20/07/2024
Ogni cosa ha un inizio, cui non può che seguire una fine.
O forse no, decisamente no.
Può darsi che l’inizio non esista davvero, così come dalla fine si possa partire di nuovo, magari facendo un passo in avanti.
In questa seconda ipotesi sta tutto l’insegnamento che ho ricevuto da Umberto Canovaro.
Quando ci sentimmo, o meglio, quando mi contattò, per lanciare l’idea di quello che sarebbe poi diventato l’Appello per il Lavoro e lo Sviluppo a Piombino, mi disse che dovevamo fare qualcosa, che non potevano rimanere inerti, che era necessario prendere parte al dibattito politico.
Gli risposi che era dura, perché avevamo contro tutta la città, amministrazione compresa.
Umberto mi disse, forse no.
Spesso le cose non sono come sembrano.
E poi una battaglia politica la si fa comunque, anche se la maggioranza è contraria, perché in politica, alle volte, è importante esserci e dire ciò che si pensa.
Lo voglio ricordare così; mai sazio, curioso e intelligente, di quell’intelligenza acuta e generosa e con un cuore veramente grande per le sue città: Piombino e Rio Marina.
Posso dire di essere un uomo fortunato, per avere avuto la possibilità di conoscerlo e di averlo avuto come amico, per un lasso di tempo troppo breve, ma sufficiente per avergli voluto bene.
Un abbraccio a tutta la sua famiglia ed ai suoi affetti, il vuoto che lascia è grande, ma, come ci ricorda Ugo Foscolo, nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta.
Sono sicuro che ci ritroveremo prima o poi e riprenderemo il discorso esattamente la, dove lo avevamo lasciato.
Ciao Umberto.