Studio Legale Giordano & Partners

Studio Legale Giordano & Partners Da una tradizione giuridica che dura da più di un secolo a Palermo, nasce lo Studio legale Giordano
(1)

Da una tradizione giuridica che dura da più di un secolo, nasce lo studio legale penale dell'Avvocato Stefano Giordano. Palermitano, laureatosi con lode in giurisprudenza nell'università Cattolica di Milano, è cultore di diritto penale dell'università di Palermo e autore di diversi contributi in riviste nazionali. Lo studio svolge la sua attività prevalente nella tutela delle vittime della crimina

lità organizzata e nei processi in reati contro la p.a; più in generale lo studio copre tutti gli ambiti del diritto penale, anche finanziario, commerciale, tributario, urbanistico, ecc., utilizzando banche dati aggiornatissime e i più moderni strumenti di investigazione difensiva. Patrocinante nella Corte Suprema di Cassazione e nelle Giurisdizioni Superiori. Si riceve previo appuntamento il martedì, mercoledì e giovedì da concordare telefonicamente con la Segreteria.

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano analizza il Regolamento europeo sui rimpatri approvato ieri dal Parlamento UE ...
18/06/2026

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano analizza il Regolamento europeo sui rimpatri approvato ieri dal Parlamento UE — e la mossa politica che ha portato a quel risultato.
I giudici italiani avevano correttamente disapplicato la norma sui rimpatri: il diritto UE la rendeva inapplicabile. La legge era morta. Meloni, invece di combattere i giudici, ha cambiato il campo di battaglia: è andata a Bruxelles e ha cambiato il diritto UE.
Il nuovo Regolamento trasforma ciò che era una violazione del diritto europeo in una norma conforme ad esso. Da domani i giudici italiani non potranno più bloccare i trasferimenti in Albania citando l’UE: perché è l’UE stessa, ora, a legittimarli. La disapplicazione non ha più un centimetro di terreno.
Restano aperti i nodi del bilanciamento tra sicurezza e diritti fondamentali. Ma quel bilanciamento ora si gioca a Bruxelles e a Strasburgo. Ed è qui la differenza tra chi governa e chi grida. Uno strilla uno slogan. L’altra cambia il diritto.

Non tutti gli errori contenuti in una sentenza sono utili alla difesa. Alcuni non cambiano nulla. Altri possono ribaltar...
18/06/2026

Non tutti gli errori contenuti in una sentenza sono utili alla difesa. Alcuni non cambiano nulla. Altri possono ribaltare una condanna.

⚖️ Quando si riceve una sentenza di condanna, la prima reazione spontanea è cercare le imprecisioni: "Il giudice ha sbagliato i numeri", "ha ignorato quella testimonianza", "ha citato male la norma".

Ma nel processo penale, l'errore in sé non ha valore se non incide sul risultato finale. Esiste una differenza enorme tra le imperfezioni e i vizi che permettono di attaccare efficacemente la decisione:

🔹 Errori materiali: Un refuso in un nome o una data è correggibile con una procedura semplice e non cambia la condanna.
🔹 Vizi di legge: Aver configurato un reato più grave di quello realmente commesso è un errore giuridico denunciabile in Cassazione.
🔹 Vizi di motivazione: Una sentenza che ignora completamente le prove a discarico decisive è censurabile. Al contrario, se il giudice le ha valutate ma ritenute non convincenti, l'attacco è molto più complesso.

Il confine tra un vizio di motivazione (censurabile) e la richiesta di "rivalutare i fatti" (vietata in Cassazione) è uno dei punti più delicati del diritto processuale. Un difensore esperto sa navigare questo confine; chi lo ignora costruisce ricorsi destinati all'inammissibilità.

👉 Non affidarti a ricorsi generici. Scopri come un'analisi tecnica e metodica della sentenza può fare emergere i margini reali per difenderti. Leggi l'articolo completo:
🔗 https://www.stefanogiordanoepartners.it/errore-nella-sentenza-come-capire-se-puo-essere-sfruttato-in-difesa

✉️ Fai analizzare la tua sentenza da uno Studio specializzato in impugnazioni complesse. Contatta lo Studio Legale Giordano & Partners per una valutazione riservata.

Sul Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano fa riferimento ad un’affermazione di Nordio che è giusta — e su tutto quello ...
16/06/2026

Sul Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano fa riferimento ad un’affermazione di Nordio che è giusta — e su tutto quello che rimane irrisolto.
Il ministro ha ragione: colpire il magistrato sul portafoglio è inutile. La polizza di categoria lo copre, la sanzione è simbolica, il deterrente nullo. Ma quando chiude la questione con «non è nel programma» non offre alternative: consegna all’Italia un vuoto che si colma sempre con la stessa cosa: l’impunità.
Tre nodi concreti che non richiedono la responsabilità civile diretta. Chi viene assolto non ha diritto al rimborso delle spese legali — mentre se sbaglia il PM l’erario ringrazia e passa oltre. La rivalsa della Corte dei Conti sui magistrati responsabili di errori accertati è pressoché inerte. La clausola ostativa alla riparazione per ingiusta detenzione si dilata fino a valutare il carattere dell’imputato, non la sua condotta processuale.
Tre riforme concrete, nessuna lesiva dell’indipendenza della magistratura. Nordio può non voler toccare la responsabilità civile diretta. Ma su questi tre punti non ha alibi. Non fare nulla non è una posizione: è una scelta che qualcuno paga.

Non tutte le strategie difensive hanno lo stesso impatto. Alcune sono tecnicamente corrette, ma inefficaci.⚖️ Nel proces...
16/06/2026

Non tutte le strategie difensive hanno lo stesso impatto. Alcune sono tecnicamente corrette, ma inefficaci.

⚖️ Nel processo penale, la difesa che si limita a "reagire" agli eventi è quasi sempre destinata a perdere. Le opportunità si aprono e si chiudono in finestre temporali strettissime: un'eccezione non sollevata nei termini o una prova non acquisita al momento giusto sono occasioni p***e per sempre.

Un approccio davvero efficace non si limita a guardare all'udienza del giorno, ma costruisce fin dal primo grado la strada per l'Appello, la Cassazione e, se necessario, per la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

I numeri fanno la differenza. Lo Studio Legale Giordano & Partners vanta un tasso di riforma in Appello e Cassazione del 45% (quasi tre volte la media nazionale) e un tasso di successo del 92% nei ricorsi CEDU, inclusa la storica sentenza Contrada c. Italia che ha ribaltato una delle condanne più celebri della storia giudiziaria italiana.

Quali sono gli elementi che distinguono una difesa vincente?
🔹 Specializzazione: le impugnazioni complesse richiedono competenze diametralmente diverse da quelle del primo grado.
🔹 Conoscenza profonda della giurisprudenza nazionale e convenzionale (europea).
🔹 Capacità analitica: leggere il fascicolo per identificare e colpire le fragilità della tesi accusatoria, senza limitarsi ad argomentazioni generiche.

👉 Non basta reagire. Serve costruire. Scopri nel dettaglio cosa distingue un approccio davvero efficace in tribunale. Leggi l'articolo completo:
🔗 https://www.stefanogiordanoepartners.it/le-difese-che-funzionano-davvero-cosa-distingue-un-approccio-efficace-nel-processo-penale

✉️ Non accontentarti di una difesa standardizzata. Confrontati con uno Studio che costruisce strategie difensive di alto profilo: contattaci per una valutazione riservata.

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano su una sentenza della Corte EDU che sancisce un principio elementare di civilt...
15/06/2026

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano su una sentenza della Corte EDU che sancisce un principio elementare di civiltà giuridica — e sul fatto che l’Italia abbia dovuto aspettare Strasburgo per applicarlo.
In Italia accadeva regolarmente: dopo la confisca penale del maltolto, la Corte dei conti presentava il conto un’altra volta. Stessa somma, stesso cittadino, stesso danno. Lo Stato incassava due volte. Il 5 febbraio 2026 la Corte EDU — sentenza Florio e Bassignana c. Italia — ha stabilito che è violazione del diritto di proprietà.
L’Italia si è adeguata con una legge entrata in vigore il 22 gennaio 2026: la condanna contabile non può superare il 30% del danno accertato, salvo dolo. Il 4 giugno 2026 il primo giudice contabile ha applicato il principio, scomputando dalla condanna ciò già incassato in sede penale.
La confisca non è una caparra. Tornare a chiedere gli stessi soldi con un secondo processo non è giustizia: è speculazione. Beccaria lo scriveva nel 1764. Strasburgo lo ha dovuto ricordare nel 2026.

Non tutte le ingiustizie restano senza conseguenze.⚖️ Esiste una Corte che non riesamina il merito di una condanna e non...
14/06/2026

Non tutte le ingiustizie restano senza conseguenze.

⚖️ Esiste una Corte che non riesamina il merito di una condanna e non decide se un imputato sia colpevole o innocente. Fa una cosa diversa, ma fondamentale: verifica se lo Stato italiano ha rispettato i diritti garantiti dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. E quando accerta una violazione, condanna l'Italia a risarcire.

Il nostro Paese affronta un numero elevatissimo di condanne a Strasburgo. Processi irragionevolmente lunghi, norme applicate in modo retroattivo o reati non definiti chiaramente al momento dei fatti sono anomalie sistemiche che violano i diritti fondamentali.

Proprio su questi presupposti, lo Studio Legale Giordano & Partners ha ottenuto una delle sentenze storiche più significative in questo campo: nel 2015, la Corte EDU ha condannato l'Italia nel caso Bruno Contrada per la violazione del principio di legalità penale (Art. 7 CEDU), aprendo la strada a una giurisprudenza totalmente nuova.

Tuttavia, l'accesso a Strasburgo è tutt'altro che semplice: la Corte dichiara inammissibile oltre il 90% dei ricorsi. Un ricorso generico è destinato al rigetto. Per avere prospettive concrete servono una violazione specifica, l'esaurimento dei gradi di giudizio interni e il rispetto del termine tassativo di 4 mesi dalla sentenza definitiva.

👉 Il tuo processo ha subito una violazione dei diritti fondamentali? Scopri quando sussistono i presupposti reali per ricorrere a Strasburgo e chiedere un risarcimento allo Stato. Leggi l'articolo:
🔗 https://www.stefanogiordanoepartners.it/errore-giudiziario-e-cedu-quando-l-italia-e-obbligata-a-risarcire

✉️ Per analizzare la fattibilità del tuo caso e richiedere una valutazione riservata, contatta lo Studio Legale Giordano & Partners.

12/06/2026

Travaglio scopre le querele temerarie dopo il caso Cipriani-Minetti: ma non è libertà di stampa, è difesa del suo giornale

“Tutti festeggiano che Cipriani e Minetti cerchino di far chiudere il Fatto Quotidiano.” Così Marco Travaglio, il 9 giugno scorso, su diMartedì. La stessa sera in cui i brogliacci di Tommaso Miele — ex presidente aggiunto della Corte dei conti, indagato per corruzione sul Ponte sullo Stretto — circolavano integrali sui giornali. “Avrò avuto una decina di incarichi ma grossi… uno più grosso dell’altro”, diceva intercettato.

Eppure nessuno ha protestato: l’articolo 114 del codice di procedura penale vieta la pubblicazione degli atti coperti da segreto istruttorio — compresi i brogliacci delle intercettazioni — ma la norma esiste solo sulla carta quando la notizia è ghiotta e l’indagato non piace. Il garantismo, in Italia, si ricorda di sé stesso quando il protagonista della storia siamo noi.

Sia chiaro: Travaglio può anche avere ragione quando denuncia che la causa da 250 milioni di Cipriani punta a farlo fallire più che a ottenere giustizia. Le SLAPP — le cause temerarie usate come clava contro la stampa scomoda — sono un problema reale: l’Italia è al 49° posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, il paese europeo con più querele intimidatorie, e il 7 maggio scorso ha mancato il termine per recepire la direttiva europea anti-SLAPP scegliendo la versione più asfittica possibile.

di Stefano Giordano

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano sul capitolo finale — almeno nelle aule — del caso Minetti.Il Tribunale di Sor...
12/06/2026

Su Il Riformista, l’Avv. Stefano Giordano sul capitolo finale — almeno nelle aule — del caso Minetti.
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha dichiarato estinta la pena di Nicole Minetti: prendendo atto della grazia concessa da Mattarella il 18 febbraio e confermata dalla Procuratrice Generale Nanni, i cui accertamenti tramite Carabinieri e Interpol hanno stabilito che i fatti pubblicati dal Fatto Quotidiano «non corrispondono al vero».
Marco Travaglio, in ogni trasmissione disponibile, ha annunciato querele contro la Procuratrice, ha ripetuto «Quella cosa lì se la rimangino», ha definito Mattarella «amante del brivido». Ma le azioni giudiziarie non si annunciano: si fanno. O si sporge querela — atto formale, con nome, cognome e firma — o non si sporge. Le dichiarazioni televisive non notificano nulla.
Calamandrei scrisse che il foro è il luogo dove si dimostra, non dove si proclama. Le aule sono andate avanti con ostinata indifferenza. Travaglio aspetta ancora. Forse nuove fonti dall’Uruguay. Forse l’oste cambierà idea sul vino.

Dopo una condanna importante, molti pensano di arrendersi. In realtà, alcune sentenze possono essere ribaltate.⚖️ Una co...
12/06/2026

Dopo una condanna importante, molti pensano di arrendersi. In realtà, alcune sentenze possono essere ribaltate.

⚖️ Una condanna penale in primo grado non è la parola fine. È il punto di partenza di un percorso processuale che, se gestito con competenza tecnica, può portare a un esito completamente diverso.

La Corte d'Appello di Palermo ha il potere di riesaminare integralmente la vicenda: i fatti, le prove e la qualificazione giuridica. Può confermare la condanna, ridurre la pena o riformarla in un'assoluzione. Ma c'è una regola d'oro: un'impugnazione costruita su argomenti generici (come "la sentenza è ingiusta") è un'impugnazione destinata a perdere.

Per vincere in Appello — o nei gradi successivi in Cassazione e persino a Strasburgo — serve una strategia rigorosa che miri a:
🔹 Valorizzare le prove a discarico che il primo giudice ha ignorato o sottovalutato
🔹 Identificare contraddizioni specifiche e vizi logici nella motivazione
🔹 Contestare tecnicamente l'erronea qualificazione giuridica del reato

Il punto di partenza strategico è leggere la sentenza riga per riga. È un lavoro complesso, ma è l'unico che fa la differenza tra un appello che vince e uno che fallisce.

👉 Non tutte le strade sono chiuse dopo una condanna, ma ogni mossa deve essere attentamente valutata. Scopri quando ha senso impugnare e come farlo nel modo giusto. Leggi l'articolo completo:
🔗 https://www.stefanogiordanoepartners.it/condanna-pesante-a-palermo-quando-ha-senso-continuare-a-difendersi

✉️ Scopri se e come puoi ancora intervenire sulla tua posizione con una valutazione tecnica riservata. Contatta lo Studio Legale Giordano & Partners.

Il Ponte, Travaglio e la direttiva anti-SLAPP: tre specchi dello stesso vizietto italiano.Travaglio ha ragione: la causa...
11/06/2026

Il Ponte, Travaglio e la direttiva anti-SLAPP: tre specchi dello stesso vizietto italiano.

Travaglio ha ragione: la causa da 250 milioni di Cipriani è una SLAPP. Le cause temerarie usate come clava contro la stampa scomoda sono un problema reale, e la direttiva europea anti-SLAPP esiste proprio per questo.

Ma il 7 maggio scorso l'Italia ha mancato il termine per recepirla, scegliendo la versione più asfittica possibile. E quando erano certi magistrati a querelare giornalisti per articoli veri, la voce del direttore del Fatto era stranamente assente.

Il garantismo si ricorda di sé stesso quando il protagonista siamo noi. I brogliacci di Miele liberamente diffusi, l'art. 114 c.p.p. che vale solo per gli amici, la direttiva europea ignorata: tre sintomi della stessa malattia.

Vale per tutti. O non vale per nessuno.

📰 L'analisi dell'Avv. Stefano Giordano su Il Riformista di oggi.

Studio Legale Giordano & Partners — Lo Scrittoio d'Europa

Indirizzo

Via Nicolò Garzilli, 34
Palermo
90141

Orario di apertura

Lunedì 16:00 - 20:00
Martedì 16:00 - 20:00
Mercoledì 16:00 - 20:00
Giovedì 16:00 - 20:00
Venerdì 16:00 - 20:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Studio Legale Giordano & Partners pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi