02/12/2023
Sorprende la solerzia con cui 26 Presidenti di Corte di Appello hanno firmato una lettera congiunta in cui si chiede al Miniatro della Giustizia e ai presidenti di Camera e Senato di introdurre nell’approvanda legge, in esame in parlamento, sul ritorno in vigore della prescrizione, ex Cirielli, nei procedimenti di Appello e di Cassazione, una disciplina transitoria stante la dubbia applicazione che si verrebbe a creare tra le ultime riforme approvate nel giro di pochi anni: riforma Orlando, Bonafede e di recente la Cartabia. Quando la giustizia diventa una barzelletta si assiste ad un tran tran di riforme, che generano solo ulteriori rallentamenti nei già lenti processi penali. Sebbene l’introduzione della Cartabia sul punto abbia creato la stortura dell’introduzione della improcedibilità dell’azione penale nei procedimenti di impugnazione che non si concludono in un tot periodo temporale, a secondo dei gradi di giudizio, bloccando la prescrizione, allo stesso non si può trascurare di evidenziare alcuni risultati positivi indotti dalla predetta disposizione.
Lo testimoniano in maniera inequivocabile i dati del monitoraggio PNRR pubblicati nei giorni scorsi dal Ministero della Giustizia sulla durata del processo penale in appello. In soli due anni, per evitare la tagliola dell’improcedibilità gli uffici giudiziari si sono rimboccati le maniche, hanno fatto un enorme lavoro di squadra riuscendo così ad abbattere vistosamente i tempi medi del secondo grado: a livello nazionale, nel primo semestre 2023, la riduzione è stata pari al 27%, cioè ha consentito allo stato e per il momento di raggiungere il target del PNRR, con punte del 57% a Napoli (dove la durata media del processo in appello è passata dall’inaccettabile dato di 5 anni e mezzo a 2 anni e tre mesi), del 54% a Caltanisetta, del 52% a Brescia, del 51% a Torino, del 43% a Bari e del 32% a Milano. Bene hanno fatto, pertanto, i Presidenti delle Corti ad evidenziare il loro cambio di mentalità, chiedendo quasi unanimemente l’introduzione di una riforma che non butti all’aria le buoni prassi sviluppate nell’ultimo biennio.
documenti