INCOMPATIBILITA' FRA COMANDANTE E MILITARI
Il Tar Lazio ha accolto qualche giorno fa il ricorso presentato a nome di un giovane Carabiniere che era stato danneggiato da una nota caratteristica negativa redatta, con immotivato e palese astio nei suoi confronti, dal suo comandante. Il comandante aveva creato una situazione di conflitto tale nella Stazione che in giudizio, tramite testimonianze, è stata dimostrata l'incompatibilità fra lui e la gran parte dei militari.
Il Tar Lazio, che aveva accolto tutte le nostre richieste, sia in sede cautelare monocratica che collegiale ( sospendendo quindi da subito gli effetti del provvedimento impugnato) ha anche condannato l'amministrazione al pagamento di tutte le spese legali.
Non tutte le battaglie vanno combattute, ma quelle importanti si.
10/07/2023
SANZIONE DISCIPLINARE: un appartenente alla Polizia di Stato era stato ingiustamente sanzionato disciplinarmente. Dopo avere attenuto in ordine: la sospensione in via d'urgenza del provvedimento sanzionatorio da parte del Tar in composizione monocratica, la conferma della sospensione del provvedimento sanzionatorio dal Tar in composizione collegiale, la vittoria nell'appello cautelare presentato al Consiglio di Stato contro tale sospensione dal Ministero dell'Interno e la vittoria finale nel ricorso presentato innanzi al Tar è finalmente arrivata anche la vittoria innanzi al Consiglio di Stato presso il quale il Ministero dell'interno aveva presentato appello. La vicenda è quindi finalmente definitivamente conclusa. Quello che lascia quindi sconcertati è la superficialità con cui la Polizia di Stato abbia sanzionato il mio assistito, nonostante la linea difensiva esposta in sede disciplinare fosse la stessa poi accolta dai Giudici amministrativi in ogni fase dei giudizi innanzi al Tar ed al Consiglio di Stato. Questa vicenda è l'ennesimo caso di vessazione nei confronti di un appartenente alle Forze di Polizia costretto a difendersi per vedere riconosciute le proprie ragioni contro un' amministrazione che fa finta di ascoltare e che invece vuole solo punire anche quando non ci sono colpe ( come poi accertato, in ultima istanza, anche dal Consiglio di Stato).
12/05/2023
TAR LAZIO: Un Carabiniere si è risvolto a me per contestare delle ingiuste note caratteristiche che gli impedivano di partecipare ad un bando per l'avanzamento del grado. Abbiamo quindi presentato qualche settimana fa ricorso al Tar Lazio - Roma che ha accolto le nostre richieste cautelari sospendendo gli effetti del provvedimento impugnato consentendo così al Carabiniere di partecipare al bando. Abbiamo quindi ottenuto tutto ciò che era ottenibile in questa prima fase del procedimento amministrativo.
Mai demordere, mai darsi per vinti. Mai.
28/12/2022
LE VESSAZIONI DELLE AMMINISTRAZIONI
Ad un poliziotto veniva inflitta dal Ministero la sanzione disciplinare della sospensione dal servizio.
Aiutavo quindi il poliziotto ad impugnare la sanzione ottenendo, già in sede cautelare, la sospensione del provvedimento impugnato con condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese legali. Il Ministero impugnava la decisione cautelare del Tar al Consiglio di Stato e il mio assistito era costretto a difendersi anche in quella sede e vinceva con la conferma da parte del Consiglio di Stato della decisione cautelare del TAR e condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese legali. Il ricorso del mio assistito al TAR andava avanti e veniva accolto anche nel merito con conseguente annullamento della sanzione disciplinare e condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese legali.
L'amministrazione, nonostante le pronunce del TAR sia in sede cautelare sia nel merito, sulla base della sanzione disciplinare (sanzione disciplinare prima sospesa e poi annullata !!!), riduceva l'anzianità di servizio del poliziotto. Il mio assistito impugnava anche questo provvedimento vincendo anche questo ricorso con condanna dell'amministrazione al pagamento delle spese legali.
LEZIONI DA IMPARARE:
1) Non aspettatevi ragionevolezza o equilibrio dalle amministrazioni;
2) non si possono combattere tutte le battaglie ma quelle importanti vanno combattute.
10/04/2021
Da un punto di vista giuridico ( non faccio valutazioni politiche) accusare un Ministro dell'Interno di sequestro di persona è stato assolutamente ridicolo. La procura ha chiesto infatti il "non luogo a procedere" perché "il fatto non sussiste". Un procedimento penale quindi basato sul nulla assoluto.
"Non ha violato norme internazionali, ha agito d'intesa con il governo" (ANSA)
23/03/2021
Infermieri "no vax" sospesi dal lavoro.
Sentenza da tenere presente in tutti i settori lavorativi.
Due infermieri e otto Oss lasciati senza stipendio dopo aver rifiutato la dose immunizzante: storica sentenza nel Bellunese
16/03/2021
In ambito militare la lettera "riservata personale" precede, molto spesso, un abbassamento delle note caratteristiche. Spesso inoltre più riservate personali "preannunciano" un procedimento disciplinare. Quindi occorre non sottovalutare mai una riservata personale e rispondere sempre alla stessa sostenendo le proprie ragioni.
09/07/2020
Chi non combatte ha già perso
22/06/2020
Condivido il mio articolo pubblicato oggi su www.infodifesa.it su un ricorso esperibile dai militari per ottenere un risarcimento in ambito previdenziale.
Chi volesse maggiori informazioni deve iscriversi al gruppo Facebook
"Diritto Militare Avv. Di Benedetto" che ho appena creato.
Solo in quel gruppo verranno trattate questioni militari.
Avv. Giuseppe Di Benedetto – Questa volta voglio parlarvi di previdenza ed in particolare della L. 335/1995 ( L. Dini)
19/06/2020
Le questioni legali inerenti Forze Armate e di Polizia saranno trattate esclusivamente nel gruppo appena creato "Diritto Militare Avv. Di Benedetto ". I contenuti che saranno pubblicati nel gruppo saranno visibili solo ai suoi membri.
09/06/2020
Arma dei Carabinieri - Trasferimento ex art. 398 RGA
Oggi voglio parlarvi della richiesta di trasferimento ex art. 398 del Regolamento Generale dell’Arma dei Carabinieri (RGA). Questa norma stabilisce che “i sottufficiali, gli appuntati e i carabinieri che aspirano, invece, al trasferimento – per fondati e comprovati motivi – nell’ambito del...
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“Dalla parte di chi, nonostante le avversità, vuole combattere e non si arrende. Difendersi non è solo un diritto, è anche un dovere verso noi stessi”.
L’Avv. Giuseppe Di Benedetto, Patrocinante dinanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre Giurisdizioni Superiori, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Perugia dal 2006.
Dopo la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia si è diplomato presso la Scuola di Specializzate in Professioni Legali (SSPL) sempre presso l’Università degli Studi di Perugia frequentando il corso biennale a numero chiuso al quale si accede per selezione. Ha sostenuto l’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione forense presso la Corte d’Appello di Perugia. Ha superato il corso biennale abilitante all'iscrizione nell'elenco dei difensori d'ufficio.
Dopo la Laurea inoltre, dal settembre 2002 al giugno 2003 ha frequentato a Roma il corso tenuto dal Dott. Rocco Galli, già magistrato, approfondendo la conoscenza del diritto civile, penale ed amministrativo.
Dall’ottobre 2005 al dicembre 2005 ha frequentato a Roma il “Corso Ceida” approfondendo la conoscenza del diritto civile, processuale civile, penale, processuale penale, amministrativo e processuale amministrativo.
Dal settembre 2006 al settembre 2007 ha frequentato a Roma il corso tenuto dal Consigliere di Stato Dott. Francesco Caringella approfondendo lo studio del diritto civile, penale ed amministrativo.
L’Avv. Giuseppe Di Benedetto nel 2008 ha fondato l’omonimo Studio Legale sentendo l’esigenza di percorrere un autonomo percorso di crescita professionale. Fondare uno studio proprio è infatti l' obiettivo più impegnativo, ambizioso e stimolante per chi esercita la professione forense.
“La cosa più importante per me è trattare i miei assistiti come io stesso vorrei essere trattato. Con la stessa attenzione, onestà e professionalità che voglio ricevere quando sono io a rivolgermi agli altri.”