29/09/2023
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🇮🇹 Il decreto che inserisce le preparazioni orali di CBD nella tabella dei medicinali stupefacenti è diventato effettivo, mandando i pazienti e il settore produttivo nel panico.
⚠️ Con un colpo di spugna rischia infatti di essere cancellato un intero settore che impiega migliaia di persone e che è stato uno dei più promettenti per agroindustria italiana degli ultimi anni.
➡️ Intanto le prime reazioni sono arrivate da due associazioni del settore della canapa industriale.
👨⚖️ L’ICI, associazione Imprenditori Canapa Italia, ( ) ha annunciato che impugnerà il decreto e ha già dato mandato allo studio legale Prestige Legal & Advisory di Roma di analizzare la situazione.
⌛ Sebbene la redazione del ricorso sia ancora in fase di elaborazione, l’associazione ha anticipato che “a nostro avviso, il Decreto Ministeriale presenta carenze istruttorie evidenti e sembra essere affetto da profili di contraddittorietà e lacune motivazionali”.
🏛️ (CSI) ha invece lanciato una raccolta fondi per portare la canapa fino al consiglio di Stato per chiarire una volta per tutte l’uso officinale e “risolvere quindi gli usi non farmaceutici e le problematiche relative all’olio di CBD”.
🤝 La raccolta punta ad arrivare alla cifra di 100mila euro (ne sono già stati raccolti più di 40mila) per portare avanti il suddetto ricorso e, in base a come andrà la campagna, un ricorso sul decreto del ministero della Salute, ed eventualmente per finanziare studi scientifici, come quello ipotizzato per chiarire l’efficacia drogante della canapa.
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