di umidità sul soffitto può dipendere da una semplice condensa oppure da infiltrazioni molto più gravi. Solo l’accertamento tecnico permette di capire il vero problema.

La sentenza affronta anche gli effetti della risoluzione della vendita:
✅ venditore e compratore devono restituire le rispettive prestazioni contestualmente;
❌ non possono invece essere richiesti al venditore il rimborso degli interessi del mutuo né i costi per la cancellazione dell’ipoteca.

⚖️ Assegno divorzile revocato se l’ex rifiuta un’offerta di lavoroLa Cassazione, con ordinanza n. 15650/2026, ha conferm...
23/05/2026

⚖️ Assegno divorzile revocato se l’ex rifiuta un’offerta di lavoro

La Cassazione, con ordinanza n. 15650/2026, ha confermato la revoca dell’assegno divorzile nei confronti di una donna che aveva rifiutato senza giustificazione un’offerta di lavoro e non aveva dimostrato alcun concreto impegno nel raggiungere la propria autonomia economica.

La vicenda riguarda una donna di circa 39 anni, in buone condizioni di salute, che aveva declinato un’occupazione con retribuzione mensile di circa 700 euro. Sia il Tribunale di Foggia che la Corte d’Appello di Bari avevano già revocato l’assegno, rilevando che la presenza di figli adolescenti non impediva lo svolgimento di un’attività lavorativa e che la donna non aveva nemmeno documentato la propria situazione reddituale.

La Cassazione ha confermato: il rifiuto ingiustificato di un lavoro concreto e retribuito costituisce un fatto sopravvenuto rilevante ai sensi dell’art. 9 della legge sul divorzio, sufficiente a giustificare la revoca dell’assegno.

💡 Cosa significa per chi si separa o divorzia?
L’assegno divorzile non è un diritto acquisito per sempre. Può essere modificato o revocato se cambiano le circostanze — e tra queste rientra anche la mancata ricerca di un’occupazione da parte di chi lo percepisce.

Hai dubbi sul tuo assegno divorzile o stai affrontando una separazione?
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🏠 Spese condominiali: chi paga dopo la separazione?La Cassazione chiarisce un principio importante: il coniuge assegnata...
22/05/2026

🏠 Spese condominiali: chi paga dopo la separazione?

La Cassazione chiarisce un principio importante: il coniuge assegnatario della casa familiare non è obbligato a pagare le spese condominiali se non è proprietario dell’immobile.

Nel caso esaminato, il condominio aveva chiesto il pagamento degli oneri a una donna che viveva nella casa assegnatale dopo la separazione, ma l’immobile era intestato esclusivamente all’ex marito. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, la Corte di Cassazione ha stabilito che il condominio può agire solo contro il proprietario o contro chi ha un diritto reale sull’immobile.

Secondo i giudici, l’assegnazione della casa familiare attribuisce solo un diritto personale di godimento e non trasforma l’assegnatario in condomino obbligato verso il condominio.

La decisione conferma un orientamento ormai consolidato: le spese condominiali devono essere richieste al titolare dell’immobile e non al coniuge separato che vi abita per effetto dell’assegnazione della casa familiare.

STENDERE I PANNI IN CONDOMINIO? ATTENZIONE: POTREBBE ESSERE ILLEGALEIl Tribunale di Venezia ha ordinato la rimozione di ...
21/05/2026

STENDERE I PANNI IN CONDOMINIO? ATTENZIONE: POTREBBE ESSERE ILLEGALE

Il Tribunale di Venezia ha ordinato la rimozione di una corda stendibiancheria installata sopra una storica corte interna di un palazzo veneziano, ritenendo che violasse i diritti degli altri condomini e danneggiasse il decoro architettonico dell’edificio.

Secondo il giudice, lo spazio aereo sopra la corte appartiene ai proprietari della stessa e non può essere occupato liberamente da altri condomini, neppure utilizzando muri comuni per fissare i fili. In pratica, stendere i panni in quel punto equivaleva a limitare il diritto di proprietà altrui.

Determinante anche il valore storico dell’immobile: la presenza di fili e biancheria visibile è stata considerata incompatibile con l’estetica di una corte gotica veneziana, alterandone l’armonia architettonica.

Ma c’è di più. Il tribunale ha ritenuto che la corda non fosse stata installata per reali esigenze domestiche, bensì per ostacolare la realizzazione di una piattaforma elevatrice già approvata dall’assemblea condominiale. Per questo la condotta è stata qualificata come una vera e propria “molestia possessoria”.

La decisione ribadisce un principio importante: nei condomìni l’uso delle parti comuni non può mai comprimere i diritti degli altri proprietari né compromettere il decoro dell’edificio, soprattutto se storico.

Condominio: Tetto da rifare? La spesa spetta solo a chi ne beneficiaL’assemblea condominiale non può imporre spese a tut...
14/05/2026

Condominio: Tetto da rifare? La spesa spetta solo a chi ne beneficia

L’assemblea condominiale non può imporre spese a tutti i condomini se il bene interessa soltanto alcuni di loro.

Lo ha chiarito il Tribunale di Avellino con una recente sentenza, annullando una delibera che aveva distribuito tra tutti i proprietari le spese per l’impermeabilizzazione di un tetto che copriva solo una parte dell’edificio.

Secondo il giudice, quando un bene condominiale serve esclusivamente una determinata zona del fabbricato, i costi devono essere sostenuti soltanto dai condomini che ne beneficiano. È il principio previsto dall’articolo 1123, comma 3, del Codice civile.

Nel caso esaminato, il tetto interessava solo alcune unità immobiliari e non aveva alcuna utilità per il resto del condominio, dotato di una copertura autonoma. Per questo motivo la ripartizione delle spese tra tutti i condomini è stata ritenuta illegittima.

La sentenza ribadisce un principio molto importante nella vita condominiale: le spese devono essere distribuite in modo proporzionato all’utilità concreta del bene e l’assemblea non può modificare arbitrariamente i criteri previsti dalla legge.

⚖️ In sostanza: chi non trae alcun vantaggio da un bene condominiale non può essere obbligato a pagarne i costi.

🏛️ Divorzio: l’assegno all’ex moglie spetta anche se ha già ricevuto una casaRicevere un immobile dall’ex marito non esc...
12/05/2026

🏛️ Divorzio: l’assegno all’ex moglie spetta anche se ha già ricevuto una casa

Ricevere un immobile dall’ex marito non esclude automaticamente il diritto all’assegno divorzile. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

La vicenda riguarda una coppia sposata per oltre 40 anni. Durante il matrimonio la moglie si era dedicata completamente alla famiglia e ai figli, senza mai lavorare. Dopo il divorzio, il Tribunale aveva negato l’assegno mensile, ritenendo sufficiente il trasferimento di un immobile a favore della donna.

La Corte d’Appello, però, ha cambiato decisione, riconoscendo alla ex moglie un assegno divorzile di 500 euro al mese. Decisione poi confermata anche dalla Cassazione.

Secondo i giudici, l’assegno divorzile non serve soltanto a garantire un aiuto economico, ma anche a compensare il contributo dato alla vita familiare e i sacrifici fatti durante il matrimonio, soprattutto quando uno dei coniugi ha rinunciato al lavoro per dedicarsi alla casa e ai figli.

Nel caso concreto, sono stati considerati decisivi:
✔️ la lunga durata del matrimonio;
✔️ l’assenza di redditi propri della donna;
✔️ l’età della ex moglie;
✔️ la maggiore stabilità economica dell’ex marito.

Per questo motivo il ricorso dell’uomo è stato respinto e dovrà anche pagare le spese legali.

Acquisto casa con problemi: cosa può chiedere l’acquirente secondo la CassazioneHai acquistato un immobile e dopo il rog...
12/05/2026

Acquisto casa con problemi: cosa può chiedere l’acquirente secondo la Cassazione

Hai acquistato un immobile e dopo il rogito scopri gravi difetti o vizi?
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12966/2026, rafforza la tutela dell’acquirente.

Secondo la Suprema Corte, chi compra un immobile con vizi può chiedere il risarcimento dei danni anche se non vuole più ottenere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo.

In pratica:
anche se inizialmente l’acquirente aveva chiesto l’annullamento della vendita e poi ha deciso di non proseguire quella richiesta, può comunque ottenere un risarcimento economico per i danni subiti.

La Cassazione chiarisce inoltre che il danno risarcibile non riguarda soltanto le spese necessarie per riparare i difetti dell’immobile.

Il venditore può essere condannato a risarcire anche:
• il minor valore della casa acquistata;
• i danni derivanti dalla mancata o ridotta utilizzazione dell’immobile;
• tutte le conseguenze economiche causate dai vizi dell’immobile.

Il risarcimento, quindi, può andare ben oltre una semplice riduzione del prezzo pagato, perché serve a compensare integralmente il pregiudizio subito dall’acquirente.

Una decisione importante che amplia concretamente la tutela di chi acquista un immobile e scopre successivamente difetti rilevanti.

💧 Infiltrazioni condominiali: chi paga i danni?La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11585/2026, ha chiarito un pri...
09/05/2026

💧 Infiltrazioni condominiali: chi paga i danni?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11585/2026, ha chiarito un principio molto importante in materia condominiale: in caso di infiltrazioni d’acqua, possono essere chiamati a rispondere insieme il condominio, il proprietario dell’immobile e persino il conduttore.

📌 Il caso nasce da gravi infiltrazioni verificatesi in un appartamento a Terracina, causate da forti piogge, ostruzioni del sistema di scarico e carenze manutentive del terrazzo sovrastante.

Il danneggiato aveva richiesto oltre 30 mila euro di risarcimento citando:
✔️ il condominio
✔️ il proprietario dell’appartamento superiore
✔️ l’inquilino dell’immobile

Dopo alterne decisioni nei giudizi di merito, la Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di tutti i soggetti coinvolti.

⚖️ Cosa significa “responsabilità solidale”?

Significa che il danneggiato può chiedere l’intero risarcimento a uno qualsiasi dei responsabili, senza dover distinguere le quote interne di responsabilità tra condominio, proprietario o utilizzatore dell’immobile.

Sarà poi eventualmente chi ha pagato a rivalersi sugli altri corresponsabili.

📍 La decisione ribadisce un principio fondamentale:
chi ha obblighi di custodia, manutenzione o utilizzo dell’immobile può essere chiamato a rispondere dei danni provocati a terzi.

📌 Condominio: si possono rendere pubblici i nomi dei morosi? La Cassazione chiarisceLa Corte di Cassazione ha segnato un...
20/04/2026

📌 Condominio: si possono rendere pubblici i nomi dei morosi? La Cassazione chiarisce

La Corte di Cassazione ha segnato un punto importante: la trasparenza nel condominio prevale sulla privacy, ma entro limiti ben precisi.

👉 Cosa cambia:

* Ogni condomino ha diritto di conoscere i nomi dei morosi.
* L’amministratore può (e in certi casi deve) comunicarli, ad esempio ai condomini o ai creditori.

👉 Attenzione però:

* Le informazioni devono restare all’interno del contesto condominiale.
* È vietato divulgarle all’esterno, ad esempio:
* affiggere elenchi visibili a chiunque
* pubblicarle in spazi accessibili a terzi

👉 Perché questa regola:

* Serve a garantire trasparenza e corretta gestione del condominio.
* Inoltre tutela i condomini in regola, evitando che paghino per chi non versa le quote.

👉 Conclusione:
I nomi dei morosi non sono segreti, ma non possono diventare “pubblici” in senso indiscriminato:
✔ sì alla comunicazione interna
❌ no alla diffusione verso l’esterno

🚫 Ti è mai capitato di essere bloccato in aeroporto per un problema con i documenti?Immagina questa situazione:arrivi al...
13/04/2026

🚫 Ti è mai capitato di essere bloccato in aeroporto per un problema con i documenti?

Immagina questa situazione:
arrivi al check-in, consegni il passaporto… tutto sembra ok.
Poi, all’imbarco, ti fermano: documento non valido per entrare nel Paese.
Vacanza saltata.

Ma la domanda è: di chi è la colpa?

👉 Secondo una recente decisione della Corte di Cassazione, la risposta non è così scontata.

Il punto chiave è uno solo: le informazioni che ti hanno dato prima della partenza.

Se hai acquistato un pacchetto turistico, tour operator e agenzia hanno un obbligo preciso:
devono dirti in modo chiaro e completo quali documenti servono per partire.

❗ Non basta dire “serve il passaporto”.

Devono anche spiegare:

quale tipo di passaporto è valido
eventuali limitazioni
tutti i requisiti necessari per entrare nel Paese (ad esempio Egitto o altre destinazioni extra UE)

📌 In un caso concreto (viaggio a Sharm El Sheikh), i turisti sono rimasti a terra perché avevano un passaporto temporaneo.

Il problema?
👉 Nessuno aveva spiegato che quel tipo di documento non era accettato.

💡 Cosa ha deciso la Cassazione?

✔️ Se le informazioni sono incomplete o poco chiare → il tour operator è responsabile
✔️ Il viaggiatore può fidarsi di ciò che gli viene comunicato
✔️ Non basta una clausola che ti dice “informati da solo”

👉 Tradotto:
se perdi il viaggio per informazioni sbagliate o incomplete, potresti avere diritto al risarcimento.

Indirizzo

Viale Della Repubblica, 153
Prato
59100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00

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