18/06/2026
Spesso si liquida un insulto digitale con un semplice "tanto è solo un commento" o "tanto ho usato un profilo falso". La verità giuridica, però, racconta una storia decisamente diversa.
La Corte di Cassazione è ormai categorica: lasciare un commento offensivo o denigratorio sotto un post configura il reato di Diffamazione Aggravata. Il motivo? Il web viene equiparato a un mezzo di pubblicità, capace di amplificare l'offesa e distruggere la reputazione di una persona o di un'azienda in pochissimi click.
Esiste un confine netto e invalicabile tra il sacrosanto diritto di critica (esprimere un dissenso motivato sui fatti) e l'insulto gratuito che colpisce la dignità personale.
Superato quel limite, si passa direttamente dalla tastiera all'aula di tribunale.
I social non sono una zona franca, né un Far West privo di regole.