28/03/2020
“In considerazione del gravissimo stato emergenziale...”: è così che l’Ordine dei Medici esordisce nel suo disappunto inoltrato ieri a distanza di più di 20 giorni dalla pubblicazione di un post sulla pagina legale dello Studio della scrivente, che avveniva in data 6 Marzo u.s. Ora, considerando che il messaggio è stato eliminato, già il 7 Marzo, allorquando la gravità di questa pandemia stava cominciando a plasmarsi e non si era ancora rivelata nella sua tragica entità, non si comprende affatto il senso e l’obiettivo di questo comunicato postumo.
Del resto lo Studio è chiuso dal 9 Marzo 2020.
Non si può tacere innanzi a questo messaggio, gratuito e inopportuno, soprattutto sotto il profilo temporale, vieppiù in un momento dove ogni polemica “fa a pugni” con quel senso di solidarietà tanto ricercato e sentito da tutti!
Corre l’obbligo di evidenziare che lo Studio Legale pubblicava il post quando i nostri stessi organi di Governo sottovalutavano la gravità di quella che poi sarebbe diventata una pandemia, riducendo la stessa a semplice influenza, lasciando aperti i confini geografici a discapito di una popolazione ancora oggi non opportunamente tutelata (personale sanitario compreso).
Corre l’obbligo altresì di ribadire che lo Studio Legale, nel doveroso e innegabile riconoscimento del ruolo professionale, dell’impegno quotidiano e dell’abnegazione vissuti e profusi, individualmente, da medici e infermieri, ha comunque cancellato tempestivamente quel messaggio che aveva pubblicato a tutela dei pazienti nel contesto del noto scenario della nostra Sanità regionale, e peraltro niente affatto rivolto specificatamente ai contagi e alle patologie da Coronavirus.
Non è superfluo, a questo punto, precisare che il rispetto del personale sanitario che combatte passionalmente in prima linea nulla ha a che vedere con gli errori della gestione politica della Sanità Nazionale e della Sanità Regionale, verso i quali, spesso, è indirizzato il lavoro oggettivo e deontologicamente corretto di assistenza legale in favore dei cittadini.
Vogliamo concludere sottolineando che la mistificazione della realtà, in questo comunicato dell’Ordine dei Medici, è, invero, quella di considerare che il messaggio in questione fosse rivolto necessariamente verso quei momentanei ritardi e disservizi che tutti, invece, sappiamo essere inevitabilmente connaturati con l’emergenza del momento e con la scarsità di risorse umane e di mezzi che questa pandemia ha generato.