02/04/2026
QUELLO CHE NESSUNO DICE SUL CALCIO ITALIANO
La situazione del calcio italiano dipende da tanti fattori, ma ce n’è uno fondamentale di cui si parla troppo poco.
Negli ultimi anni si è spesso privilegiato l’acquisto di giocatori stranieri rispetto a quelli italiani. Non è solo una questione tecnica o di scouting: ci sono motivi economici e regolamentari molto concreti.
Uno di questi è stato il cosiddetto “Decreto Crescita”, che ha favorito fiscalmente l’arrivo di calciatori dall’estero, permettendo alle società di risparmiare sulle tasse. Ma non è tutto.
Facciamo un esempio semplice: se voglio acquistare un giocatore italiano da un altro club per 5 milioni di euro e pago quella cifra a rate PERCHÉ SONO D’ACCORDO CON LA SOCIETÀ (magari in 5 anni), la FIGC mi richiede subito le garanzie e gli introiti complessivi dell’operazione. In pratica, è come se dovessi dimostrare immediatamente la copertura totale.
Se invece faccio la stessa operazione con un giocatore straniero, attraverso i meccanismi della FIFA posso strutturare il pagamento in modo più flessibile, spesso semplicemente formalizzando gli accordi tra club. Risultato? Meno rigidità finanziaria.
Questo crea uno squilibrio evidente: diventa più conveniente andare all’estero piuttosto che investire sul talento italiano.
Le conseguenze si vedono: meno spazio per i giovani italiani, settori giovanili meno valorizzati, e una Nazionale che fatica a trovare ricambio.
È un problema strutturale, che esiste da anni e che nessuno ha mai davvero voluto affrontare fino in fondo. E tralascio la questione mazzette perché non ho prove…
Se vogliamo davvero rilanciare il calcio italiano, bisogna partire da qui.