12/08/2026
IL PREZZO DELLA NECESSITÀ
Ieri un mio assistito aveva urgente necessità di acquistare una ricarica di gas refrigerante per un condizionatore.
Era l’11 agosto.
Il prodotto serviva subito e le alternative, in quel momento, erano evidentemente limitate.
In un negozio di ricambi per elettrodomestici della costa jonica, gli è stato richiesto il pagamento di 100 euro, a fronte di un prezzo medio praticato di 65 euro.
Alla richiesta del documento fiscale, gli è stato rappresentato che, in caso di emissione, il prezzo sarebbe stato ancora superiore.
Ha telefonato immediatamente all’installatore che gli aveva indicato quel negozio.
I due hanno parlato direttamente.
La situazione, tuttavia, non è cambiata.
Obtorto collo, il mio assistito ha pagato i 100 euro e portato via ciò di cui aveva bisogno.
Gli elementi riferiti non consentono, da soli, di parlare di reati di estorsione o di truffa.
Il profilo oggettivamente rilevante di questa vicenda resta quello commerciale e fiscale.
Ciò che rimane di questa piccola vicenda quotidiana è la sgradevole sensazione di una condizione imposta approfittando della contingenza: “ti serve adesso - queste sono le condizioni - prendere o lasciare.”
Il consumatore paga non perché accetti quelle condizioni; ma, in quel momento, il costo pratico di opporsi è superiore al vantaggio di farlo.
Nessuna segnalazione.
Nessuna crociata.
Nessuna esposizione pubblica dello scorretto commerciante.
Resta una possibilità molto più semplice: non tornare più in quel negozio.
I 35 euro passano.
La fiducia commerciale, una volta perduta, assai più difficilmente ritorna.