07/04/2026
La societa' italiana di criminologia spiega il ruolo del criminologo, giusto per chiarire
COMUNICATO STAMPA SU CRIMINOLOGIA E MEDIA
I "criminologi mediatici" non sono criminologi
La Società Italiana di Criminologia (SIC) prende pubblicamente le distanze dai cosiddetti "criminologi mediatici" — figure che compaiono in televisione e sui social per commentare casi penali e invocare condanne. Nonostante si professino tali, non sono criminologi: la loro attività riguarda le indagini su autori di reato ignoti ed è apparentata con le scienze di polizia, non con la criminologia, che studia le cause della criminalità, la prevenzione e il trattamento degli autori di reato, senza occuparsi di stabilire colpevolezza o innocenza.
Il problema principale non è il titolo, ma il contenuto: alimentano sistematicamente paura collettiva, desiderio di punizione e odio verso gli accusati, spesso prima di una sentenza definitiva, in aperto contrasto con l'articolo 27, comma 3, della Costituzione ("le pene devono tendere alla rieducazione del condannato"). Chi invoca il castigo si pone al di fuori di questo principio.
Inoltre, raramente hanno frequentato corsi universitari di criminologia o pubblicato su riviste scientifiche internazionali (Scopus, Web of Science): chi non ha mai sottoposto un lavoro al vaglio della comunità scientifica non appartiene alla comunità scientifica, indipendentemente dalla visibilità mediatica.
La Società Italiana di Criminologia, ritenendo tali attività prive di fondamento scientifico e lesive della disciplina, intende impegnarsi in una più diffusa divulgazione delle scienze criminologiche fondate sulla ricerca e rispettose dei diritti di tutti — autori di reato, vittime, comunità.
Genova, 2 aprile 2026
Società Italiana di Criminologia
Per informazioni:
Prof. Alfredo Verde, Presidente SIC
[email protected] - Tel. +39 3470958409
https://www.criminologiaitaliana.it