26/10/2025
Chi è realmente bisognoso e chi invece piange miseria?
In tanti anni di volontariato ho imparato che spesso queste due figure non coincidono, e penso che l’episodio di Bologna ne sia un esempio che calza a pennello .
Ho imparato a conoscere persone professioniste nel piangere miseria, nel chiedere aiuto a tutto spiano, abili a bussare ogni porta, a raccontare storie inverosimili pur di ricevere aiuti non spettanti, e lo fanno nella consapevolezza che su tante richieste, qualcuna andrà in porto, quindi trovano questo comportamento estremamente conveniente, perche piu mi lamento piu darò l’impressione di dover essere aiutato.
Altri invece che meriterebbero davvero una mano tesa verso di loro, che vivono in silenzio, dignitosamente, che magari vivono al freddo e si nutrono di piatti di pasta in bianco per giorni pur di non chiedere.
Nel caso di Bologna ho letto tantissimi commenti di persone che sostenevano che la famiglia sfrattata, ritenuta bisognosa, doveva avere piu tempo per lasciare casa, che il Comune e i servizi sociali sarebbero dovuti intervenire per tempo per fornire un alloggio adeguato per tutelare le due minori di 11 e 17 anni.
Analizziamo a freddo la situazione per favore. Abbiamo un padre che lavora come operaio, che percepisce certamente uno stipendio e degli assegni familiari, una moglie casalinga, un figlio maschio maggiorenne, e due figlie minori di 17 e 11 anni, e in mano una lettera in cui viene comunicato il non rinnovo del contratto di affitto a 550 euro al mese.
Sappiamo tutti che prima di arrivare a un’esecuzione forzata passano anni, quindi il tempo per riorganizzarsi e trovare una soluzione non manca.
La soluzione non può essere cercare un’altra casa a Bologna città allo stesso prezzo perche non esiste, lo sappiamo tutti.
Una valida alternativa potrebbe essere far lavorare il coniuge per portare a casa due stipendi, e avere maggior potere di acquisto per cercare una nuova abitazione, d’altra parte i figli di 17 e 18 anni sono grandi abbastanza per dare una mano in casa e nell’accudimento della sorellina di 11 anni. Un lavoro semplice a Bologna, anche senza sapere l’italiano, vi assicuro che si trova, basta solo aver voglia di rimboccarsi le maniche.
Un’altra possibilità potrebbe essere chiedere al ragazzo di 18 anni di cercare un lavoretto, anche part time.
Un’altra possibilità ancora potrebbe essere quella di cercare una casa, magari piu piccola, e piu dislocata, dove gli affitti sono meno cari. Certo per i figli comporterebbe usare i mezzi per andare a scuola, ma a 17 e 18 anni è un sacrificio che si puo fare, ne sono l’esempio i tantissimi ragazzi delle superiori che raggiungono i propri istituti in corriera o in treno, perche abitano in paesini senza scuole superiori. La mamma casalinga, avendo tanto tempo libero, potrà invece accompagnare la figlia minore alle medie, oppure potrà cambiarle scuola, come fanno tutti i figli di persone che si trasferiscono per lavoro, i bambini sono pieni di risorse e fanno amicizia molto in fretta.
Come vedete le opzioni sono tante, ma la famiglia ha preferito puntare il dito contro lo Stato e i servizi sociali, urlando ai 4 venti di non essere stati aiutati.
I servizi sociali hanno anche offerto un’alloggio di fortuna in hotel, ma rifiutato perche a detta del padre “non erano compresi i pasti, e inoltre era lontano, quindi i figli avrebbero perso il treno per la scuola se avessero ritardato anche di un solo minuto l’arrivo in stazione. Avrebbero potuto accettarlo quantomeno per evitare di far assistere i figli all’entrata di forza delle forze dell’ordine.
Ora vi chiedo, sono queste le famiglie che devono essere aiutate con le nostre tasse? Sono queste le famiglie a cui deve essere data la casa popolare?
Perche nella mia idea le case popolari dovrebbero essere per persone che non possono lavorare, magari perche affette da gravi patologie, anziani con la pensione minima, ragazze madri, donne vittime di violenza….. non per persone a cui manca la voglia di darsi da fare e che preferiscono lagnarsi davanti ai microfoni.
Quante persone in Italia, di qualunque nazionalità, sceglierebbero di farsi dare la casa dal Comune, per non essere gravati da mutuo o affitto, e per lasciare un genitore a casa a occuparsi della famiglia anziché andare a lavorare?