18/04/2026
Dopo un periodo di pausa, riprendiamo la nostra rassegna.
Questa settimana la Corte di Cassazione si è pronunciata con sentenze determinanti in materia di diritto del lavoro, ridefinendo in modo chiaro alcuni dei confini più delicati tra datori di lavoro e dipendenti. Ecco le 3 novità essenziali per aziende e lavoratori.
✅ Minacce di licenziamento e tagli salariali
La Cassazione (n. 11253/2026) ha stabilito che imporre decurtazioni dello stipendio o rinunce ai diritti (come il TFR) sotto la minaccia, anche implicita, del licenziamento, configura il grave reato di estorsione.
Il consenso estorto al dipendente per modifiche in peius del contratto non ha alcun valore e costituisce illecito penale.
⚖️ Valore probatorio del certificato medico
Con l'ordinanza n. 8738/2026, è stato sancito che il datore di lavoro non può intimare il licenziamento per "finta malattia" se c'è un certificato medico attivo.
Il certificato del medico curante ha valore di verità legale. Può essere superato solo da accertamenti sanitari di pari o superiore livello.
📅 Divieto di retribuzioni in contanti
La Cassazione (sentenza n. 6633/2026) ribadisce il divieto assoluto di pagare lo stipendio in contanti.
Non è ammesso il "cumulo giuridico" delle violazioni. Le sanzioni per l'azienda si sommano per ogni singolo pagamento (mensile o settimanale) non tracciabile.
Una gestione aziendale corretta o la tutela dei propri diritti lavorativi richiedono sempre un aggiornamento tempestivo.