No Usura, Anatocismo & Signoraggio, La Difesa a Portata Di Mano

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No Usura, Anatocismo & Signoraggio, La Difesa  a Portata Di Mano AVV. Grazia Antonio Romano, 2/10/54 cell. 3315089831
Codice IBAN IT63 M076 0104 2000 0100 5607 823
ABI 07601
CAB 04200
numero conto : 00100560782

17/04/2021

Antonio Romano
Obiettivo ormai chiaro è quello di distruggere l'ossatura economica del paese fatta di micro, piccole, e medie imprese, il tessuto economico più restio a prendere ordini e che quotidianamente difende l'autonomia del proprio lavoro e quello dei propri collaboratori. Noi si è messo in mora il governo e a maggio si inizieranno le cause innanzi al Tribunale di Roma per il riconoscimento dei giusti indennizzi ex art. 2045 Codice Civile. Non chiamare il governo chiama il 3315089831 o scrivi a [email protected]

08/04/2021

Antonio Romano
Carissimi, consapevole che le sofferenze delle partite iva provoca ansia, patema d'animo. depressione, ipertensione da stress e tante altre malattie, abbiamo inserito nelle richieste la voce danni morali e contributo a fondo perduto per sostenere la ripartenza delle microimprese, partite iva , lavoratori autonomi e professionisti. Il nostro è un paese dove questi settori rappresentano il 95 % del tessuto economico non possiamo perderlo in favore delle multinazionali. Distruggeremmo tutto del nostro paese, INSIEME NELLA LOTTA. chiama il 3315089831 o scrivi a [email protected] e ottieni copia della lettera di messa in mora contro il governo.

25/03/2021

Noi comunque si continua a inviare le lettere di messa in mora al governo per gli irrisori o mancati indennizzi aderisci anche tu, scrivici a [email protected] LA LETTERA DI MESSA IN MORA E' GRATUITA

08/03/2021

Avv. Romano Grazia Antonio
Via F: Baracca n. 16
85100 - Potenza
telefax 0971 – 473210
Cell. : 3283474697 email : [email protected] pec: [email protected]

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Piazza Colonna n. 370
00187 - ROMA
e. p.c. Avvocatura Generale dello Stato
Via dei Portoghesi n. 12
00186 - ROMA

Oggetto: richiesta somme a titolo di differenza cassa integrazione guadagni in deroga percepita e buste paghe dal 10/03/2020 e sino al.....................................a causa chiusure totali/parziali imposte dal Governo.

Il sottoscritto Avv. Romano Grazia Antonio, con studio legale in Potenza alla Via F. Baracca n. 16, in nome e per conto del sig................... , nato a …......................, il e residente in alla Via …....................................................., dipendete con qualifica di ….................della Ditta.......................................................................con sede legale in.......................................... alla via...........................che sottoscrive la presente per adesione e mandato alla rappresentanza,
PREMESSO CHE:
il Prof. Avv. Giuseppe Conte nella sua qualità di Presidente pro-tempore del Consiglio dei Ministri con propri e reiterati DPCM ha imposto alla ditta............................................................presso la quale il mio assistito lavora/ha lavorato con la qualifica di........................................................... l'obbligo di chiusure totali e parziali a far data dal 10 marzo al 31 dicembre 2020;
tali chiusure, non imputabili né al titolare dell'azienda ove il ha lavorato/lavora e né al mio assistito, ma imposte al fine di evitare la diffusione dei contagi e per tutelare il diritto alla salute, hanno provocato indirettamente un notevole decremento del mio reddito e nè io e né la mia famiglia abbiamo potuto godere di quel reddito dignitoso come codificato nella nostra Costituzione art. 36 con gravissime ripercussioni sull'equilibrio finanziario familiare e l'impossibilità ad adempiere alle proprie obbligazioni;
la CIG in deroga percepita dal mio assistito sono state inferiori al reddito di lavoro subordinato del comparto privato che il mio assistito avrebbe percepito;
l'art. 2045 c.c. così recita “Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un'indennità la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del Giudice”;
pur ritenendo “giuste e legittime” le restrizioni a difesa del precipuo diritto alla salute ed al fine di evitare i diffondersi dei contagi e la perdite di vite umane, non possiamo, di contro, non riconoscere l' equo indennizzo ai lavoratori subordinati del comparto privato che risultano discriminati rispetto al comparto pubblico;
lo STATO ha l'obbligo giuridico di non discriminare lavoratori e dipendenti del comparto privato e alla stessa guisa di quelli del comparto pubblico le cui buste paghe sono state integralmente riconosciute , provvedendo a corrispondere a titolo di equo e giusto indennizzo l'intero importo delle mensilità così come sancito dall'art. 2045 c.c.;
il Governo ha violato gli articoli 3 (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguale davanti alla legge........ È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, ECONOMICA e sociale del Paese...............) e 36 ( Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa. ) della Costituzione Italiana, nonché le norme codificate nel vigente Codice Civile Italiano in tema di risarcimento/indennizzi ed ha reso lo Stato Italiano inadempiente nei confronti del mio assistito che ad oggi ha percepito l'irrisoria somma di €................................. a titolo di CIG in deroga;
con la presente vi, pertanto, è la necessità di riaffermare l'esistenza di un rapporto giuridico tra il mio assistito (creditore) e lo Stato (debitore) e in conseguenza quest'ultimo deve erogare non CIG in deroga ma le mensilità che il mio assistito avrebbe percepito in costanza di rapporto se non fossero intervenute le restrizioni a titolo di equo indennizzo;
TUTTO CIÒ PREMESSO
chiedo per il mio assistito, a titolo di equo indennizzo,
la somma rinveniente dalla differenza tra le somme percepite a titolo di CIG in deroga e quelle che diversamente avrebbe percepito quali mensilità per il medesimo periodo ;
il riconoscimento della somma di €. 5.000,00 per danno morale, esistenziale e biologico, in rapporto al nesso di causalità con le restrizioni imposte e alla conseguente perdita del posto di lavoro oltre che in relazione alla discriminazione sofferta rispetto ad altre categorie di lavoratori. Decorso il termine di giorni 30 dalla ricezione della presente senza una vostra cortese risposta mi vedrò costretto ad adire le vie giudiziarie.
In attesa, porgiamo distinti saluti.
Potenza, 05 /03/2021

…........................................

Avv. Romano Grazia Antonio

09/10/2019

SCRIVI LA TUA STORIA A : [email protected].

Il successo della Pace Fiscale rende sempre più insistenti le voci riguardanti una prossima Rottamazione Quater. La nuova manovra rispecchierebbe la precedente, includendo i debiti con il Fisco fino al 31 dicembre 2018.

Una boccata d’ossigeno per imprenditori e professionisti che, per molti, servirebbe soltanto a ritardare l’appuntamento con ex Equitalia. In occasione della Rottamazione Ter, infatti, sono stati tantissimi i contribuenti che non hanno potuto pagare già la Prima Rata…

Inoltre, entro il 31 ottobre, sono previste le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate Riscossione per quanto riguarda il Saldo e Stralcio, riservato alle persone fisiche con Isee non superiore a 20 mila euro.

Ma tu, anche se stai già rateizzando, puoi ancora far verificare il tuo debito con il Fisco e annullarlo "in punta di diritto".
Non tutti sanno che oltre l’87% degli atti emessi da ex Equitalia contengono vizi di forma o di notifica che possono annullarli. E oggi, sono tantissimi i casi risolti con sentenze "nero su bianco" emesse dai Giudici di tutta Italia.

Noi di CFC Garanti del Contribuente da oltre 15 anni siamo accanto a imprenditori e professionisti che non si arrendono e vogliono difendersi dalle "aggressioni" del Fisco.

Non hai potuto pagare la Prima Rata della Rottamazione Ter?
Hai ricevuto un’ipoteca o un pignoramento da parte di ex Equitalia?

Contattaci senza perdere altro tempo: un ricorso ben fatto può davvero ribaltare la situazione a tuo favore, annullando il debito al 100% o riducendolo del 60,70, 80%. SCRIVI LA TUA STORIA A : [email protected]

29/09/2019

La legge che estingue i debiti ma che in pochi utilizzano, perché ?

Hai accumulato grossi debiti con Agenzia delle Entrate e Riscossione? Non riesci più a pagare le rate dei prestiti? Sei perseguitato dalle società di recupero crediti? Leggi e scopri una possibile soluzione

In Italia esiste una legge (Legge sul sovraindebitamento n.3 del 2012) grazie alla quale un libero professionista o un semplice privato può estinguere o ridurre i propri debiti e uscire definitivamente dalla lista dei “cattivi pagatori”.

Una soluzione definitiva per chi ha debiti con Equitalia, Agenzia delle Entrare o con le banche!

Eppure dal 2012 ad oggi in pochi hanno approfittato di questa legge, nonostante la norma sia finita anche in tv (se ne erano occupati Report, Le Iene e Tagadà). Come Mai ?

I motivi principali sono 2:

Disinformazione
Complessità della disciplina che non può essere attivata in modo autonomo
Al contrario, sono numerosi i casi di successo di persone riuscite ad ottenere un piano di ristrutturazione del debito rivolgendosi ad un professionista esperto in difesa da sovraindebitamento.

La legge consente ai debitori di presentare un piano di rientro del debito a misura del proprio reddito.
Il beneficio immediato è che , una volta presentata la domanda, ogni atto esecutivo viene bloccato e vengono sospesi gli interessi convenzionali o legali.

Scrivi il tuo caso a : [email protected]

29/09/2019

La legge che estingue i debiti ma che in pochi utilizzano, perché ?

Hai accumulato grossi debiti con Agenzia delle Entrate e Riscossione? Non riesci più a pagare le rate dei prestiti? Sei perseguitato dalle società di recupero crediti? Leggi e scopri una possibile soluzione

In Italia esiste una legge (Legge sul sovraindebitamento n.3 del 2012) grazie alla quale un libero professionista o un semplice privato può estinguere o ridurre i propri debiti e uscire definitivamente dalla lista dei “cattivi pagatori”.

Una soluzione definitiva per chi ha debiti con Equitalia, Agenzia delle Entrare o con le banche!

Eppure dal 2012 ad oggi in pochi hanno approfittato di questa legge, nonostante la norma sia finita anche in tv (se ne erano occupati Report, Le Iene e Tagadà). Come Mai ?

I motivi principali sono 2:

Disinformazione
Complessità della disciplina che non può essere attivata in modo autonomo
Al contrario, sono numerosi i casi di successo di persone riuscite ad ottenere un piano di ristrutturazione del debito rivolgendosi ad un professionista esperto in difesa da sovraindebitamento.

La legge consente ai debitori di presentare un piano di rientro del debito a misura del proprio reddito.
Il beneficio immediato è che , una volta presentata la domanda, ogni atto esecutivo viene bloccato e vengono sospesi gli interessi convenzionali o legali.

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