20/04/2026
🔴 Avv. non sta per avvoltoio.
C’è una linea che non si può oltrepassare.
E non è politica. È diritto.
L’idea che il compenso dell’avvocato possa dipendere dall’esito – e, peggio, da un esito “gradito” – non è una riforma.Non si paga l’avvocato per “accompagnare” una scelta.
Si paga per difendere una persona, anche quando quella difesa è scomoda, impopolare o contraria all’indirizzo del momento.
Legare il compenso all’adesione del migrante al rimpatrio volontario significa introdurre un sospetto:che il difensore non sia più libero, che il consiglio non sia più neutrale, che la difesa non sia più difesa.
E senza difesa libera il patrocinio è infedele.
L’avvocato non è un ingranaggio dell’amministrazione.Non è un esecutore.Non è un intermediario della politica.
È – o dovrebbe restare – una garanzia per tutti.
Soprattutto per chi non ha nulla.
Tratto da "in Giustizia"