23/04/2026
🔴 𝗟’𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀
Secondo i dati ISTAT 2025, la disparità nel lavoro di cura in Italia è ancora una ferita aperta:
📍Il tempo:
In media, una donna dedica 5 ore e 9 minuti al giorno al lavoro non retribuito (casa, figli, anziani), contro le sole 2 ore e 16 minuti degli uomini.
📍Il carico domestico:
Il 54,4% delle donne dichiara di occuparsi da sola delle faccende di casa, mentre tra gli uomini la percentuale crolla al 17,6% (Dati Censis/Assindatcolf 2025).
📍L'impatto sulla vita:
Nel corso di una vita, una donna accumula oltre 40.000 ore di lavoro non retribuito in più rispetto a un uomo. È come lavorare 20 anni a tempo pieno senza mai percepire uno stipendio.
🔴 𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗶
Mentre si discute di rendere il congedo parentale paritario, la realtà dei fatti mostra che gli strumenti attuali sono ancora ampiamente sotto-utilizzati dagli uomini, spesso a causa di barriere culturali e timori professionali.
📍L'abisso tra madri e padri
Secondo le ultime elaborazioni su dati ISTAT, nel 2022 i richiedenti di congedi parentali (quelli facoltativi) sono stati uomini solo nel 22,1% dei casi, contro il 77,9% delle donne.
Perché i padri rinunciano?
Il XXIV Rapporto Annuale INPS (luglio 2025) evidenzia che il ricorso parziale al congedo da parte dei padri è frenato dalle pressioni nell'ambiente di lavoro, che scoraggiano assenze prolungate, e dalla persistenza di stereotipi di genere radunati nell'idea che la cura sia un compito prevalentemente femminile.
📍La percezione dell'impatto lavorativo Un dato ISTAT del 2024 è emblematico: mentre il 50% delle donne ritiene che l'arrivo di un figlio peggiori le proprie opportunità di lavoro, ben il 59% degli uomini non prospetta alcun effetto negativo sulla propria carriera.
📍Padri e cura quotidiana
La partecipazione attiva sta crescendo, ma il divario resta netto. In Italia, circa l'85% delle donne (contro il 59% degli uomini) pulisce casa regolarmente, e le donne che dedicano oltre 4 ore al giorno alle faccende domestiche sono il doppio rispetto ai loro compagni (15% vs 7%).
Il congedo non goduto: In Italia, il 64% dei padri dichiara di non aver usufruito di tutto il congedo disponibile, spesso perché il partner stava già gestendo il lavoro di cura.
Invece di obbligare i padri a fare ciò che non sentono o non vogliono/possono fare, perché non iniziamo a dare valore a ciò che le madri fanno già da millenni (gratuitamente in favore di tutta la società)?
Un anno di congedo al 100% della retribuzione per la madre, ad esempio, non sarebbe un privilegio o una disparità ma il riconoscimento di un servizio sociale immenso che eviterebbe di dovere parcheggiare all'asilo nido neonati di pochi giorni di vita oltre che una valorizzazione del legame materno che non ha eguali soprattutto nei primi anni di vita.
Lo Stato dovrebbe farsi garante, ovviamente, anche della tutela del posto di lavoro della donna.
Quante mamme sceglierebbero di tornare subito al lavoro se fossero sicure e tranquille di potersi godere la maternità (e il fisiologico recupero fisico da essa) senza subire poi ritorsioni e demansionamenti sul posto di lavoro?
Ricordiamo, infine, che sono proprio i padri che non si vogliono occupare dei figli in costanza di matrimonio/convivenza che poi in fase di separazione li pretendono come fossero un bottino di guerra innescando la macchina della violenza istituzionale!
C𝐨m𝐢t𝐚t𝐨 𝐌a𝐝r𝐢 𝐔n𝐢t𝐞 𝐜o𝐧t𝐫o l𝐚 𝐕i𝐨l𝐞n𝐳a I𝐬t𝐢t𝐮z𝐢o𝐧a𝐥e
Dati:
ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) - Sezione Lavoro e Famiglia: https://www.istat.it/it/lavoro
INPS - Rapporti Annuali e Statistiche: https://www.inps.it (Cercando "Rapporto Annuale" nel loro motore di ricerca interno).
Dati Openpolis sul Congedo Parentale: https://www.openpolis.it/esercizi-di-genitorialita-il-congedo-parentale-in-italia/