Avv. Emma Contarini

Avv. Emma Contarini Emma Contarini, una scelta etica. Professionista con vent'anni di battaglie ambientaliste al fianco delle associazioni e dei comitati

23/05/2026
07/05/2026

N𝐨𝐧 𝐡𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚, 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨

"... esiste un limite? Ci sono delle cause che ti rifiuteresti di difendere? «Se mi fai questa domanda, vuol dire che non hai capito che cosa significa, essere avvocato. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato... Noi, per fare l’esempio dei reati più malvisti, non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, naturalmente, ma siamo pronti a difendere un pedofilo o un terrorista. Devono essere difesi, è la legge. E allora sì, certo che a volte faccio fatica, è più facile difendere un rapinatore con cui potrei andarmi a bere un bicchiere quando uscirà di prigione che un tizio che si eccita guardando video di decapitazioni, ma è essenziale distinguere il tizio dall’atto. Essere avvocato significa questo: fare tutto il possibile perché l’imputato venga giudicato secondo il diritto e non secondo le passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l’ultimo a tendergli ancora la mano».

Emmanuel Carrère "Bataclan, il processo del secolo"

05/05/2026

La Cassazione conferma il concorso di reati: chi nega il mantenimento e l’affetto ai minori rischia una pena doppia per la violazione degli obblighi.

05/05/2026

⚖️⚖️Affidamento paritetico alternato del figlio minore in accoglimento di richiesta di un solo genitore, qualora serva a garantire maggiore continuità affettiva con entrambi i genitori.

IL CASO
La madre di minore di anni 10 adiva il Tribunale ordinario di Perugia, chiedendo che venisse pronunciata la separazione personale dal coniuge; in ordine alle modalità di collocazione del figlio minore, la predetta chiedeva l’affidamento condiviso del bambino, con collocazione prevalente presso di sé; il riconoscimento di contributo di mantenimento da parte del padre, oltre all’attribuzione di assegno di mantenimento in proprio favore.
Si costituiva in giudizio il padre, il quale, evidenziando una cura paritaria del bambino, chiedeva l’applicazione di un collocamento paritetico dello stesso, con alternanza di regimi settimanali; richiedeva, altresì, la contribuzione in via diretta del figlio nei tempi di rispettiva permanenza e ciò anche in ragione della sostanziale equivalenza delle condizioni economiche delle parti.
Circa l’assegno di mantenimento richiesto dalla coniuge, il resistente ne contestava la debenza tenuto conto dell’attività di manicure esercitata dalla stessa presso la propria abitazione, con introiti non dichiarati ma, tuttavia, documentati dal marito.
Con provvedimento del 28 aprile 2026, in accoglimento delle richieste del resistente, il Tribunale di Perugia disponeva l’applicazione di un “collocamento pressoché paritetico del minore presso entrambi i genitori, tenuto conto del fatto che il bambino ha già compiuto 10 anni ed è abituato ad essere accudito e seguito sia dalla madre sia dal padre” anche con l’ausilio dei nonni.
Proseguiva il Tribunale “ la vicinanza delle abitazioni” entrambe site nello stesso Comune “ben consente un collocamento alternato, rendendo gli spostamenti semplici e veloci. In tale contesto il fastidio determinato dallo spostamento tra le due abitazioni deve ritenersi ampiamente compensato dal beneficio del mantenimento di ampi tempi di frequentazione con entrambe le figure genitoriali. In tal modo peraltro viene garantita una partecipazione parimenti incisiva di entrambi i genitori alla vita del figlio”.
In via a ciò conseguente, il Tribunale accoglieva parimenti la richiesta di contribuzione diretta del minore in base ai rispettivi tempi di permanenza presso ciascuno dei genitori.
Rigettata, infine, la richiesta di assegno di mantenimento in favore della coniuge, stante l’attività lavorativa dalla stessa prestata, ritenuta ampiamente provata, per quanto non dichiarata dalla medesima.

02/05/2026

Corte di Cassazione, Sez. VI, sent. del del 24 aprile 2026, n. 14882.

23/04/2026
23/04/2026

🔴 𝗟’𝗶𝗻𝗴𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗶𝘁𝗮̀
​​Secondo i dati ISTAT 2025, la disparità nel lavoro di cura in Italia è ancora una ferita aperta:

📍​Il tempo:
In media, una donna dedica 5 ore e 9 minuti al giorno al lavoro non retribuito (casa, figli, anziani), contro le sole 2 ore e 16 minuti degli uomini.

📍​Il carico domestico:
Il 54,4% delle donne dichiara di occuparsi da sola delle faccende di casa, mentre tra gli uomini la percentuale crolla al 17,6% (Dati Censis/Assindatcolf 2025).

📍​L'impatto sulla vita:
Nel corso di una vita, una donna accumula oltre 40.000 ore di lavoro non retribuito in più rispetto a un uomo. È come lavorare 20 anni a tempo pieno senza mai percepire uno stipendio.

🔴 𝗜𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗶
​Mentre si discute di rendere il congedo parentale paritario, la realtà dei fatti mostra che gli strumenti attuali sono ancora ampiamente sotto-utilizzati dagli uomini, spesso a causa di barriere culturali e timori professionali.

📍​L'abisso tra madri e padri
Secondo le ultime elaborazioni su dati ISTAT, nel 2022 i richiedenti di congedi parentali (quelli facoltativi) sono stati uomini solo nel 22,1% dei casi, contro il 77,9% delle donne.
​Perché i padri rinunciano?
Il XXIV Rapporto Annuale INPS (luglio 2025) evidenzia che il ricorso parziale al congedo da parte dei padri è frenato dalle pressioni nell'ambiente di lavoro, che scoraggiano assenze prolungate, e dalla persistenza di stereotipi di genere radunati nell'idea che la cura sia un compito prevalentemente femminile.

📍​La percezione dell'impatto lavorativo Un dato ISTAT del 2024 è emblematico: mentre il 50% delle donne ritiene che l'arrivo di un figlio peggiori le proprie opportunità di lavoro, ben il 59% degli uomini non prospetta alcun effetto negativo sulla propria carriera.

📍​Padri e cura quotidiana
La partecipazione attiva sta crescendo, ma il divario resta netto. In Italia, circa l'85% delle donne (contro il 59% degli uomini) pulisce casa regolarmente, e le donne che dedicano oltre 4 ore al giorno alle faccende domestiche sono il doppio rispetto ai loro compagni (15% vs 7%).
​Il congedo non goduto: In Italia, il 64% dei padri dichiara di non aver usufruito di tutto il congedo disponibile, spesso perché il partner stava già gestendo il lavoro di cura.

Invece di obbligare i padri a fare ciò che non sentono o non vogliono/possono fare, perché non iniziamo a dare valore a ciò che le madri fanno già da millenni (gratuitamente in favore di tutta la società)?
Un anno di congedo al 100% della retribuzione per la madre, ad esempio, non sarebbe un privilegio o una disparità ma il riconoscimento di un servizio sociale immenso che eviterebbe di dovere parcheggiare all'asilo nido neonati di pochi giorni di vita oltre che una valorizzazione del legame materno che non ha eguali soprattutto nei primi anni di vita.

Lo Stato dovrebbe farsi garante, ovviamente, anche della tutela del posto di lavoro della donna.
Quante mamme sceglierebbero di tornare subito al lavoro se fossero sicure e tranquille di potersi godere la maternità (e il fisiologico recupero fisico da essa) senza subire poi ritorsioni e demansionamenti sul posto di lavoro?

Ricordiamo, infine, che sono proprio i padri che non si vogliono occupare dei figli in costanza di matrimonio/convivenza che poi in fase di separazione li pretendono come fossero un bottino di guerra innescando la macchina della violenza istituzionale!

C𝐨m𝐢t𝐚t𝐨 𝐌a𝐝r𝐢 𝐔n𝐢t𝐞 𝐜o𝐧t𝐫o l𝐚 𝐕i𝐨l𝐞n𝐳a I𝐬t𝐢t𝐮z𝐢o𝐧a𝐥e

Dati:
​ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) - Sezione Lavoro e Famiglia: https://www.istat.it/it/lavoro
​INPS - Rapporti Annuali e Statistiche: https://www.inps.it (Cercando "Rapporto Annuale" nel loro motore di ricerca interno).
​Dati Openpolis sul Congedo Parentale: https://www.openpolis.it/esercizi-di-genitorialita-il-congedo-parentale-in-italia/

Buon Natale!!!
15/12/2025

Buon Natale!!!

Sono 50 anni che mi sveglio e vedo questa meraviglia e sono cinquant’anni che mi stupisco ogni giorno per la sua bellezz...
10/12/2025

Sono 50 anni che mi sveglio e vedo questa meraviglia e sono cinquant’anni che mi stupisco ogni giorno per la sua bellezza

12/11/2025

Quando vivi in un posto così, cosa chiedi di più dalla vita? Un lucano!!! …. Ma io ho pure quello🤣…

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Dei Filosofi 43 C
Perugia
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