07/02/2019
PATRIZIO CIPRIANI
“Consapevole della dignità della professione forense e della sua funzione sociale, mi impegno ad osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato per i fini della giustizia ed a tutela dell'assistito nelle forme e secondo i principi del nostro ordinamento”.
La nuova legge forense, com’è noto, ha previsto che l'impegno solenne (che ha sostituito il giuramento, che veniva reso dinnanzi una Corte od un Tribunale della Repubblica) venga assunto dinnanzi i Consigli dell'Ordine.
Ho avuto l’onore e l’onere di far parte del Consiglio dell’Ordine negli ultimi quattro anni. Un’esperienza prima di tutto umana e poi professionale straordinaria.
Ho accettato di buon grado la richiesta di correre ancora sulla “strada giusta”, oggi vieppiù consapevole del ruolo fondamentale dell’Avvocatura della quale il Consiglio dell’Ordine è l’articolazione più concreta verso la società.
Con l’auspicio di potermi ancora emozionare e commuovere nell’udire i giovani colleghi assumere l’impegno solenne...a voce alta e stando in piedi!
Il richiamo alle radici profonde della professione, ai principi costituzionali del diritto di difesa e della tutela dei diritti, quale esercizio quotidiano di democrazia e, perciò, di libertà, non è certamente retorico, ma pieno di significato soprattutto in questo momento storico che vede gli avvocati tentati a percorrere strade “mercantili”.