Avvocato Carlo Enrico Andreoni

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30/05/2026

Terra dei Fuochi: la condanna dell'Italia da parte della Corte EDU.

Con sentenza del 30 gennaio 2025, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per la gestione dell'emergenza ambientale nella cosiddetta "Terra dei Fuochi".

La Corte ha ritenuto violati:

Art. 2 CEDU – Diritto alla vita

Art. 8 CEDU – Diritto al rispetto della vita privata e familiare

Secondo i giudici di Strasburgo, per anni le autorità hanno conosciuto l'esistenza di gravi fenomeni di inquinamento ambientale e di smaltimento illecito di rifiuti, senza adottare misure sufficientemente efficaci e tempestive per proteggere la popolazione esposta ai rischi.
La decisione è particolarmente significativa perché conferma un principio ormai consolidato nella giurisprudenza europea: la tutela dell'ambiente non è soltanto una questione ecologica ed è anche una questione di diritti fondamentali della persona.
Quando l'inquinamento raggiunge livelli tali da mettere in pericolo la salute, la vita o la normale vita familiare dei cittadini, entrano in gioco le garanzie previste dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
La sentenza rappresenta quindi un importante richiamo agli Stati: la protezione dell'ambiente è anche un dovere di tutela dei diritti umani.

22/05/2026

Con la sentenza Saran c. Romania, 2020, la Corte ha condannato lo Stato per aver violato l'Articolo 9 CEDU, statuendo che le autorità penitenziarie sono tenute a somministrare ai detenuti pasti conformi alle loro convinzioni religiose. Non si tratta di un mero eccesso di oneri a carico della pubblica finanza ma di rispetto delle posizioni religiose di ciascun soggetto e quindi, segno di civiltà. Il bilanciamento fra interesse religioso ed altri beni o interessi degni di protezione da parte dell'ordinamento giuridico è un tema costante e sempre in continua evoluzione.

14/05/2026

Con la sentenza Ferrieri e Bonassisa c. Italia dell’8 gennaio 2026, la CEDU ha condannato l’Italia per violazione dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata.
La Corte ha chiarito un principio importante:
anche i dati bancari fanno parte della vita privata.
Movimenti, versamenti, prelievi e rapporti di conto corrente possono rivelare abitudini, relazioni, condizioni economiche e aspetti personali della vita del contribuente.
Il problema non è il controllo fiscale in sé, che resta legittimo.
Il problema è l’accesso troppo ampio e poco garantito ai dati bancari.
Secondo la Corte, i poteri dell’Amministrazione finanziaria devono essere accompagnati da limiti chiari, controlli effettivi e garanzie contro l’arbitrio.
La lotta all’evasione è un interesse pubblico fondamentale, ma non può trasformare il contribuente in un soggetto totalmente trasparente davanti allo Stato.
Il punto non è proteggere l’evasore.
Il punto è proteggere lo Stato di diritto.

09/05/2026

Oggi la tutela della privacy non è un capriccio burocratico, ma un diritto fondamentale della persona.
Il dato personale racconta chi siamo: abitudini, salute, idee, relazioni, perfino fragilità. Per questo il diritto europeo, attraverso il GDPR, e l’art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, riconoscono la protezione della vita privata come valore essenziale di una società democratica.
I dati personali non possono essere raccolti, utilizzati o diffusi liberamente. Salvo casi specifici previsti dalla legge, il trattamento è consentito solo in presenza di precise basi giuridiche: interesse o dovere pubblico, obbligo legale, esecuzione di un contratto, tutela di interessi vitali, consenso dell’interessato o interesse legittimo nei limiti previsti dall’ordinamento.
Difendere la privacy significa difendere dignità, libertà e sicurezza.
In un’epoca in cui tutto viene registrato, tracciato e condiviso, il rispetto dei dati personali è una forma di civiltà giuridica.

01/05/2026

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: maltrattamenti in famiglia e atti persecutori (stalking) non sono in rapporto di sussidiarietà. Non si assorbono l’uno nell’altro.
Si configura invece un concorso di reati abituali.
Infatti, i beni giuridici tutelati sono diversi: i Maltrattamenti familiari (art. 572 c.p.) costituiscono reato a tutela della famiglia e dell’integrità del contesto familiare, mentre lo stalking (art. 612-bis c.p.) tutela la persona, la sua libertà morale e psichica. Tradotto in termini semplici, anche se i comportamenti possono intrecciarsi nella realtà, la legge li guarda da prospettive diverse → e quindi li punisce separatamente
Il diritto penale non somma a caso: distingue, qualifica, protegge.

25/04/2026

La Corte europea dei diritti dell'uomo non sospende i termini per il deposito dei ricorsi nei giorni festivi, né il sabato o la domenica.
Il termine scorre in modo continuo, senza “pause”.
Diversamente, nel nostro ordinamento: se il dies ad quem cade in un giorno festivo, il termine è automaticamente differito al primo giorno feriale successivo
La CEDU è, sotto questo profilo, meno permissiva.
Eppure, è una delle giurisdizioni più garantiste in assoluto.
Questo dimostra una cosa semplice, ma spesso dimenticata: garantismo ≠ permissivismo
Il garantismo tutela i diritti, impone regole chiare, pretende rigore nel loro rispetto
Non concede scorciatoie.
I diritti si difendono con precisione, non con indulgenza.

16/04/2026

La Corte di Giustizia dell'UE ha affermato che le concessioni non possono essere rinnovate automaticamente, violando la direttiva Bolkestein. La concessione, come atto amministrativo, è un atto con cui si attribuisce (ex novo o traslativamente), la possibilità di esercizio di una o più attività di interesse pubblico, con eventuale attribuzione di poteri pubblici.
Ebbene, le spiagge sono considerate una risorsa naturale scarsa, sono bene demaniale marittimo e pertanto le concessioni devono essere assegnate tramite procedure di selezione pubbliche, trasparenti e imparziali. Questo il principio che ha messo in crisi la nostra legislazione negli ultimi anni

11/04/2026

Incidente probatorio e vittime vulnerabili: svolta delle Sezioni Unite (n. 10869/2025)
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato un principio di particolare rilievo:
in presenza di vittime vulnerabili, il giudice è tenuto ad una valutazione particolarmente rigorosa sulla richiesta di incidente probatorio, che tende ad assumere carattere vincolato.
La vulnerabilità ricorre, in particolare, nei confronti di:
minori o soggetti con fragilità psichica
persone offese in condizioni di dipendenza economica, psicologica o affettiva dall’indagato
vittime di reati connessi a motivi di odio (anche razziale)
Il principio si inserisce nel solco delle tutele rafforzate introdotte dal Codice Rosso, soprattutto in materia di reati contro la persona, la famiglia e la libertà sessuale.

Il rigetto della richiesta, ove fondato su una erronea esclusione della vulnerabilità, può dar luogo a un provvedimento illegittimo, suscettibile di ricorso per Cassazione, anche sotto il profilo dell’abnormità nei casi più evidenti.

01/04/2026

La CEDU, attraverso l'art. 8, tutela il diritto al rispetto del domicilio. Non è tale previsione un vero e proprio diritto alla casa in sé, ma protegge la stabilità della sede principale della persona nei suoi affari personali e patrimoniali e vieta interferenze ingiustificate dello Stato, i quali, al contrario, devono essere necessari e proporzionali allo scopo. L'art. 14 della Costituzione rispetta questi principi sin dal testo originario del 1948

26/03/2026

L'Unione Europea ha deciso: l'abuso d'ufficio è necessario. Serve a coprire tutti gli illeciti non meglio definibili della Pubblica Amministrazione (raccomandazioni, favoritismi, ecc.). Serve sia a punire sia a rieducare ai sensi ed in conformità con l'art. 27 Cost. Il Governo adesso è costretto a rivedere l'abrogazione, che ha condotto all'introduzione di una fattispecie di malversazione di denaro ex art. 314-bis cp. Altrimenti, sussiste infrazione al diritto europeo, prevalente su quello nazionale, che rinuncia persino alla propria sovranità in favore delle normative internazionali ed europee ex art. 11 Cost.

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