Avv. Antonio Mancini

Avv. Antonio Mancini Diritto Tributario

VIETARE PER PROTEGGERE. IL CORTOCIRCUITO DELLA SICUREZZA PUBBLICA.Negli ultimi tempi sta emergendo con sempre maggiore f...
21/04/2026

VIETARE PER PROTEGGERE. IL CORTOCIRCUITO DELLA SICUREZZA PUBBLICA.
Negli ultimi tempi sta emergendo con sempre maggiore frequenza un fenomeno che merita attenzione: l’uso (e spesso l’abuso) di provvedimenti amministrativi che, nel nome della sicurezza, finiscono per comprimere in modo generalizzato diritti e libertà costituzionalmente garantiti.
Il problema non è solo giuridico, ma anche culturale. Una parte significativa dell’opinione pubblica, spesso distante dalla reale frequentazione dell’ambiente montano, tende a formarsi un giudizio sulla base di eventi eccezionali, amplificati da un sensazionalismo mediatico che trasforma il caso limite in regola. Il risultato? Un clima di allarme permanente che orienta, e talvolta condiziona, le scelte amministrative.
Eppure, eventi come tragedie o episodi isolati non possono diventare il parametro per disciplinare la normalità. Farlo significa costruire l’azione amministrativa sull’eccezione, con evidenti distorsioni. È un po’ come vietare l’intero mare perché, in un punto specifico e per poche ore, le condizioni erano pericolose.
Richiamare eventi tragici come quello di Rigopiano è comprensibile sul piano emotivo, ma giuridicamente improprio se utilizzato come parametro generale. Si tratta di una vicenda con caratteristiche del tutto peculiari, legata a specifiche condizioni e responsabilità, che non può essere assunta a modello per giustificare limitazioni indiscriminate su scala territoriale. Trasformare l’eccezione in regola non aumenta la sicurezza: altera il criterio.
Il caso recente delle restrizioni in ambito montano è emblematico: a fronte di un rischio spesso contenuto e fisiologico, si è assistito a interdizioni estese, prolungate e indistinte, talvolta mantenute anche quando le condizioni reali erano già mutate. In alcuni casi, i dati tecnici disponibili indicavano chiaramente un livello di pericolo ordinario, incompatibile con misure così drastiche.
Qui emerge un nodo centrale del diritto amministrativo: i provvedimenti che limitano diritti fondamentali devono essere eccezionali, proporzionati e basati su presupposti concreti e attuali. Quando questi requisiti vengono meno, non si tratta solo di un problema di legittimità del singolo atto, ma di una più ampia alterazione del rapporto tra autorità e libertà.
Ancora più critica è la tendenza a trattare territori complessi come se fossero uniformi, senza distinguere tra aree effettivamente a rischio e zone oggettivamente sicure. È la scorciatoia del “vietare tutto” al posto del “valutare bene”.
Ma la sicurezza non può diventare sinonimo di proibizione indiscriminata. Un sistema maturo non si fonda sulla paura, né sulla costante limitazione preventiva delle libertà, bensì sulla responsabilità individuale, supportata da informazione corretta, prevenzione e strumenti adeguati.
Le conseguenze di questo approccio sono concrete: si comprimono diritti, si penalizzano economie locali, si crea distanza tra cittadini e istituzioni. E, paradossalmente, non si aumenta davvero la sicurezza, ma si amplifica la percezione del rischio.
Questo non significa ignorare le difficoltà degli amministratori pubblici, chiamati a decidere in contesti complessi e spesso esposti a responsabilità rilevanti. Ma proprio per questo, serve equilibrio: tra tutela dell’incolumità pubblica e rispetto delle libertà, tra prudenza e proporzionalità, tra emergenza e normalità.
Il punto, in fondo, è semplice: la sicurezza è un valore fondamentale, ma non può essere perseguita sacrificando in modo sistematico ciò che dovrebbe proteggere.
Perché quando la paura diventa criterio di governo, il rischio più grande non è quello che vogliamo evitare, ma quello che finiamo per accettare come normale.
La sicurezza è fondamentale.
Ma se diventa una scusa per bloccare tutto, non stiamo gestendo il rischio.
Stiamo solo fermando territori, economie e libertà.

03/02/2026

Agricoltura: prorogate le agevolazioni fiscali per coltivatori diretti e IAP. Novità anche per il fotovoltaico agricolo

Con la Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025) arrivano importanti aggiornamenti fiscali per il settore agricolo, che interessano sia gli imprenditori agricoli professionali (IAP) sia le aziende che producono energia tramite impianti fotovoltaici installati sui terreni agricoli.

Ecco cosa cambia in concreto.

✅ Proroga delle agevolazioni fiscali per coltivatori diretti e IAP

La normativa proroga anche per il 2026 il regime fiscale agevolato sui redditi dominicali e agrari dei terreni dichiarati da:

coltivatori diretti;

imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola.

In pratica, tali redditi continuano a non concorrere alla formazione del reddito IRPEF secondo queste soglie:

esenzione totale fino a 10.000 euro;

esenzione del 50% per la parte tra 10.000 e 15.000 euro.

Restano valide le condizioni già previste: l’IAP deve dedicare almeno metà del proprio tempo di lavoro all’attività agricola e ricavare da essa almeno il 50% del reddito complessivo, con alcune esclusioni (pensioni, assegni equiparati, compensi per cariche pubbliche o incarichi nel settore agricolo).

Sono inoltre confermate le regole per società agricole e cooperative, nonché le agevolazioni ridotte per chi opera in zone montane o svantaggiate, dove i requisiti di lavoro e reddito scendono al 25%.

Restano invece escluse dal beneficio le società agricole che hanno scelto la tassazione catastale dei redditi.

☀️ Nuove regole fiscali per il fotovoltaico agricolo

La legge interviene anche sulla fiscalità degli impianti fotovoltaici a terra installati su terreni agricoli.

La novità riguarda la determinazione del reddito derivante dalla produzione di energia quando si supera il cosiddetto “limite di agrarietà”. In questi casi, il reddito prodotto viene trattato come reddito d’impresa ordinario, e non più come reddito agrario agevolato.

La modifica amplia la platea degli impianti interessati: la nuova disciplina si applica non solo agli impianti entrati in funzione dopo il 31 dicembre 2025, ma anche a quelli i cui lavori risultano completati dopo tale data, come certificato dal sistema nazionale GAUDI.

Questo aspetto diventa particolarmente rilevante per chi sta programmando investimenti energetici in ambito agricolo, poiché può incidere significativamente sulla redditività fiscale dell’impianto.

👉 Sul mio sito web puoi trovare approfondimenti e aggiornamenti sulle principali novità in materia di diritto tributario, insieme a contributi su temi fiscali e giuridici di interesse per cittadini e imprese.

https://www.avvocatoantoniomancini.it/

28/01/2026

💥 È uscita la Rottamazione-quinquies: quali sono le sue regole?

Se hai debiti affidati all’Agente della riscossione tra il 2000 e il 2023, questa nuova misura potrebbe farti risparmiare sanzioni, interessi e aggio.

✅ Puoi rottamare:

imposte risultanti dai controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate

contributi previdenziali INPS (esclusi quelli da accertamento)

sanzioni amministrative del Codice della strada

💡 Con la rottamazione paghi solo capitale, spese di notifica e rimborso spese esecutive. Niente sanzioni, niente interessi iscritti a ruolo, niente aggio.

📅 Puoi saldare tutto entro il 31 luglio 2026 o in rate fino al 2035, con interessi agevolati del 3% annuo.

⚠️ Attenzione: la misura perde efficacia in caso di mancato pagamento di due rate o dell’ultima rata.

👉 Nel mio articolo ti spiego tutte le regole, chi può aderire e come valutare se conviene davvero.

🔗 Leggi di più sul mio sito
https://www.avvocatoantoniomancini.it/wp-admin/post.php?post=374&action=edit

28/01/2026

🏡 Hai aperto un B&B nella tua seconda casa?
Sai davvero a quali obblighi fiscali sei tenuto?

Uno dei temi più sottovalutati è l’imposta di soggiorno:
✔️ non è uguale in tutta Italia
✔️ dipende dal regolamento del tuo Comune
✔️ errori o omissioni possono portare a sanzioni

E se non versi l’imposta di soggiorno, commetti un reato?
La Cassazione (Sezioni Unite, sent. 1527/2026) ha finalmente fatto chiarezza: niente penale, ma restano conseguenze fiscali da non sottovalutare.

👉 Nel mio articolo spiego cosa devi fare, cosa evitare e quali sono i veri rischi per chi gestisce un B&B.

🔗 https://www.avvocatoantoniomancini.it/domande-frequenti/

⚖️ Transfer pricing: cosa deve (davvero) provare l’Amministrazione?📜 “La disciplina del transfer pricing prevista dall’a...
11/11/2025

⚖️ Transfer pricing: cosa deve (davvero) provare l’Amministrazione?

📜 “La disciplina del transfer pricing prevista dall’art. 110, comma 7, TUIR non richiede all’Amministrazione finanziaria di provare la funzione elusiva, ma solo l’esistenza di transazioni tra imprese collegate a un prezzo apparentemente inferiore a quello normale.
Spetta al contribuente dimostrare che tali operazioni sono avvenute a valori di mercato, secondo l’art. 9, comma 3, TUIR.”

👉 In parole semplici: nel transfer pricing l’Agenzia delle Entrate non deve dimostrare l’intento elusivo, ma solo la non conformità dei prezzi infragruppo.
Il contribuente, invece, deve provare che i valori applicati rispettano il mercato.

🔗 Leggi di più qui:

https://www.avvocatoantoniomancini.it/transfer-pricing-cassazione-avvocato-tributarista-pescara/

Scopri come la Cassazione chiarisce il transfer pricing. Analisi dell’avvocato tributarista a Pescara su criteri e oneri di prova.

04/11/2025

📢 Cartelle esattoriali e prescrizione: importante chiarimento della Cassazione!

Con l’ordinanza n. 28706 del 30 ottobre 2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio di grande rilievo per chi riceve atti della riscossione: la prescrizione dei debiti tributari deve essere eccepita impugnando l’intimazione di pagamento, e non può essere fatta valere successivamente, ad esempio in occasione di un preavviso di fermo o di un pignoramento.

In pratica, ciò significa che ogni intimazione notificata dal concessionario della riscossione (Agenzia delle Entrate-Riscossione) deve essere attentamente esaminata e, se necessario, impugnata nei termini di legge.
Trascorsi i 60 giorni previsti, il credito si “cristallizza” e non sarà più possibile far valere la prescrizione o altri vizi riferiti alle cartelle da cui quel debito deriva.

Un principio che rafforza la necessità per i contribuenti di reagire tempestivamente agli atti notificati, affidandosi a un professionista esperto in diritto tributario, in grado di valutare la legittimità della pretesa e impostare una difesa efficace.

👉 Scopri l’approfondimento completo su questa importante sentenza e le sue implicazioni per i contribuenti:
https://www.avvocatoantoniomancini.it/impugnazione-intimazione-pagamento-prescrizione-cartelle-pescara/

04/11/2025

🌿 Importante novità in materia di IMU sui terreni agricoli.

La Corte di Cassazione ha chiarito che, per ottenere le agevolazioni fiscali, è sufficiente essere iscritti alla previdenza agricola come coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale.
Non è più necessario dimostrare che il reddito agricolo sia quello prevalente rispetto ad altre fonti, come la pensione.

Una conferma significativa per chi continua a lavorare la propria terra con costanza e dedizione.

👉 Leggi l’approfondimento completo sul mio sito:
https://www.avvocatoantoniomancini.it/imu-imprenditori-agricoli-cassazione-pescara/

29/10/2025

Obbligo di dichiarare il contante anche verso San Marino 💶

Con l’ordinanza n. 27347/2025 la Corte di Cassazione ha stabilito che chi trasferisce più di 10.000 euro in contanti deve sempre presentare la dichiarazione doganale, anche se viaggia verso San Marino.

La Suprema Corte ha escluso ogni “vuoto normativo” e ha chiarito che la buona fede non giustifica l’omissione: l’obbligo esiste da anni e la mancata dichiarazione può costare fino al 40% dell’importo.

👉 Leggi l’analisi completa sul sito:

https://www.avvocatoantoniomancini.it/cassazione-27347-2025-dichiarazione-denaro-contante-san-marino/

29/10/2025

⛵️ Cassazione: l’IMU sui porti turistici spetta solo al concessionario

Con la sentenza n. 27810/2025, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale: nei porti turistici e nelle concessioni demaniali, il soggetto passivo IMU resta sempre il concessionario, anche se i posti barca o i locali sono concessi a terzi.

La decisione chiude ogni incertezza interpretativa e rafforza il principio secondo cui la concessione amministrativa è il vero presupposto d’imposta, indipendentemente dai contratti privati di utilizzo.

👉 Un orientamento di grande rilievo per società concessionarie e enti locali, che definisce con chiarezza responsabilità e obblighi tributari.

📚 Analisi completa sul sito:

https://www.avvocatoantoniomancini.it/cassazione-imu-porto-turistico-2025-concessionario/

⛪ TARI e luoghi di culto: le novità dalla Risoluzione n. 1/2025Il Dipartimento delle Finanze, con la Risoluzione n. 1/20...
25/10/2025

⛪ TARI e luoghi di culto: le novità dalla Risoluzione n. 1/2025

Il Dipartimento delle Finanze, con la Risoluzione n. 1/2025 del 15 settembre, ha affrontato la questione dell’applicabilità della TARI ai luoghi destinati esclusivamente all’esercizio del culto. Alcuni Comuni, infatti, sottopongono a tassa anche edifici religiosi, nonostante non esista una normativa nazionale che preveda un’esenzione espressa.

La Risoluzione chiarisce che non esiste un’esenzione automatica: la tariffa deve considerare la reale produzione di rifiuti e rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza. La classificazione catastale da sola non basta: eventuali riduzioni o agevolazioni possono essere applicate solo se il Comune accerta concretamente l’uso dell’immobile e la minima produzione di rifiuti, senza incidere sul gettito destinato al servizio.

Anche la giurisprudenza conferma questo approccio: le agevolazioni devono essere giustificate e basate su dati concreti, in coerenza con il principio europeo “chi inquina paga”. In assenza di regolamenti comunali specifici, le superfici dei luoghi di culto sono considerate ai fini della TARI, ma la tariffa deve riflettere le peculiarità funzionali degli immobili religiosi.

👇 Approfondisci tutti i dettagli sulla TARI per i luoghi di culto e le possibilità di riduzione nella nostra pagina web.

Scopri come la Risoluzione n. 1/2025 del Ministero delle Finanze chiarisce l’applicabilità della TARI ai luoghi di culto.

Indirizzo

Via Del Concilio N° 24
Pescara
65121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 20:00

Telefono

+393337668085

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