31/05/2026
Fino a ottobre 2025, se riuscivi ancora a camminare, l'INPS poteva negarti l'accompagnamento.
Poi la Corte di Cassazione ha cambiato le regole.
Con l'Ordinanza n. 28212 del 23 ottobre 2025, la Suprema Corte ha stabilito un principio che ribalta anni di dinieghi ingiusti:
Non conta se riesci a muovere i passi.
Conta se riesci a farlo in sicurezza, senza che qualcuno ti stia accanto.
La "supervisione continua" (ovvero la presenza costante di chi vigila per evitare cadute) è ora equiparata all'aiuto permanente richiesto dalla legge.
In parole semplici: se tua madre non può camminare da sola senza rischiare di cadere, ha diritto all'indennità di accompagnamento.
Anche se tecnicamente "cammina ancora".
Il Tribunale di Palermo applica questi principi.
Li abbiamo analizzati caso per caso nel nostro ultimo articolo: gli orientamenti consolidati, i criteri che i Giudici usano davvero, cosa presentare per costruire un ricorso che regge.
Se hai ricevuto un diniego per l'accompagnamento, o se stai assistendo qualcuno che non riesce a muoversi in sicurezza, questo articolo è scritto per te.
👇 Leggilo prima di rassegnarti al verbale dell'INPS:
https://www.invaliditacivile.com/notizie/lorientamento-recente-del-tribunale-di-palermo-principi-consolidati-e-applicazioni-concrete-relative-allindennita-di-accompagnamento
Avvocato Claudio La Cavera | Esperto in Invalidità Civile a Palermo e provincia
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