30/12/2013
Piccola ricerca sulle società di recupero credito che promettono e millantano, ma poi......
E' capitato che ad alcune aziende venisse proposto da società di recupero crediti di affidare, appunto, il recupero degli stessi, promettendo:
1) risultati "allettanti" (o migliori di quelli raggiungibili da un avvocato);
2) deducibilità fiscali con cessioni dei crediti "incagliati".
Niente risultati ed anzi solo svantaggi e, spesso, danni economici rilevanti.
1) Quanto al primo punto, i costi vivi di gestione della pratica - normalmente costo fisso più percentuale su eventuale recuperato - sono maggiori di quelli di un avvocato medio; inoltre, il servizio risulta meno efficiente ed incapace di interfacciarsi in tempo reale (o breve) con i "desideri" dell'imprenditore.
2) Circa il punto secondo, ben più pregnante, anzitutto è bene chiarire che non esiste alcuna recente legge che prevede la possibilità di cessione del credito e la sua deducibilità. Ciò era teoricamente possibile già da prima, ma ora con l'aggravarsi della situazione economica, diverse società hanno ben pensato di millantare un servizio che pare buono, ma che si rivela molto pericoloso, anche a livello fiscale.
Riporto, per brevità, uno stralcio di due articoli sul Sole 24 ore:
"Vi è da considerare che l’ Amministrazione Finanziaria (A.F.) ritiene che la cessione dei crediti aziendali con la clausola pro soluto, può prestarsi, in capo al cedente, a cogliere vantaggi fiscali a scopo elusivo. Ed è per questa ragione che la fattispecie giuridica “cessione crediti pro soluto” rientra, per l’A.M. tra le operazioni ritenute elusive, e di cui all’articolo 37-bis del D.P.R. n. 600/1973.
"Cessioni, rinunce o accordi transattivi su crediti commerciali non sempre consentono – o almeno non in modo automatico – la deduzione fiscale della perdita subita dall'impresa. Nel caso della cessione pro soluto del credito, l'indirizzo della Suprema Corte di Cassazione è ormai formato: perché la perdita derivante dalla cessione del credito possa essere dedotta, occorre comunque dimostrare la sussistenza degli «elementi certi e precisi», vale a dire documentare l'insolvenza del creditore e l'inevitabilità della perdita stessa. Questa posizione è stata fatta propria dalle Entrate (risoluzione 70/2008)" - Il Sole 24 Ore.
In sostanza, nella migliore delle ipotesi non si recupera nulla, o i rischi di farsi attrarre da deducibilità (o detrazioni facili) comporta che, poi, lo Stato si riprende, con sanzioni ed interessi, molto di più.