Avvocato Giovanni Albanese - Studio Legale Penale

Avvocato Giovanni Albanese - Studio Legale Penale Il segreto della giustizia sta in una sempre maggior umanità

Nel caso di coinvolgimento personale in un procedimento penale si rende necessaria l’assistenza giudiziale di un avvocato penalista che abbia una specifica preparazione nelle attività giudiziarie e nelle prassi del Tribunale Penale. Tali attività e prassi si apprendono solo grazie ad una approfondita esperienza maturata sul campo; essa, dunque, è un requisito necessario per una difesa tecnica qual

itativa e di elevato pregio. In altre parole, non è sufficiente essere un profondo conoscitore della legge penale e del suo codice di rito; la teoria deve necessariamente essere accompagnata dalla pratica che è l’unica in grado di aiutare il professionista a comprendere le interpretazioni dei magistrati penalisti. La pratica, inoltre, è fondamentale per il giusto approccio con i Pubblici Ministeri, con le loro segreterie, con i Giudici e con le cancellerie. In definitiva non ci si può improvvisare Penalisti; non qualsiasi Avvocato, ancorché preparatissimo sulla teoria è in grado di esercitare in modo consapevole l’esercizio della professione legale nel campo penale il quale, a detta di molti, è un’arte a tutti gli effetti.

25/12/2022

Auguri dallo Studio Legale Albanese. Un augurio di Pace al Mondo che soffre. Che la Luce della Speranza illumini tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

11/03/2022

Avvocati di altri tempi: Lidia Poet, la prima donna avvocato.
Ricordiamo la figura di Lidia Poet, una delle prime donne a laurearsi in Italia in Giurisprudenza, per la caparbietà e la straordinaria determinazione con le quali difese il diritto di esercitare la professione di avvocata.
Nel 1881, Lidia Poet si laurea col massimo dei voti a Torino. Dopo due anni di pratica legale, supera l’esame di abilitazione e presenta all’Ordine degli Avvocati la domanda per essere iscritta all’albo degli Avvocati e dei procuratori legali.
In assenza di norme che escludessero le donne dalla professione di Avvocato, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino iscrive la Poët, prima donna in Italia, all’albo degli Avvocati (con 8 voti favorevoli e 4 contrari).
La comparsa di alcuni articoli , di natura polemica e prettamente sessista, contro la presenza di una donna nell'albo professionale crearono le condizioni per impugnare il provvedimento di ammissione.
La Corte d’Appello di Torino, su ricorso del Procuratore Generale del Re annulla l’iscrizione sull’assunto che la professione forense fosse un pubblico ufficio e come tale vietato alle donne. Anche la Cassazione, successivamente adita dalla Poët, conferma l’esclusione delle donne dalla professione di avvocato.
“L’avvocheria è un ufficio esercitabile soltanto da maschi e nel quale non devono immischiarsi le femmine”.
L'estratto del pronunciamento della Corte d'Appello di Torino.
Dopo la sentenza Lidia Poet rilascia una intervista al Corriere della Sera il 4 dicembre 1883 dove esclama ironicamente: “I miei avversari hanno un concetto assai strano delle loro mogli, delle loro sorelle, delle loro madri. Essi parlano sempre della donna come di cosa essenzialmente fragile.
Lidia, di fronte ad una situazione di fatto giuridica e legislativa che escludeva le donne – in quanto donne – dall’avvocatura non si arrende e decise di presentare un ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso fu poi rigettato e Lidia fu costretta a limitarsi a collaborare col fratello Enrico presso il suo studio. La sua attività, anche se non poteva essere esercitata a pieno titolo, si concentrò nella difesa dei diritti dei minori, degli emarginati e delle donne. Inoltre, si impegnò nel sostenere la causa del suffragio femminile.
Nonostante gli impedimenti che le sbarrarono la via, partecipò al primo Congresso Penitenziario Internazionale a Roma, nel 1883, e al quarto Congresso Penitenziario Internazionale a San Pietroburgo, nel 1890. Rappresentò l’Italia in diverse occasioni in qualità di vicepresidente della sezione di diritto del Segretariato del Congresso Penitenziario Internazionale. Fu anche nominata Officier d’Académie dal Governo francese, che per l’occasione la invitò a Parigi. Infine, ottenne una medaglia d’argento per l’opera prestata quale infermiera per la Croce Rossa durante la prima guerra mondiale.
Grazie al movimento delle donne, nel 1919 il Parlamento approva la legge Sacchi che ammette le donne ad accedere ai pubblici uffici, ad eccezione della magistratura, e Lidia Poét all’età di 65 anni, finalmente, diventa Avvocato. La prima, in Italia: “Le donne sono ammesse, a pari titolo degli uomini, ad esercitare tutte le professioni e a coprire tutti gli impieghi pubblici, esclusi quelli che implicano poteri pubblici giurisdizionali o l’esercizio di diritti e di potestà politiche, o che attengano alla difesa militare dello Stato”.

https://avvocatogiovannialbanese.it/tariffario-2/
09/02/2022

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Per URGENZE si prega di chiamare ai numeri di cellulare, anche i festivi, dalle ore 7.00 alle 22.00. Le urgenze riguardano ESCLUSIVAMENTE la materia penale in ambito di ARRESTO o FERMO per rea…

01/02/2022

Concorso in magistratura disastroso per le aspiranti toghe: la commissione ha esaminato 1532 buste e sono stati definiti idonei solo 88 di questi

01/02/2022

Dopo il disastro nell'esame per entrare in magistratura arrivano i risultati per quello di avvocato

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