26/10/2025
🔹 Port&ShippingTech International Conference – Genoa Shipping Week 2025
📍 Genova | 16 ottobre 2025
🎙️ “L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’evoluzione professionale dei marittimi”.
L’intelligenza artificiale trasformerà in modo profondo il settore marittimo: dalla gestione dei porti alla sicurezza della navigazione, fino alla formazione e alla responsabilità dei professionisti del mare.
Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689 – AI Act e della Legge italiana n. 132 del 23 settembre 2025, anche il comparto marittimo è chiamato a misurarsi con le logiche di rischio elevato previste dal nuovo quadro normativo europeo.
La gestione algoritmica di processi che incidono su vite umane, sicurezza e ambiente richiede oggi non solo innovazione, ma regole chiare, responsabilità definite e una governance etica dei sistemi.
Nel mio intervento alla Port&ShippingTech Conference ho evidenziato che, nel breve periodo, prevarrà un approccio di soft law, fondato su linee guida e codici di condotta.
Ma nel medio-lungo periodo sarà indispensabile una revisione delle grandi convenzioni internazionali — SOLAS, MARPOL e MLC — per integrare capitoli dedicati all’IA.
In questa prospettiva, ho sostenuto la necessità di istituire un Forum internazionale permanente sull’intelligenza artificiale marittima, coordinato dall’IMO, per assicurare uno sviluppo armonico, sicuro e giuridicamente sostenibile del settore.
Il marittimo del futuro dovrà coniugare competenze tradizionali e nuove abilità digitali: cyber-sicurezza, gestione remota dei sistemi, analisi dei dati e interazione uomo-macchina.
Occorre un aggiornamento della Convenzione STCW, affinché tali competenze diventino parte integrante dei percorsi di certificazione obbligatori.
In questo quadro, va riconosciuto il diritto alla formazione continua come vero e proprio diritto soggettivo del lavoratore, da tutelare anche attraverso la contrattazione collettiva, in coerenza con l’art. 2103 c.c.
Sul piano giuridico, la questione centrale è quella della responsabilità.
I modelli classici del diritto marittimo, incentrati sulla colpa del comandante, risultano ormai superati.
Si potrebbe strada l’ipotesi di un regime di responsabilità oggettiva per rischio tecnologico, ispirato all’art. 2050 c.c., che allochi il rischio su chi trae beneficio economico dall’impiego dell’IA — armatori o fornitori tecnologici — indipendentemente da una colpa diretta.
Un’evoluzione che impone un adeguamento parallelo del settore assicurativo, con i P&I Club chiamati a sviluppare polizze specifiche per i rischi derivanti dai sistemi autonomi e intelligenti.
Il diritto, in questa fase di transizione, non deve limitarsi a inseguire la tecnologia: deve guidarla, custodendo il principio che ogni progresso, anche digitale, resta pienamente umano.