Avvocato Valeria Di Cosmo

Avvocato Valeria Di Cosmo Avvocato specializzato in diritto di famiglia, con particolare attenzione ai minori.

Coordinatrice genitoriale, mi impegno a ridurre il conflitto e a promuovere soluzioni orientate al miglior interesse dei figli

19/03/2026

Oggi non è solo la Festa del Papà.È la giornata di tutti quei padri che ogni giorno lottano, spesso in silenzio, per vedersi riconosciuto un diritto fondamentale: essere padri, davvero.

Padri che chiedono tempo, presenza, relazione.Padri che non vogliono essere ridotti a un bonifico mensile.Padri che, anche nelle separazioni, continuano a esserci — con fatica, costanza e amore.

A loro va il mio augurio e il mio impegno quotidiano, come avvocato, perché la genitorialità non sia mai una concessione, ma un diritto pieno, concreto e rispettato.

Buona Festa del Papà a chi non smette di esserlo, anche quando è difficile.

Ho conseguito l’attestato di Coordinatrice Genitoriale.Un ulteriore passo nel mio impegno nel diritto di famiglia, un am...
23/01/2026

Ho conseguito l’attestato di Coordinatrice Genitoriale.
Un ulteriore passo nel mio impegno nel diritto di famiglia, un ambito che richiede formazione continua e strumenti adeguati per gestire il conflitto.
Un percorso che rafforza un approccio sempre orientato al miglior interesse del minore.

15/12/2025

Un buon genitore sa trattenersi. Anche quando fa male.
Essere genitori non significa avere sempre ragione. Significa, prima di tutto, proteggere i figli.
Urlare accuse, raccontare falsità, denigrare l’altro genitore in presenza dei minori non è uno sfogo legittimo, è un comportamento che li espone a paura, confusione e senso di colpa.
I bambini non devono assistere ai conflitti degli adulti.
Non devono scegliere da che parte stare.
Non devono diventare contenitori della rabbia altrui.
La capacità genitoriale non si misura solo nell’accudimento materiale,
ma anche e soprattutto nella capacità di controllo, rispetto e contenimento emotivo.
Sapersi fermare davanti ai figli è un atto di responsabilità ed è una delle forme più alte di amore

25/11/2025

Mi trovo spesso a difendere anche uomini che subiscono violenza.
E sì, forse oggi sembrerò controcorrente, ma è la realtà del mio lavoro.
La violenza non è solo fisica o psicologica.
La violenza è anche essere vittima e dover affrontare processi infiniti, vivendo da imputato ciò che si è subito nella propria vita, o da padre che lotta per vedere riconosciuto il proprio ruolo.
La violenza non ha un solo volto, non ha un solo genere.
Le vittime sono persone. Tutte. E tutte meritano protezione.

24/11/2025

Nel caso dei minori allontanati dai genitori che avevano imposto loro una vita isolata, priva di istruzione e di adeguate cure sanitarie, non può invocarsi la ‘libertà educativa’ dei genitori.
La responsabilità genitoriale, ai sensi dell’art. 30 Cost. e dell’art. 315-bis c.c., deve essere esercitata nel rispetto del preminente interesse del minore, garantendone salute, istruzione, sviluppo psicofisico e integrazione sociale.
Inoltre, la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo tutela il diritto del minore ad essere educato e curato, nonché ad esprimere le proprie aspirazioni.
Imporre una scelta esistenziale radicale senza possibilità di autodeterminazione non è libertà, ma compressione dei diritti fondamentali del minore. La libertà, anche familiare, trova limite nel rispetto della dignità e dei diritti dei figli

17/11/2025

Dopo la tragedia di Trieste, una riflessione è necessaria.
Nella mia esperienza in tribunale mi confronto ogni giorno con un dato di realtà:
la genitorialità non appartiene a un sesso.
Esistono genitori competenti ed esistono genitori inadeguati, donne e uomini.
Attribuire a priori un ruolo “eroico” o un primato di affidabilità a un solo genere non tutela nessuno, tantomeno i figli, che hanno bisogno di adulti presenti, responsabili e capaci di cooperare.
Come avvocato che si occupa di diritto di famiglia, lo ripeto da anni: la narrazione dell’autocrazia materna non rispecchia la complessità delle famiglie reali.
Le decisioni devono guardare ai bambini, non agli stereotipi.
Un cambio di prospettiva è possibile e necessario.

Questa sentenza conferma che non si può continuare a criminalizzare un settore solo perché la politica non ha il coraggi...
03/09/2025

Questa sentenza conferma che non si può continuare a criminalizzare un settore solo perché la politica non ha il coraggio di disciplinarlo con norme precise e definitive

21/07/2025

Parlo da donna.
E da avvocato divorzista.
Questo weekend ho letto solo notizie su loro: i due amanti “smascherati” al concerto dei Coldplay.
E come sempre: giù valanghe di commenti, giudizi, schieramenti, indignazione social.
Ma vi siete mai fermati a pensare davvero?
Chi tradisce, spesso lo fa in una storia che era già finita. Non si entra in un’altra relazione se non c’è già uno spazio vuoto. Il punto non è scandalizzarsi. Il punto è capire.
Spesso si resta insieme solo per convenzione, per “salvare le apparenze”.
Ma a farne le spese sono sempre loro: i figli.
Non sappiamo nulla di quella storia.
Lui magari aveva già deciso di separarsi.
Lei magari stava scappando da un matrimonio tossico. Non siamo nella loro casa, nel loro cuore, nella loro testa.
Eppure tutti si sentono in diritto di giudicare.
I figli non si tutelano con le bugie.
Si tutelano con la verità. Con l’esempio.
Con l’onestà di affrontare la vita, anche nei suoi momenti più dolorosi.
Le coppie intelligenti?
Quelle che si separano quando capiscono che non si amano più.
Quelle che, proprio perché si rispettano, riescono a continuare a essere genitori insieme, anche da separati.
Le guerre?
Arrivano quando si finge troppo a lungo.
Quando si resta insieme per orgoglio, per decoro, per vergogna.
Ed è allora che si arriva al peggio: i figli usati come armi, la vendetta, il rancore.
E allora di colpo l’altro genitore, che fino a ieri era bravissimo, diventa “una merda”.
Ma no, non è così solo perché ha deciso di rifarsi una vita.
E per non parlare di quei colleghi che, nel 2025, chiedono ancora l’addebito nonostante le pronunce della Cassazione – abbiate dignità!
Rifatevi una vita anche voi. La vita è breve.
E tutti abbiamo diritto a essere felici. E non essere giudicati.
Chi giudica, sono i giudici.
E pure loro, a volte, non ci azzeccano.

Pensiamoci.
Tutti.

Quello che spesso non si capisce è questo: far attendere le persone offese in un vortice di oppressione, tensione, paura...
17/07/2025

Quello che spesso non si capisce è questo: far attendere le persone offese in un vortice di oppressione, tensione, paura, vita sospesa. Bisognerebbe accelerare la giustizia. Indagini più veloci, processi più veloci. Perché una persona offesa è doppiamente massacrata: una volta dal suo p***ecutore, un’altra dallo stesso sistema che dovrebbe proteggerla.
Rimanere in attesa di giustizia è lacerante quanto la violenza subita.

La giustizia non è per tutti

Pubblichiamo un post Valter Vecellio che abbiamo molto apprezzato

LA SENTENZA CAPACCHIONE SAVIANO. COSA NON VA

«L'altro giorno televisioni e fotografi hanno immortalato Roberto Saviano abbracciato al suo avvocato. Nell'aula della Corte d'Assise di Roma era appena stata letta la sentenza che condanna il boss Francesco Bidognetti, capo del clan camorrista dei Casalesi, per le minacce di morte che gli aveva indirizzato. Contro Saviano e contro la giornalista Rosaria Capacchione. Un pianto liberatorio: "Mi hanno rubato la vita mi hanno maciullato", ha detto in lacrime Saviano.

La sentenza è stata salutata da molti come un atto di giustizia riparatore. Spiace non condividere questa soddisfazione. Anzi, si è amareggiati. Non perché non sia un atto di giustizia.

Provo a spiegare. I fatti risalgono al 2008. Le minacce nei confronti di Capacchione e Saviano risultano in un documento letto in udienza nel corso di un processo; c'era dunque ben poco da indagare e accertare. Era tutto lì, a disposizione di chiunque. Tuttavia, per arrivare a una sentenza (di secondo grado) sono occorsi "solo" diciassette anni!

A questo punto interessa relativamente che Bidognetti sia stato assolto o condannato. Quello che conta (e quello che duole) sono i diciassette anni trascorsi dal fatto. E' questo l'aspetto che dovrebbe maggiormente colpire, far riflettere. Sembra invece che sia cosa "normale".

Intervistata da Nello Trocchia de "Il Domani" Capacchione centra la questione: "Questa sentenza racconta l'impresa titanica che bisogna affrontare ogni volta che sei parte offesa in un procedimento. Una lotta esasperante, se non se forte, rinunci. Rinunci per il tempo sprecato, per le giornate p***e, i costi sostenuti. Noi siamo privilegiati perché abbiamo una rete di protezione anche legale, ma un cittadino qualunque no...".

Un cittadino qualunque, no. Non c'è davvero altro da aggiungere».

Ho il piacere di condividere questo post dell’avv.saradealessandri, che centra perfettamente il punto: il problema non s...
19/06/2025

Ho il piacere di condividere questo post dell’avv.saradealessandri, che centra perfettamente il punto: il problema non sono i nuovi partner, ma l’insicurezza che certi ex provano davanti a chi arriva dopo di loro.
Quando si teme così tanto il confronto, forse è perché, in fondo, si ha paura che perfino i figli possano accorgersi della differenza. E non sempre in favore di chi c’era prima.

Un’ordinanza che merita attenzione.Il Tribunale di Verona ha recentemente applicato uno strumento previsto da anni ma pr...
16/05/2025

Un’ordinanza che merita attenzione.
Il Tribunale di Verona ha recentemente applicato uno strumento previsto da anni ma pressoché ignorato nella prassi giudiziaria.
Un atto che dimostra come non sia sempre necessario invocare nuove riforme: spesso gli strumenti ci sono già, ma restano invisibili semplicemente perché nessuno li usa o li applica.
Questa ordinanza dimostra che innovare la giustizia non significa solo cambiare le leggi, ma anche saper leggere quelle che abbiamo con uno sguardo nuovo, coraggioso, competente.
Applicherò questo precedente ogni volta che sarà utile: a tutela dei miei assistiti, e in nome di una giustizia che non si accontenta della consuetudine, ma guarda al diritto come strumento vivo.

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