Amministratore di Condominio Carriero Angelo

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23/12/2022

Il superbonus 110% è stato sostituito dal bonus psicologo che diventa strutturale......😀😀😀
Più uno presta attenzione alle coincidenze, più queste si verificano.
(Vladimir Nabokov)
Buon Natale a tutti 🎊

12/11/2021

Il decreto Controlli sul Superbonus è in vigore da oggi

04/11/2021

Quali sono i motivi più frequenti di liti tra i vicini e quali le vie per risolvere il conflitto senza ricorrere al tribunale.

Se già la convivenza tra due persone che si vogliono bene è tutt’altro che semplice, figuriamoci quella in un contesto fatto di persone che non si conoscono, che si frequentano il minimo indispensabile, che devono badare ai propri interessi e portare avanti le proprie abitudini. Le scintille tra i vicini di casa sono spesso inevitabili, perché non sempre si trova chi adotta la filosofia del «vivi e lascia vivere». Il clima diventa pesante, però, quando cominciano i dispetti, le provocazioni, i litigi sulle scale, fino ad arrivare alle minacce o alla causa in tribunale: si pensi che nelle aule di giustizia ci sono oltre due milioni di cause avviate per problemi tra vicini, soprattutto in Campania e Lazio, in Sicilia e in Veneto. ia?

Bisogna, innanzitutto, individuare la natura della controversia, se si tratta ad esempio di una sistematica e grave violazione del regolamento del condominio oppure se è una questione risolvibile con un po’ di buon senso, venendosi incontro ed arrivando ad un compromesso. Insomma, non si può nascondere che certe volte i problemi nel vivere in condominio mettono a dura prova la pazienza (si pensi a chi tiene sempre la musica ad alto volume fino a tarda ora o stende all’ultimo piano i panni senza strizzare). Vediamo come difendersi quando la situazione diventa insopportabile.

I più comuni riguardano soprattutto i rumori, gli animali e gli spazi comuni. Diventa insopportabile in particolar modo il vicino che alza la voce spesso in casa, che tiene il televisore o lo stereo ad un volume troppo alto, che suona uno strumento ad orari impropri, che non bada a complimenti quando deve spostare un tavolo, una sedia, un mobile, che organizza delle feste con amici fino a tarda ora con tanto di risate e di chiacchiericcio ad alta voce. Ba***re col ma**co della scopa sul soffitto o col pugno sul muro per chiedere di smettere non sempre basta: tocca ogni tanto suonare al campanello del vicino ed invitarlo a darsi una calmata.

Altro motivo di frequente litigio è legato alla presenza di animali domestici. C’è chi non ama avere in giro cani e gatti e chi, pur amandoli, detesta il modo in cui certe volte vengono (non) educati. Non solo perché il cane abbaia di giorno e di notte ma anche perché lascia dei «ricordini» sulle scale o nel giardino condominiale che tutti utilizzano, oppure perché vengono tenuti fuori di casa senza guinzaglio né museruola, infastidendo vicini ed ospiti.

A proposito di spazi comuni, ecco il terzo elemento che più spesso crea dei dissapori in condominio: l’uso improprio di certe parti riservate a tutti o ai singoli. Il caso più tipico è quello di chi invade il parcheggio altrui oppure invita amici e parenti che occupano i posti auto riservati ai condòmini.

Ma l’elenco sarebbe ancora lungo. Si discute perché il vicino accende il barbecue sul terrazzo e tocca chiudere le finestre in pieno agosto per non fare entrare il fumo e l’odore di carni e verdure grigliate. Perché si stendono le lenzuola senza averle strizzate bene o si annaffia troppo i gerani e si bagna il bucato che era quasi asciutto del vicino di sotto. Perché si lascia la bicicletta nell’androne quando sarebbe vietato dal regolamento. Perché qualcuno sbatte la tovaglia dalla finestra dopo pranzo riempiendo di briciole e di altri residui di cibo il balcone degli altri ed il cortile di tutti. Perché si tiene aperto l’ascensore mentre si parla col vicino, impedendo agli altri di utilizzarlo.

Fino ad arrivare ai soldi: in teoria, sarebbe vietato per motivi di privacy rendere noto il nome di chi non paga le spese di condominio. Ma pretendere che nessuno sappia chi è il vicino moroso è impossibile: prima o poi queste cose vengono fuori. Così, cominciano le ostilità, i malumori, la voglia di vendetta.

Risolvere una controversia in condominio può essere la cosa più semplice al mondo, così come può diventare un vero e proprio calvario. A volte, basterebbe un po’ di buon senso tra le parti: chi subisce il problema ne parla con il vicino che lo ha creato il quale, a sua volta, cerca di fare il possibile per evitare che l’episodio si ripeta: parcheggia solo dove gli spetta, lascia la bici nella sua cantina anche se risulta un po’ più scomodo rispetto a mollarla nell’androne, si accerta che la lavatrice abbia fatto bene la centrifuga prima di stendere le lenzuola, sbatte la tovaglia nella sua cucina e poi passa la scopa e via dicendo. Nulla di più semplice.

Magari fosse sempre così. Purtroppo, sono più frequenti i problemi nel vivere in condominio che richiedono l’intervento di qualcuno.

La figura dell’amministratore è quella viene subito in mente. Tuttavia, non è detto che possa intervenire. Il Codice civile, infatti, limita i suoi poteri alle questioni che riguardano le parti comuni dell’edificio [1]. Significa che potrebbe farsi vivo solo come mediatore e di sua spontanea volontà ma non è certo obbligato a sistemare una lite nata dal cane che abbaia di notte o dal vicino che tiene alto il volume del televisore.

Nel dettaglio, secondo la legge, l’amministratore può intervenire quando si verifichino dei comportamenti che possono creare danno o pericolo alle cose comuni o al loro utilizzo. Può essere, ad esempio, il caso del parcheggio condominiale. Oppure quando viene palesemente violato il regolamento, come ad esempio quando si lascia perennemente il portone d’ingresso aperto, nonostante sia previsto che venga chiuso ogni volta per impedire l’accesso agli estranei.

Una soluzione può essere quella della mediazione. Viene formalmente condotta in presenza di un avvocato. Le parti devono presentarsi presso il mediatore designato dall’organo di competenza. Se l’esito è positivo, la controversia verrà risolta con un accordo stragiudiziale.

In caso contrario, non resta che agire per vie legali, anche se la causa davanti ad un giudice deve essere considerata come l’ultima ed estrema soluzione. Primo, perché l’azione legale non fa che peggiorare ancora di più i rapporti tra i due litiganti, i quali, comunque, dovranno continuare a convivere anche dopo la sentenza del giudice. E secondo, perché la causa comporta un costo che si può evitare usando per quanto possibile il buon senso. Va da sé che se la situazione diventa insopportabile e chi crea quotidianamente il problema non manifesta la minima intenzione di cambiare atteggiamento, la via giudiziale può sicuramente rivelarsi la più efficace.

note
[1] Art. 1130 cod. civ.

Carlos Arija Garcia.

riportato da Fiorenza Cappello.

La legge è chiara come sempre........
28/10/2021

La legge è chiara come sempre........

Il debito verso il condominio è un debito di esclusiva pertinenza del proprietario dell'appartamento. Il proprietario che si vede notificato ricorso per decreto ingiuntivo

22/10/2021

Fruibile il superbonus solo da alcuni condomini se per altri immobili è proprietaria una p.a. (non ammessa al superbonus e senza fondi)? Sì, vediamo

14/10/2021

Non devi essere grande per iniziare, ma devi iniziare per essere grande.💪 (Les Brown)

14/06/2021

Una giovane coppia si trasferisce in un nuovo quartiere. La mattina dopo, mentre fanno colazione davanti alla finestra, la giovane vede la vicina di casa stendere i panni fuori. "Questo bucato non è molto pulito, ha detto, "non sa come lavarlo correttamente. Forse ha bisogno di un bucato migliore".
Suo marito sembrava silenzioso. Ogni volta che la sua vicina stendeva i vestiti ad asciugare, la giovane donna faceva lo stesso commento. Un mese dopo, la donna fu sorpresa di vedere dei panni puliti sullo stendibiancheria e lo disse a suo marito. "Guarda, ha finalmente trovato un modo per lavare bene i suoi vestiti. Chissà chi glielo ha insegnato?".
Il marito ha risposto: "Mi sono alzato presto questa mattina e ho pulito le nostre finestre". Quello che vediamo quando guardiamo gli altri dipende dalla chiarezza della finestra che stiamo guardando. Quindi non essere troppo veloce nel giudicare gli altri, specialmente se la tua visione della vita è offuscata da rabbia, gelosia, negatività o desideri insoddisfatti. Giudicare una persona non definisce chi è. Definisce chi sei.

Paulo Coelho. "Lavanderia pulita."

Esempio da emulare nel nostro territorioComplimenti al comune di Ginosa
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