19/03/2026
REFERENDUM
Alla riforma voterò SI senza esitazione perché dal punto di vista tecnico giuridico (la politica la lasciamo alle elezioni del 2027) va certamente a migliorare la situazione ora esistente.
Oggi in aula la parità fra pubblico ministero e avvocato non c'è.
I magistrati che sbagliano non vengono mai sanzionati.
Inoltre le correnti ormai controllano tutto.
Questi dati sono incontrovertibili.
Le argomentazioni del NO sono così scarse che cercano di spaventare chi non si è studiato la riforma dicendo che i pubblici ministeri sarebbero sottomessi alla politica, ma questo non è scritto da nessuna parte. Dire delle falsità di questo livello significa non avere altro da dire e sperare solo nel "voto di partito".
Ci sono moltissimi esponenti di sinistra, magistrati ed ex presidenti e giudici della Corte Costituzionale che sostegno la riforma. Questo è un segnale che la differenza la fa l'onestà intellettuale con cui si valuta la riforma.
La sinistra ha voluto la separazione delle carriere dei magistrati per anni, ora ha cambiato idea perché la propone il governo.
Questa riforma tocca tutti noi e inciderà sull'esercito del diritto di difesa.
Attenzione perché l'Avvocatura, praticamente nella sua interezza, è stata chiara sull'importanza di votare SI. E l'Avvocatura è l'ultimo baluardo che vi protegge dagli errori giudiziari. Spero tanto che un giorno l'avvocato con cui magari dovrete andare a parlare non vi dica: "Noi ve lo avevamo detto...".