08/08/2022
🟠 Criptovalute. Allarme truffe.
➡️ La promessa di guadagni facili (anche del 10% mensile) rischia di vedere svanire nel nulla i denari (reali) bonificati a fantomatici broker e società (con sedi in paradisi fiscali) che si prospettano (comunicando rigorosamente in inglese) operative nell’utilizzo di algoritmi in grado di garantire risultati a due cifre da transazioni finanziarie gestite automaticamente.
➡️ Investimenti iniziali di qualche migliaia di euro. Per arrivare a bonifici a quattro zeri. Ma anche a cinque.
➡️ Al solito, secondo stratagemmi che si ispirano al cosiddetto “schema Ponzi”, i primi a entrare nel giro lucrano qualche “guadagno”. A un certo punto il meccanismo -naturalmente- si inceppa, poiché in verità nessun investimento viene realizzato. I denari bonificati dagli ultimi sono utilizzati per corrispondere gli attesi “guadagni” ai primi. È il momento in cui alcuni personaggi, che si presentano come rappresentanti di questa o di quella società (l’Irlanda, guarda caso, è uno degli Stati preferiti per allocarvi la sede legale), scrivono agli investitori e pubblicano video in cui espongono di avere scoperto che il tal socio o il tal amministratore (spesso chiamati per nome per indicare la massima fiducia che bella persona veniva riposta) ha mal gestito i denari investiti dai risparmiatori, che i rimborsi sono momentaneamente bloccati, che per sbloccare i soldi servono altri soldi, che è meglio non sporgere denuncia ma attendere qualche tempo, giorni, settimane, mesi, perché almeno i capitali verranno recuperati. E la testa pensante al vertice della organizzazione? “Non si sa dove si trovi attualmente”.
➡️ In Italia, sono in costante aumento le segnalazioni di operazioni sospette sulle transazioni sulle criptovalute. Bitcoin, Tether, Ether, exchange, wallet, custody sono i termini più frequentemente legati a una realtà (virtuale) che di concreto ha il bonifico (o i bonifici) di investimento.
➡️Il consiglio? Rivolgersi a un avvocato penalista e sporgere querela per truffa. Secondo i casi, anche continuata e aggravata. Diffidando di enti, società e associazioni che a fronte di versamenti di quote o di iscrizioni a questa o quella “class action” promettono di fare tutto il possibile per scoprire dove sono finiti i soldi. Esposti e denunce generiche e presentate non professionalmente lasciano il tempo che trovano. Presentazione di querele, dettagliate, documentate con bonifici, stringhe delle piattaforme di investimento, wallet, custody, facendo nomi e cognomi dei soggetti con i quali si è interloquito. La via da seguire.
➡️ Un invito rivolto a coloro che hanno operato -in buona fede e inconsapevoli di condotte truffaldine- in veste di “agenti” o “procacciatori”: presentarsi il prima possibile all’Autorità Giudiziaria e riferire i fatti. Per evitare possibili coinvolgimenti a titolo di concorso nella truffa.