01/05/2024
1 Maggio 2024, lettera aperta al sindaco di Piombino
La mia è una vicenda che ha dell’incredibile. La vicenda del Gattarossa, di cui ormai tutti conoscono tutto. Tutti sanno, a cominciare dal sindaco. Eppure io sono ancora qui, in attesa di una sentenza del Tar e soprattutto di comunicazioni chiare da parte del Comune. Cosa devo fare? Devo rimuovere la struttura? Quando? Come? Perché? E come mai in tutto questo tempo, durante i lavori alla falesia, la stessa struttura è stata chiusa all’interno del cantiere, che ne ha accelerato il decadimento? E perché se era così pericolosa, come dicono, hanno tolto le recinzioni alla fine dei lavori? E perché non mi è stata fatta nemmeno la riconsegna della struttura?
I perché sono tanti ma io finora non sono riuscita a ottenere neanche una risposta. Nemmeno mezza.
L'ultima volta che ho incontrato il sindaco Ferrari nel palazzo comunale è stata nel luglio dello scorso anno. A ogni domanda, mi ha sempre risposto “Signora mi dispiace, ma non so niente”.
Ferrari, gli ho detto, io ho sofferto, sono stata molto male a causa di quel brutto post su Facebook del 7 febbraio 2023, perché la necessità di quella pubblicazione tanto confusionale? E lui: “Signora mi dispiace ma non so niente, non uso il network e non vado mai su Facebook”.
Ma dopo la sentenza cautelare del Tar, respinta ma non ancora definitiva, perché non ha mai risposto alla mia rettifica in quel post tanto brutto che ha pubblicato su Facebook?. E lui: “Signora mi dispiace ma non so niente, non uso quel network e non vado mai su Facebook”.
Quella mattina, mi ha anche chiesto chi fosse il mio avvocato. Eppure dovrebbe saperlo, perché ho visto che lo ha candidato nella propria lista elettorale.
Brutto poi il comportamento in generale dell'amministrazione comunale, tanto brutto che non nascondo da buona cogliona di essere stata avvolta anche dal dubbio che qualcuno tra gli amministrativi, dirigenti assessori ecc. lavorasse tanto male, contro o anche a insaputa del sindaco.
In tutta questa lunga vicenda, dalla chiusura per i lavori del 24 ottobre 2022, decadenza della concessione del 21 novembre 2022, alla fine del cantiere del 5 aprile 2024, non ho mai neanche incontrato né l'assessore ai lavori pubblici né quello allo sviluppo economico.
Pensando ancora che magari il sindaco non fosse davvero a conoscenza di tutta la procedura amministrativa, lo scorso 16 marzo sono andata nella sua sede elettorale in corso Italia e gli ho voluto consegnare una cronologia completa dei fatti, un riepilogo: dal bando del 2007 fino alla dichiarazione del 2 febbraio di quest’anno da parte del dirigente PTE di pericolosità della struttura all'interno del cantiere. 20 pagine scritte e consegnate al sindaco. Da allora, silenzio totale.
Ora, il 15 febbraio dello scorso anno ho consegnato Gattarossa all'interno del cantiere con un verbale firmato dal direttore ai lavori, dal responsabile del procedimento dei lavori pubblici del Comune e di un mio testimone. Il 2 febbraio di quest’anno ho ricevuto un atto (mentre Gattarossa era ancora all'interno del cantiere) in cui si diceva che la struttura era pericolosa e mi veniva anche chiesto perché non l'avessi già smontata.
E siamo ad aprile di quest’anno. Il 5 ricevo un paio di messaggi: hanno tolto il recinto del cantiere. Dall'articolo del Tirreno del giorno dopo, il 6 aprile, vengo a sapere che il recinto del cantiere era effettivamente stato tolto il giorno precedente.
Morale. Il 2 febbraio dichiarano Gattarossa pericoloso per l'incolumità pubblica ma poi, non solo il 5 aprile smontano il cantiere, ma non mi fanno nemmeno la riconsegna della struttura contrariamente a quanto avvenuto per l'inizio dei lavori. Un passaggio molto grave questo. Ovviamente è tutto documentato.
Non so più cosa fare. Ora, la settimana prossima, ho un appuntamento con gli amministrativi del comune, direttore dei lavori ecc. per un incontro alla struttura. Spero che almeno lì mi diano delle risposte. Ma a questo punto ne dubito.
Giovanna Manneschi