Studio Legale Bravetti Pavia

Studio Legale Bravetti Pavia Separazione genitoriale e affidamento di minori
Avvocato Divorzista a Pavia

Tutela del rapporto dei figli con entrambi i genitori Cosa hanno detto i Supremi Giudici?Secondo l’assunto degli Ermelli...
13/05/2024

Tutela del rapporto dei figli con entrambi i genitori
Cosa hanno detto i Supremi Giudici?

Secondo l’assunto degli Ermellini, se la moglie non fa vedere i figli al loro padre commette reato. La donna aveva interrotto sia gli incontri con i servizi sociali sia gli incontri dei figli con il padre. I Giudici, espletata l’istruttoria, hanno compreso il disegno criminoso della madre dei minori. La donna voleva impedire di fatto il legame fra padre e figli e per questo andava punita.



Il ragionamento dei Giudici ha origine nell’art. 388 del Codice Penale, ovverosia nell’articolo che sanziona penalmente la inottemperanza ad un provvedimento giurisdizionale. Tale articolo punisce, anche con la reclusione, chiunque elude:



“un provvedimento del giudice civile, ovvero amministrativo o contabile, che concerna l’affidamento di minori o di altre persone incapaci, ovvero prescriva misure cautelari a difesa della proprietà, del possesso o del credito.”



Ma la moglie che non fa vedere i figli al merito può andare in carcere?

Ma non solo. Impedire gli incontri padre-figlio viola i diritti fondamentali e costituzionalmente tutelati dei minori. Come già spiegato la bigenitorialità non è un diritto degli adulti ma dei figli, i quali hanno diritto ad un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori. Per cui, se la madre non fa vedere i figli al loro padre, deve essere punita dall’ordinamento.



Già il Tribunale di Castrovillari, recentemente, aveva sanzionato penalmente una madre aveva impedito gli incontri padre-figli. Vistosi rifiutare gli incontri con la prole, l’uomo aveva sporto formale denuncia-querela nei confronti della donna.



Nel caso all’esame dei Giudici di Merito di Castrovillari, la donna è stata condannata perché si era rifiutata di far vedere il figlio al padre in due episodi. il Tribunale l’ha giudicata responsabile del reato di cui all’art. 388, comma 2, del codice penale. In sintesi, anche solo il fatto di impedire al padre di vedere il figlio per due sole volte genera sempre una responsabilità penale.



COME TUTELARSI SE LA MOGLIE SI RIFIUTA DI FAR VEDERE I FIGLI AL PADRE?

Se si ha di fronte una moglie che strumentalizza i figli nella “guerra” che vuole portare avanti nei confronti del marito bisogna tutelare sé stessi e i minori. Le sanzioni che si possono ottenere nei confronti di una madre che ostacola o addirittura vieta le visite padre-figli sono sia civili che penali.



Dal punto di vista civilistico, al Giudice si potrà chiedere “anche congiuntamente” visto l’art. 709-ter del Codice Civile:

– di ammonire la madre affinchè interrompa immediatamente le suddette condotte.

– di risarcire i danni nei confronti dei figli.

– di risarcire i danni nei confronti dei padre dei minori.

– di condannare la donna al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, fino a 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende.



Come si è visto, quello della tutela del rapporto dei figli con entrambi i genitori, è uno degli argomenti più delicati nel diritto di famiglia. Per questo motivo è fondamentale una assistenza legale specializzata con il patrocinio di un avvocato divorzista.

CHI SONO: Sono un Avvocato Divorzista e Matrimonialista che da anni patrocina sui Fori di Pavia, Milano, Monza e Crema. ...
28/04/2024

CHI SONO:
Sono un Avvocato Divorzista e Matrimonialista che da anni patrocina sui Fori di Pavia, Milano, Monza e Crema. Vanto anche un prestigioso studio legale divorzista a Milano, in Via della Spiga. Da sempre ho incentrato la mia professione sul Diritto Matrimoniale, Divorzile e dei Minori. Negli anni ho accumulato comprovata esperienza nel campo del contenzioso familiare, sia in ambito stragiudiziale, sia in ambito giudiziale, assistendo padri e madri in costanza di separazione.
Il mio ambito operativo spazia dalle separazioni consensuali alle separazioni giudiziali, dalla modifica delle condizioni di separazione alla assegnazione della casa coniugale, dal mantenimento dei figli al mantenimento del coniuge, dalle separazioni internazionali al rilascio e revoca del passaporto del coniuge, con particolare attenzione alle coppie di fatto sino ad arrivare al diritto successorio e alle dispute che riguardano l’eredità.
L’aggiornamento costante, la pervicace ricerca di soluzioni che possano soddisfare in maniera rapida le esigenze del Cliente, l’attenzione all’aspetto umano, la tutela della riservatezza dei dati trattati, il rispetto della deontologia professionale e, soprattutto, la trasparenza e correttezza nel rapporto professionale, rappresentano tratti caratterizzanti ogni attività del mio operato.
Fine studioso di Arte contemporanea, seguo da anni gli aspetti contrattualistici legati al mercato dell’arte, in qualità di Art Advisor, orientando personalmente i miei Clienti nell'acquisto e/o investimento in opere d’arte attraverso un’attenta attività di ricerca e analisi relativa all’affitto e al prestito di opere d’arte stesse.

I MIEI PUNTI DI FORZA:
Nello specifico, i punti di forza de mio operato, riguardano gli aspetti relativi a:
Matrimonio: Questo include la consulenza legale per coppie che intendono sposarsi, ovvero accordi pre-matrimoniali e questioni relative al matrimonio stesso.
Separazione: Assisto le coppie che si separano legalmente, fornendo consulenza su divisione dei beni, custodia dei figli e altri aspetti.
Divorzio: Assisto le parti coinvolte nel processo di divorzio, gestendo la procedura legale e risolvendo questioni come la divisione dei beni, l’affidamento dei figli e gli alimenti.
Unioni LGBT: Fornisco assistenza legale alle coppie dello stesso sesso che desiderano formalizzare la loro relazione.
Mi occupo altresì della tutela dei diritti delle:
Unioni o coppie di fatto
Unioni civili
Convivenze more uxorio
Convivenze registrate

AFFIDAMENTO ESCLUSIVO QUANDO VIENE DISPOSTONell’ambito di una causa di separazione o divorzio genitoriale, il Giudice de...
14/04/2024

AFFIDAMENTO ESCLUSIVO QUANDO VIENE DISPOSTO
Nell’ambito di una causa di separazione o divorzio genitoriale, il Giudice definisce come ripartire ed esercitare la responsabilità genitoriale sui figli minorenni e può spingersi sino a pronunciare l’affidamento esclusivo dei figli quando ricorrono determinate circostanze.
L’affidamento consiste nell’attribuzione del potere per un genitore di prendere le decisioni più importanti per la crescita, l’educazione l’istruzione e la salute dei figli minorenni.
La delicatissima questione dell’affidamento dei figli in sede di separazione o divorzio è tratteggiata nelle sue linee generali dal Decreto legislativo n. 154 del 2013 che ha introdotto nel nostro ordinamento gli articoli 337 bis e s.s. c.c. Gli articoli citati disciplinano i criteri di scelta a cui deve attenersi il Giudice in caso di separazione o divorzio per poter decidere circa l’affidamento dei minori.
Scelta sul regime di affidamento e principio del “best interest of the child”
Il Giudice al termine della propria valutazione deve decidere se i genitori sono dotati della capacità di svolgere il loro ruolo educativo insieme e di comune accordo o se per il bene del minore è meglio che sia un unico genitore ad occuparsi della sua crescita e formazione.
Nel primo caso si parla di bigenitorialità, nel secondo di affido esclusivo, che rappresenta un criterio di scelta residuale nel nostro ordinamento.
La tutela dell’interesse del minore alla bigenitorialità, è il principio generale che permea il nostro ordinamento in materia di responsabilità genitoriale.
“Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori”.
I genitori dovranno concordemente prendere le scelte di straordinaria amministrazione, tenendo conto delle tendenze e dell’interesse del minore.
Tale regola generale contenuta nell’articolo 337-ter del nostro codice civile, conosce l’eccezione dell’affidamento esclusivo, nei soli casi in cui il modello della bigenitorialità risulti pregiudizievole per l’interesse del minore.
Il polo verso cui deve orientarsi ogni provvedimento giudiziario relativo ai minori – e dunque anche quelli inerenti il loro affidamento – è il principio del best interest of the child, traducibile come “protezione del miglior interesse del bambino”, stabilito in primis dall’articolo 3 della Convenzione di New York sulla protezione dei diritti del fanciullo del 1989 e recepito dalla legislazione comunitaria e nazionale e dalla giurisprudenza a tutti i livelli.
Affinchè possa derogarsi alla regola dell’affidamento condiviso, occorre che sussista in concreto una condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa di un genitore. L’articolo 337-quater del codice civile disciplina l’affidamento esclusivo del figlio.
Affidamento esclusivo dei figli quando viene deciso?
La giurisprudenza in tema di affidamento esclusivo, è molto ampia e abbraccia una casistica varia ed eterogenea
Il giudice per orientamento ormai consolidato della nostra Corte Suprema può stabilire l’affidamento esclusivo quando:
Frequentare entrambi i genitori può essere pericoloso per l’equilibrio psico- fisico del minore;
Uno dei genitori non viene ritenuto adatto o in grado di prendersi cura del figlio:
Uno dei genitori si è sempre disinteressato del figlio minore omettendo di occuparsi delle sue esigenze morali e materiali;
E’ il minore stesso che non vuole avere rapporti con uno dei genitori per il comportamento avuto dal padre o dalla madre nei suoi confronti;
Si sono verificate delle situazioni di violenza nei confronti del bambino da parte del padre o della madre;
Quando si sono verificate delle situazioni di violenza nei confronti di uno dei genitori da parte dell’altro in presenza del minore che hanno provocato traumi nello stesso;
Quando uno dei genitori non vuole sapere nulla del figlio e non si presenta rimanendo contumace nel procedimento di separazione o divorzio
La necessità di motivazione del provvedimento che stabilisce l’affidamento esclusivo dei figli
L’affido esclusivo non può essere deciso esclusivamente sulla scorta di presunzioni, supposizioni con la conseguenza che l’esclusione dell’affido dovrà poggiare su una motivazione non soltanto in positivo sull’idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa dell’altro genitore.
A suffragare la situazione pertanto ci devono essere delle prove concrete e inconfutabili.
La giurisprudenza della Suprema Corte ha più volte ribadito che i provvedimenti che dispongono l’affidamento esclusivo devono essere specificamente motivati dal giudice che li adotta, sia in ordine al pregiudizio potenzialmente arrecato ai figli, da un affidamento condiviso, sia all’idoneità educativa o alla manifesta carenza dell’altro genitore.
Una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione (Cass. Ord. 19/01/2022 n. 1645/2022) ha ribadito che l’affidamento esclusivo non può essere concesso senza che ci sia una motivazione adeguata.
Concretamente non può essere negato l’affidamento a un ex coniuge senza spiegare adeguatamente perché l’altro genitore è l’unica figura in grado di occuparsi del minore.
Questo ribadisce ulteriormente l’orientamento della Suprema Corte, secondo cui l’affidamento condiviso rappresenta la soluzione prioritaria in caso di separazione, derogabile pertanto se e solo se viene compromesso l’interesse del minore, alterando o mettendo a rischio il suo equilibrio psico-fisico.
Ciò vuol dire che ricorrere all’affidamento esclusivo è secondo l’orientamento della Corte di Cassazione plausibile solo se esiste “una puntuale motivazione destinata a farsi carico non esclusivamente del pregiudizio potenzialmente arrecato al figlio minore da un affidamento condiviso ma anche da un’idoneità del genitore affidatario esclusivo ai compiti di accudimento ed eduzione nell’apprezzata sua capacità di assolvere al proprio ruolo anche per le modalità con le quali lo ha svolto nel passato e, dall’altro in negativo, dell’inidoneità o manifesta carenza dell’altro genitore.” (Cass. Ord. 19/01/2022 n. 1645/2022)
È evidente che prima di pronunciare un affidamento esclusivo a un solo genitore, debbano essere vagliate tutte le circostanze del caso. Come genitore è fondamentale essere a conoscenza dei propri diritti e doveri, specialmente se ci si trova in una situazione così delicata. Per questo è molto importante affidarsi ad un avvocato matrimonialista.

Avv. Niccolò Gianbattista BravettiAvvocato Familiarista: La Mia MissionE’ doveroso precisare che l’avvocato familiarista...
02/04/2024

Avv. Niccolò Gianbattista Bravetti
Avvocato Familiarista: La Mia Mission

E’ doveroso precisare che l’avvocato familiarista – o avvocato matrimonialista/avvocato divorzista - si occupa di tutte quelle tematiche relative al diritto di famiglia.

Il mio Studio, in particolare, si occupa di divorzi, separazioni e di tutte quelle problematiche che riguardano il tema dell’affidamento dei figli – affidamento condiviso e affidamento esclusivo.

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Corso Cavour 5
Pavia

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