Michele Di Gregorio avvocato per le imprese

Michele Di Gregorio avvocato per le imprese Representative ICCUAE - Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti. Consulente d'impresa.

Ti è mai capitato di fare affari con operatori del settore alimentare e agricolo in Francia? Niente di più comune, immag...
07/10/2025

Ti è mai capitato di fare affari con operatori del settore alimentare e agricolo in Francia? Niente di più comune, immagino. Se fai affari con operatori di questi due settori in Francia, allora ti dovrai confrontare con la Legge Egalim, della quale sicuramente hai sentito parlare. Una legge molto complessa che terrorizza gli operatori francesi e non solo.
La Legge Egalim è una normativa inderogabile che regolamenta tutte le attività commerciali in Francia relative ai “prodotti agricoli”. Se il tuo partner francese non include un riferimento a tale legge nei contratti che intende stipulare con te, informati dettagliatamente sul motivo, poiché l’eventuale violazione della Legge Egalim può comportare sanzioni severissime anche a carico tuo.
Ecco le domande principali cui devi dare risposta:
1) la legge Egalim è applicabile alle tue attività commerciali che hanno ad oggetto “prodotti agricoli”?.
2) quali sono i rischi di violazione della legge Egalim?
3) quali sono le precauzioni da adottare negli affari con gli operatori francesi del settore?
Ed ecco alcune risposte.
1. A quali prodotti alimentari si applica (articolo L441-1-1):
* Si applica ai prodotti alimentari e agli alimenti per animali domestici.
* Richiede l'indicazione dettagliata del contenuto di materie prime agricole (allo scopo di verificare l’applicabilità della legge, a seconda delle relative quantità) e dei prezzi.
* Prevede meccanismi di verifica delle componenti del prezzo.
2. A quali operatori si applica (articolo L441-1):
* Si applica a tutti gli imprenditori della produzione, distribuzione o fornitura di servizi relativi ai “prodotti agricoli”.
* Obbliga, tra molto altro, alla comunicazione delle condizioni generali di vendita ai compratori professionali, su richiesta.
3. Si applica anche al commercio all'ingrosso (articolo L441-1-2):
* La legge stessa definisce e disciplina i “grossisti” cui si applica.
* Specifica i loro obblighi relativi alle condizioni generali di vendita e alla loro comunicazione.
4. Stabilisce la forma inderogabile dei contratti (articoli L441-3, L441-3-1):
* Obbliga i fornitori e i distributori o i prestatori di servizi a stipulare accordi in forma scritta.
* disciplina gli obblighi reciproci, i prezzi e la logistica.
5. Sanzioni e penalità (articoli L441-6, L441-16):
* Stabilisce sanzioni amministrative per il mancato rispetto delle sue disposizioni.
* Specifica le sanzioni a seconda delle violazioni, ad esempio per ritardi nei pagamenti o per la mancata comunicazione delle condizioni generali di vendita.
6. Riguarda anche la logistica e prevede sanzioni anche in questo settore ove riferito ai prodotti alimentari interessati (articoli L441-17, L441-18)
* Regola l'applicazione delle sanzioni nel settore della logistica (trasporti, stoccaggio, etc…).
* Stabilisce le condizioni per l'imposizione di penali da parte degli acquirenti a carico dei fornitori e regolamenta i diritti dei fornitori.
7. Prevede l’obbligo di clausole di rinegoziazione (articolo L441-8):
* Impone l’introduzione nei contratti di clausole di rinegoziazione dei prezzi, in ragione delle fluttuazioni del costo delle materie prime agricole nei contratti di durata superiore a tre mesi.
8. Disciplina la fatturazione e termini di pagamento (articoli L441-9, L441-10, L441-11):
* Dispone le regole per la corretta fatturazione e stabilisce i termini di pagamento.
* Prevede sanzioni per i ritardi nei pagamenti e condizioni particolari per determinate categorie di prodotti.
9. Disciplina anche l’attività pubblicitaria e promozionale (articolo L443-1):
* Vieta la pubblicità ingannevole e stabilisce i requisiti per la comunicazione dei prezzi.
La legge Egalim, in definitiva, mira a garantire la trasparenza, l'equità e la correttezza nelle transazioni commerciali relative ai prodotti alimentari all'interno del mercato francese.
Prodotto agricolo per la Legge Egalim è qualsiasi prodotto derivato da attività agricole, ad esempio:
• Colture: cereali, frutta, verdura e altri prodotti vegetali coltivati per il consumo o la trasformazione.
• Bestiame: animali allevati per la produzione di carne, latte, uova e altri prodotti di origine animale.
• Acquacoltura: pesce e altri prodotti ittici allevati per il consumo.
• Materie prime: prodotti non trasformati o minimamente trasformati come latte crudo, lana e cotone.
I Prodotti Agricoli disciplinati dalla Legge Egalim comprendono sia i prodotti agricoli primari (provenienti direttamente dall'agricoltura) sia i prodotti trasformati che contengono una parte significativa di materie prime agricole.
Una società commerciale italiana (non francese) che vende prodotti agricoli in Francia, anche a grandi rivenditori, è soggetta alle norme stabilite dalla Legge Egalim. Le norme si applicano a tutte le entità che svolgono attività commerciali in Francia, indipendentemente dal loro paese di origine.
Una società commerciale italiana (non francese) che acquista prodotti agricoli da un produttore francese non primario e li vende nel territorio francese è soggetta agli obblighi previsti dalla Legge Egalim.
Non è chiaro se una società commerciale italiana (non francese) che acquista prodotti agricoli da un produttore francese non primario per rivenderli al di fuori del territorio francese sia (o meno) soggetta alla Legge Egalim. La Legge Egalim si applica, infatti, alle attività commerciali che si svolgono sul territorio francese, volendo tutelare il mercato e i consumatori francesi.
In particolare, le linee guida emanate in materia di applicazione della legge precisano che: “L'articolo L. 631-24 del CRPM stabilisce espressamente che il suo ambito di applicazione riguarda” i contratti di vendita di prodotti agricoli consegnati sul territorio francese". Le disposizioni degli articoli L. 631-24 e seguenti del CRPM e L. 443-4 del codice commerciale possono quindi essere considerate, previa valutazione dei giudici, come leggi di polizia applicabili a qualsiasi situazione che presenti elementi di connessione con il territorio francese (luogo di stabilimento dell'operatore economico in Francia, mercato francese interessato dallo smaltimento dei beni, ecc. In caso di violazioni di tale normativa, saranno adottate misure adeguate, tenendo conto della situazione delle imprese interessate caso per caso, conformemente alla consueta politica di controllo dell'amministrazione. La stessa questione si pone nel caso di un operatore diverso dal produttore che effettua una rivendita al proprio cliente stabilito all'estero. Dall'articolo L. 443-4 del codice commerciale risulta che le condizioni generali di vendita, quando disponibili, devono includere gli indicatori. Va ricordato che l'obiettivo della legge EGALIM è quello di rendere tutti gli attori della filiera agroalimentare francese responsabili del prezzo pagato ai produttori; tuttavia, non si tratta di frenare il commercio di esportazione. Pertanto, in caso di violazioni di tale normativa, saranno adottate misure adeguate, tenendo conto, caso per caso, della situazione delle imprese interessate, in particolare nel caso in cui un acquirente straniero rifiuti di prendere in considerazione gli indicatori.
Le linee guida sono molto poco chiare su questo punto. In ogni caso, poiché questa normativa si applica a tutti i contratti che prevedono la consegna di prodotti agricoli in Francia, nel caso in questione, è altamente consigliabile scegliere INCOTERMS per i quali la consegna dei prodotti avviene al di fuori del territorio francese.
Le sanzioni previste dalla Legge Egalim sono varie e distinte caso per caso. Possono essere anche molto consistenti e si applicano anche all’operatore non francese.
Contattami per informazioni più precise.

Il “nuovo” concordato preventivo mantiene inalterate, se non addirittura aggrava, le criticità legate all’affitto “ponte...
10/01/2023

Il “nuovo” concordato preventivo mantiene inalterate, se non addirittura aggrava, le criticità legate all’affitto “ponte” dell’azienda ed agli obblighi solidali dell’affittuario verso i dipendenti, obblighi imposti dal noto e temutissimo articolo 2112 c.c.. E’ necessario porre molta attenzione nello studiare la strategia per salvare il compendio aziendale, perché l’unica procedura di concordato che, attraverso accordi sindacali, consente la deroga agli obblighi solidali di pagamento delle spettanze dei dipendenti (per arretrati, TFR e quant’altro maturati sotto l’impresa in crisi) è il concordato liquidatorio. Inutile anche pensare ad accordi sindacali di esonero dalla solidarietà sottoscritti con ciascuno dei dipendenti trasferiti all’affittuario/cessionario. Simili accordi si scontrano con la natura inderogabile dell’art. 2112 c.c. (nella sola direzione dell’affittuario/cessionario) e comunque sono inopponibili all’INPS che agisca in via di regresso. Per saperne di più, non hai che da contattare lo Studio Legale Di Gregorio.

Vendere negli USA attraverso la predisposizione di condizioni generali di vendita merita alcune cautele tutt’altro che o...
06/12/2022

Vendere negli USA attraverso la predisposizione di condizioni generali di vendita merita alcune cautele tutt’altro che ovvie negli ordinamenti di civil law come il nostro. Intanto, non è necessario che l’acquirente statunitense sottoscriva le vostre condizioni generali, men che meno doppiamente in alcune clausole (vessatorie), come previsto dalla legge italiana. Tuttavia, le vostre condizioni generali di vendita dovranno avere un minimo di “pubblicità”, anche nel senso limitato di essere almeno presenti e scaricabili sul vostro sito istituzionale. Dopo di che, dovrete cimentarvi nella “battle of forms”, ovvero nella strategia per far prevalere le vostre condizioni generali, rispetto a quelle dell’acquirente. Le strategie sono molte e molto varie. Ad esempio, vi ricordo che se mai doveste inviare una proposta negoziale all’acquirente statunitense con allegate le vostre condizioni generali di vendita e la precisazione che l’accettazione è vincolata all’accettazione anche delle condizioni generali, dovrete fare grande attenzione alla risposta del destinatario. Se il destinatario rispondesse all’offerta, accettandola, ma condizionando l’accettazione alle proprie condizioni generali di acquisto, ebbene, sappiate che quella accettazione, anche ai fini dell’applicabilità delle condizioni generali, sarà considerata una controproposta, con la conseguenza che ove vi limitiate a spedire i beni che avete proposto nei termini concreti della vostra proposta e della accettazione, le vostre condizioni generali di vendita non saranno applicabili e, molto probabilmente, lo saranno quelle dell’acquirente statunitense. Insomma, quella per la prevalenza delle condizioni generali, è una battaglia all’ultima “parola” e all'ultima "mail". Molte altre sono le precauzioni da adottare, come il non limitarsi al mero richiamo della sigla dell’INCOTERM prescelto per la consegna, dal momento che le prassi commerciali statunitensi riconoscono alle varie sigle degli INCOTERMS contenuti diversi da quelli a noi noti. Dovrete anche ricordare che gli interessi per la mora nei pagamenti devono essere previsti dalle condizioni generali o, comunque, dal contratto, altrimenti rischiate che non vi sia riconosciuto alcun interesse, se dovesse applicarsi la legge USA. Anche la scelta della legge applicabile (e della giurisdizione) è un momento essenziale e, spesso, è consigliabile la scelta della legge e della giurisdizione USA, rispetto a quelle italiane, visto che ben difficilmente riuscireste a far eseguire una sentenza italiana negli USA. Se siete interessati al tema, contattate il mio studio legale.

06/12/2022

Vi presento il video dell'ultima mostra sostenuta dallo Studio Legale Di Gregorio nella Mai.Social.Maison. Valentina Restivo ha allestito la propria personale, "Ritratti per un autoritratto", con curatela di Carlo Albetrto Arzelà e nota critica di Manuela Antonucci. Il video è stato realizzato da Gioacchino Magnani.

Vi sarà capitato che il pagamento di un vostro debito sia reclamato non dal creditore che voi ben conoscete (la vostra b...
16/11/2022

Vi sarà capitato che il pagamento di un vostro debito sia reclamato non dal creditore che voi ben conoscete (la vostra banca, per un mutuo, oppure una vostra ex compagnia telefonica, per una bolletta), ma da un creditore a voi sconosciuto che si professa acquirente in blocco dei crediti della vostra banca o della vostra ex compagnia telefonica. Effettivamente, le cessioni in blocco dei crediti non devono essere notificate personalmente ad ogni singolo debitore, ciò non toglie, però, che nella causa per il recupero del credito, chi sostiene di aver acquistato il credito verso di voi, debba anche provare di esserne il titolare, allegando documentazione specifica che attesta che anche lo specifico credito nei vostri confronti è stato acquistato. In mancanza, avete in mano un ottimo motivo per far respingere dal giudice la richiesta di pagamento del debito ceduto. Questo è stato quanto ha recentemente deciso, ad esempio, il Tribunale di Torino.

08/11/2022

A pochissimi giorni dall'inizio della promozione della nuova mostra nella Mai.Social.Maison, vi voglio ricordare cos'è una mostra di Mai.Social.Maison e Studio Legale Di Gregorio e lo faccio con il video dell'ultima mostra organizzata prima della pandemia. Era "IN THE BOX", personale di Gianni Lucchesi. Era il 2019. Fu un evento spettacolare!

La clausola penale è uno strumento di tutela molto efficace nei contratti internazionali. La clausola penale sanziona in...
07/11/2022

La clausola penale è uno strumento di tutela molto efficace nei contratti internazionali. La clausola penale sanziona in modo semplice e diretto l’inadempimento di uno dei contraenti, garantendo una via rapida e sicura ad un risarcimento del danno da inadempimento contrattuale. Tuttavia, la clausola penale è uno strumento da maneggiare con estrema cautela, dal momento che è regolata anche molto diversamente da stato a stato. Nei paesi di “common law” (es. UK, Usa, Australia, Canada, Irlanda), la clausola penale è spesso considerata nulla. Al contrario, nei paesi di “civil law” (es. Italia, Francia, Germania, ma anche Cina e Russia) la clausola penale è quasi sempre considerata valida ed anzi il contraente che ha subito l’inadempimento altrui è spesso autorizzato a chiedere anche un danno maggiore rispetto a quello quantificato nella clausola penale. Negli ordinamenti di “common law”, allo scopo di ottenere una tutela simile a quella della clausola penale è, pertanto, opportuno riferirsi ad altri strumenti, come la clausola dei “liquidated damages”. Se il tema ti interessa, contatta lo Studio Legale Di Gregorio.

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