Studio legale Avv. Mariateresa Pagliari

Studio legale Avv. Mariateresa Pagliari [email protected] Diritto di famiglia e delle persone, successorio, infortunistica stradale e

ATTENZIONE ⚠️ L’ho già scritto ma lo ripeto, visto che sono arrivati altri clienti con il problema.        Non scrivete ...
18/02/2026

ATTENZIONE ⚠️
L’ho già scritto ma lo ripeto, visto che sono arrivati altri clienti con il problema.
Non scrivete parole offensive nei vostri commenti su Facebook e Instagram !!!
I post provocatori, che spingono la vostra mente ad offendere l’autore, sono
TRAPPOLE. Dopo qualche settimana dalla pubblicazione del vostro commento offensivo, vi arriverà una raccomandata da un avvocato che vi chiederà il risarcimento dei danni subiti dalla persona che voi avete offeso, per DIFFAMAZIONE AGGRAVATA. La richiesta varia dagli 8000 ai 10.000 euro. Es. per l’epiteto “mignotta” chiedono €. 10.000.
Cosa accade dopo ? Ovviamente spavento, paura, preoccupazione, panico.
Sto assistendo numerose persone per queste vicende e vi assicuro che in termini economici è sempre una perdita.
Per cui siate cauti, non commentate o, se lo fate, non offendete MAI.
Se l’aveste già fatto e vi arrivasse la diffida, rivolgetevi all’avvocato che risolverà al meglio il vostro problema.

26/01/2026

ATTENZIONE ! ⚠️⚠️⚠️
Siate molto cauti quando vorreste scrivere sui social parole offensive verso personaggi pubblici (politici e televisivi), perché alcuni di loro hanno conferito mandato a studi legali e ad agenzie di digital reputation, per identificare commenti offensivi scritti nei loro confronti (art. 595 c.p.). L'agenzia scova i commenti offensivi, identifica l'autore e trova il suo indirizzo. Lo studio legale scrive e chiede il risarcimento dei danni per diffamazione a favore del personaggio offeso. L'autore del commento può conciliare extragiudizialmente, pagando una somma di denaro che varia da € 1000 a €.3000, oppure rischiare sia la querela tramite polizia postale o carabinieri che la causa civile per il risarcimento danni.

09/11/2025

A soli 23 anni, una giovane donna ha affrontato una decisione che molti non saprebbero nemmeno immaginare.

Durante la gravidanza, ha compreso che non avrebbe potuto garantire al proprio bambino le condizioni di vita e l’amore in cui credeva, e ha scelto di ricorrere al parto in anonimato. Questa procedura, prevista dalla legge italiana, permette alla madre di dare alla luce il proprio figlio in ospedale senza rivelare la propria identità, garantendo al bambino la possibilità di essere affidato a una famiglia adottiva e ricevere cure sicure fin dal primo giorno di vita.

La legge italiana tutela il diritto della madre a restare anonima (articolo 30 della legge 40/2001 e successive modifiche), permettendo contemporaneamente al bambino di essere protetto e di crescere in un ambiente stabile. Questa scelta, seppur dolorosa, è spesso motivata dalla volontà di garantire al piccolo una vita migliore, senza privarlo delle opportunità che una giovane madre potrebbe non riuscire a offrire.

Il racconto di questa giovane donna è un gesto di coraggio e di amore: “Non potevo tenerlo, ma lo amavo con tutta me stessa. Ho scelto l’adozione per dargli una vita che non potevo offrirgli”. Una frase che racchiude tutta la complessità di una decisione che richiede forza, maturità e un profondo senso di responsabilità.

Il parto in anonimato non è solo una questione legale: è una scelta emotivamente intensa, che porta con sé dolore, speranza e amore. La giovane madre ha deciso di compiere questo passo per il bene del suo bambino, e la sua storia ci ricorda quanto l’amore vero a volte significhi lasciar andare chi amiamo per garantirgli il futuro migliore possibile.

In un mondo dove il giudizio spesso arriva prima della comprensione, storie come questa meritano ascolto e rispetto. Perché dietro una scelta difficile c’è sempre un cuore che ama e spera.

26/10/2025

Chi è realmente bisognoso e chi invece piange miseria?

In tanti anni di volontariato ho imparato che spesso queste due figure non coincidono, e penso che l’episodio di Bologna ne sia un esempio che calza a pennello .

Ho imparato a conoscere persone professioniste nel piangere miseria, nel chiedere aiuto a tutto spiano, abili a bussare ogni porta, a raccontare storie inverosimili pur di ricevere aiuti non spettanti, e lo fanno nella consapevolezza che su tante richieste, qualcuna andrà in porto, quindi trovano questo comportamento estremamente conveniente, perche piu mi lamento piu darò l’impressione di dover essere aiutato.

Altri invece che meriterebbero davvero una mano tesa verso di loro, che vivono in silenzio, dignitosamente, che magari vivono al freddo e si nutrono di piatti di pasta in bianco per giorni pur di non chiedere.

Nel caso di Bologna ho letto tantissimi commenti di persone che sostenevano che la famiglia sfrattata, ritenuta bisognosa, doveva avere piu tempo per lasciare casa, che il Comune e i servizi sociali sarebbero dovuti intervenire per tempo per fornire un alloggio adeguato per tutelare le due minori di 11 e 17 anni.

Analizziamo a freddo la situazione per favore. Abbiamo un padre che lavora come operaio, che percepisce certamente uno stipendio e degli assegni familiari, una moglie casalinga, un figlio maschio maggiorenne, e due figlie minori di 17 e 11 anni, e in mano una lettera in cui viene comunicato il non rinnovo del contratto di affitto a 550 euro al mese.

Sappiamo tutti che prima di arrivare a un’esecuzione forzata passano anni, quindi il tempo per riorganizzarsi e trovare una soluzione non manca.

La soluzione non può essere cercare un’altra casa a Bologna città allo stesso prezzo perche non esiste, lo sappiamo tutti.

Una valida alternativa potrebbe essere far lavorare il coniuge per portare a casa due stipendi, e avere maggior potere di acquisto per cercare una nuova abitazione, d’altra parte i figli di 17 e 18 anni sono grandi abbastanza per dare una mano in casa e nell’accudimento della sorellina di 11 anni. Un lavoro semplice a Bologna, anche senza sapere l’italiano, vi assicuro che si trova, basta solo aver voglia di rimboccarsi le maniche.

Un’altra possibilità potrebbe essere chiedere al ragazzo di 18 anni di cercare un lavoretto, anche part time.

Un’altra possibilità ancora potrebbe essere quella di cercare una casa, magari piu piccola, e piu dislocata, dove gli affitti sono meno cari. Certo per i figli comporterebbe usare i mezzi per andare a scuola, ma a 17 e 18 anni è un sacrificio che si puo fare, ne sono l’esempio i tantissimi ragazzi delle superiori che raggiungono i propri istituti in corriera o in treno, perche abitano in paesini senza scuole superiori. La mamma casalinga, avendo tanto tempo libero, potrà invece accompagnare la figlia minore alle medie, oppure potrà cambiarle scuola, come fanno tutti i figli di persone che si trasferiscono per lavoro, i bambini sono pieni di risorse e fanno amicizia molto in fretta.

Come vedete le opzioni sono tante, ma la famiglia ha preferito puntare il dito contro lo Stato e i servizi sociali, urlando ai 4 venti di non essere stati aiutati.

I servizi sociali hanno anche offerto un’alloggio di fortuna in hotel, ma rifiutato perche a detta del padre “non erano compresi i pasti, e inoltre era lontano, quindi i figli avrebbero perso il treno per la scuola se avessero ritardato anche di un solo minuto l’arrivo in stazione. Avrebbero potuto accettarlo quantomeno per evitare di far assistere i figli all’entrata di forza delle forze dell’ordine.

Ora vi chiedo, sono queste le famiglie che devono essere aiutate con le nostre tasse? Sono queste le famiglie a cui deve essere data la casa popolare?

Perche nella mia idea le case popolari dovrebbero essere per persone che non possono lavorare, magari perche affette da gravi patologie, anziani con la pensione minima, ragazze madri, donne vittime di violenza….. non per persone a cui manca la voglia di darsi da fare e che preferiscono lagnarsi davanti ai microfoni.

Quante persone in Italia, di qualunque nazionalità, sceglierebbero di farsi dare la casa dal Comune, per non essere gravati da mutuo o affitto, e per lasciare un genitore a casa a occuparsi della famiglia anziché andare a lavorare?

È arrivato il momento che non ne posso più di leggere commenti di persone che non sono neppure in grado di scrivere in i...
26/10/2025

È arrivato il momento che non ne posso più di leggere commenti di persone che non sono neppure in grado di scrivere in italiano corretto, ma esprimono "pareri giuridici".

Allora :
Vorrei che tutti sapessero e capissero che Stasi è stato condannato in via definitiva. Cosa significa? Che dovrà finire di scontare la pena che gli è stata inflitta. Punto.
Per essere prosciolto e quindi dichiarato "innocente" deve chiedere la revisione della sentenza, ai sensi dell' articolo 630 n. 4) del codice di procedura penale. Ciò significa che, coi tempi che servono, egli finirà, comunque, di scontare la pena prima che la sentenza di revisione passi in giudicato.
Niente è immediato, quindi Stasi per ora e per la giustizia italiana è l'assassino di Chiara Poggi e non può essere liberato. Punto.

Vi informo che lo studio chiuderà dal 18 agosto al 22 agosto. Per urgenze scrivete un e-mail a : avv.pagliari@studiolega...
12/08/2025

Vi informo che lo studio chiuderà dal 18 agosto al 22 agosto. Per urgenze scrivete un e-mail a : [email protected]
Buone ferie estive.

L'infedeltà, oggi, non comincia più in un letto.Comincia molto prima.Con un "mi piace" che sembra innocente.Con un "sei ...
03/08/2025

L'infedeltà, oggi, non comincia più in un letto.
Comincia molto prima.
Con un "mi piace" che sembra innocente.
Con un "sei bellissima" che non diresti, se il tuo partner fosse lì a leggere.
Con quella reazione a una storia che, in fondo, sapevi non era per te.
Con una conversazione che prende vita nel cuore della notte:
“E tu, come mai sei ancora sveglia?”

Non ci sono carezze, è vero.
Ma c'è interesse.
Non ci sono baci,
ma c'è intenzione.
Non c'è il corpo…
ma c'è la mente, il tempo, l’attenzione che smetti di dare alla persona che ami
e cominci a regalare a qualcun altro.

Oggi l’infedeltà inizia così.
Con una richiesta di amicizia che non dovevi accettare.
Con una ex che “stava solo salutando”.
Con un messaggio “senza importanza”… che però cancelli ogni volta.

Non ha odore, non lascia tracce visibili.
Si nasconde tra notifiche silenziate,
tra password che non si condividono più,
tra cellulari che non si lasciano mai a faccia in su.

E anche se non c’è sesso.
Anche se “state solo parlando”.
Anche se giuri che “non significa niente”…

Hai già cominciato a tradire.
Hai già superato confini che non andavano oltrepassati.
Hai già consegnato una parte di te che non era solo tua.

Perché l’infedeltà non è fatta solo di corpi.
È fatta anche di pensieri che non confessi.
Di desideri che coltivi in silenzio.
Di sentimenti che non nascono… ma si lasciano crescere.

E il peggio arriva dopo,
quando tutto viene alla luce,
quando l’altro scopre, legge, intuisce…
e tu ti nascondi dietro un: “Ma che ho fatto?”

Ma dentro lo sapevi, sin dall’inizio.
Lo sapevi benissimo.

Chiamala per nome: infedeltà emotiva.
E sì, anche questa… può distruggere una famiglia.

- Etheria 🪶-

Non scrivere il testamento da solo. Rischi di fare errori gravi e di mettere in seria difficoltà i tuoi eredi, le person...
26/07/2025

Non scrivere il testamento da solo. Rischi di fare errori gravi e di mettere in seria difficoltà i tuoi eredi, le persone che avresti voluto beneficiare.
Il testamento è un atto giuridico importante e delicato, che richiede molta cautela nella redazione.
Ti consiglio, quindi, di chiedere consulenza ad un legale, prima di disporre delle tue ultime volontà in modo corretto e inequivocabile.

10/06/2025

GLI AVVOCATI NON SONO UN CALL CENTER.

Testo di Helga Incastrone (2023), condiviso con il suo gentile consenso 🌷

"Gli avvocati non sono un call center con numero verde per assistenza gratuita telefonica H 24, 7 giorni su 7.
Vi illumino dicendovi che al call center rispondono h 24, 7 giorni su 7, fornendo assistenza gratuita perché gli operatori sono pagati dall'azienda, lavorano al massimo 8 ore al giorno e si danno il cambio per permettere la continuità del servizio.
L'avvocato, non è un robot, è uno ed è un essere umano, esattamente come gli altri, quindi, ha gli stessi bisogni e necessità di qualunque persona ovvero mangiare, dormire, lavarsi, dedicarsi alla famiglia, ecc...
L'avvocato, quindi, non si chiama alle 7 del mattino, alle 2 del pomeriggio o la domenica, salvo casi eccezionali e di estrema urgenza oggettiva.
L'avvocato non è un call center e svolge la propria attività professionale presso il proprio studio, non al telefono, ed è lì che riceve i clienti, in orari umani, per l'assistenza professionale, la formulazione di pareri e soluzioni che non necessariamente devono avere risvolti giudiziari.
Quando l'avvocato riceve, ascolta, consiglia, propone soluzioni ai problemi che gli vengono sottoposti, non sta trascorrendo una porzione del proprio tempo in compagnia per fare quattro chiacchiere ludiche ma sta lavorando e, quindi, il suo tempo e la sua consulenza vanno pagati.
L'avvocato non è un negozio nel quale entrate a guardare la merce e se non vi piace, non comprate, uscite dicendo "grazie, arrivederci"!
Quando entrate nello studio di un avvocato, avete già deciso di comprare a prescindere dal fatto che ciò che vi verrà detto o consigliato, vi piacerà o meno.
L'avvocato non è un call center, quindi, smettete di estorcere pareri telefonici, per non pagare le consulenze, credendovi furbi, non lo siete affatto.
Imparate ad avere rispetto per tutti coloro che svolgono questa professione e se non potete pagare l'attività stragiudiziale, risolvetevi i vostri problemi con Google".

06/06/2025

🖋 Una sbirciatina su WhatsApp? Secondo la giustizia italiana, non è un atto innocuo. Sarebbe violazione della privacy e, più precisamente, accesso non autorizzato a un sistema informatico. Per questo reato, la legge prevede pene severe e fino a 10 anni di reclusione. Accedere senza permesso alle chat WhatsApp di altri equivale, quindi, a introdursi abusivamente in un sistema informatico.

Il fatto di cronaca riguarda una coppia di Messina e la loro causa di separazione: il marito è entrato in possesso di messaggi dell’ex moglie, prelevandoli dal telefono di lei, con l’intento di usarli in tribunale a proprio favore. La causa è giunta al grado di giudizio finale: la Cassazione ha confermato la condanna dell’uomo per accesso abusivo a sistema informatico e violazione di corrispondenza.

Conoscere la password di un cellulare non autorizza all’uso indiscriminato dei contenuti dello stesso, dice la sentenza. L’utilizzo oltre i limiti concordati o impliciti rappresenta un abuso. In questo caso, sfruttare una vecchia password per controllare le chat o entrare in possesso di informazioni personali non autorizzate è penalmente rilevante.

I messaggi WhatsApp possono costituire prove in un processo solo se sono stati ottenuti in modo lecito: ad esempio, se lo scambio riportato riguarda i due soggetti in causa. In caso contrario, le conversazioni acquisite illegalmente non solo perdono valore probatorio, ma rafforzano la posizione dell’accusato come autore di un reato.

01/06/2025

Dall'Avvocato: 10 consigli per l'assistito❤️
che sono un ottimo ripasso anche per l'Avvocato

1 - Siediti, rilassati e parla al tuo avvocato: non fare affermazioni catastrofiche, cerca di esporre i fatti con serenità.

2 - Non supporre e presupporre che sei nel bel mezzo di un complotto, che sono tutti corrotti, che sono tutti inaffidabili;

3 - Pensa quali possono essere le tue responsabilità, non è necessario esporle subito ma partire dal seguente esempio: se stessimo parlando della tua separazione, ti ricorderei che in un matrimonio ci si corica in due nello stesso letto, e in quel letto ci sei stato anche tu. Adesso è tutto in pezzi, ma cerca anche di capire perché: sarà più facile uscire dal pantano.

4 - Non pensare che il tuo avvocato sia la tua clava. L'avvocato non è uno strumento per consumare vendette, è un professionista preparato sia tecnicamente che umanamente ad affrontare situazioni difficili, situazioni che non fanno parte della vita ordinaria. Non chiedergli sangue, non pensare che siccome ti sei rivolto a un avvocato hai ragione a prescindere. L'avvocato ti può guidare in un percorso, ti può indicare le difficoltà da superare, ti può predisporre il cammino. Ma non è il tuo Caterpillar personale che spiana qualsiasi ostacolo.

5 - "Posso darti del tu? Mi viene più facile". No, non puoi. Le cose facili da fare le sanno fare tutti. Anche le fesserie: e tu dall'avvocato ci sei andato perché da qualche parte c'è una fesseria. Le cose difficili non si fanno perché sono, appunto, difficili. Cominciamo da qui.

6 - Sii puntuale: "Ci vediamo alle 17,00/17,30", no, o sono le 17,00 o sono le 17,30.

7 - Sii leale. Esponi subito la tua situazione economica: non promettere cose che non puoi mantenere. Un avvocato, per svolgere al meglio il suo lavoro, deve essere sereno, anche economicamente.

8 - Non guardare su Internet con la presunzione di capirne più di me: non è semplicemente possibile. Io ho una esperienza specifica, come avvocato, ho studiato anni e anni per arrivare dove sono.

9 - Ricordati che cercare una strada è sempre difficile. Quando le cose saranno avviate, troverai sempre qualcuno che ti dirà: io avrei fatto questo, io avrei fatto quello. Criticare è sempre più facile che costruire. Sappi che le strategie di un avvocato puntano alla meta finale, e possono scegliere percorsi che non necessariamente passano da questo o quel punto.

10 - Fidati del tuo avvocato, ma se hai un dubbio esternalo subito: non c'è niente di più sciocco che dire dopo quello che poteva essere chiarito prima.

Tratto dal profilo Facebook di Giuseppe Caravita
Postato 30th May 2017 da In Giustizia e da http://ingiustiziaal.blogspot.com

Indirizzo

Via Castello, 2/b
Piadena
26034

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:00
Martedì 08:30 - 13:00
13:30 - 18:00
Mercoledì 08:30 - 18:00
Giovedì 08:30 - 18:00
Venerdì 08:30 - 18:00

Telefono

+390375980031

Sito Web

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