Studio Legale Avvocato Irene Graziosi

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Contenzioso in materia civile e del lavoro; diritto amministrativo;
consulenza e contrattualistica in materia civile e commerciale;
contenzioso in materia civile: famiglia (separazioni; divorzi);
ricorso per il riconoscimento del figlio nato fuori

10/02/2026

Sulla responsabilità in materia di sicurezza.

Con sentenza n. 34162 del 17 ottobre 2025, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che in materia di sicurezza sul lavoro sussiste la responsabilità dell’amministratore della società a cui formalmente fanno capo il rapporto di lavoro con il dipendente e la posizione di garanzia nei confronti dello stesso: essa non viene meno per il fatto che tale ruolo sia apparente, risultando la corresponsabilità del datore di lavoro e di colui che, pur privo di tale investitura, ne eserciti in concreto i propri poteri giuridici.
Fonte: Dottrina per il lavoro.
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06/02/2026

Sull'azione di risarcimento per danno pensionistico:c’è litisconsorzio con l’INPS?

Con l’ordinanza n. 2286 del 04.02.2026, la Cassazione afferma che, in ipotesi di omissione contributiva, laddove il lavoratore decida di incardinare una azione risarcitoria ex art. 2116 c.c., l’unico legittimato passivo è il datore in qualità di soggetto danneggiante.

Il collaboratore di uno studio legale, deducendo di aver svolto in concreto la propria attività quale lavoratore subordinato alle dipendenze dei vari avvocati succedutisi nel tempo, ricorre giudizialmente nei loro confronti al fine di richiedere il pagamento di differenze retributive e di un risarcimento del danno per omissione contributiva.
La Corte d’Appello accoglie solo la prima parte della predetta domanda, ritenendo applicabile l’art. 2112 c.c. anche al trasferimento di uno studio professionale.

La Cassazione - ribaltando sul punto la statuizione della Corte d’Appello - afferma che l’omissione della contribuzione produce un pregiudizio patrimoniale a carico del lavoratore, consistente nella perdita, totale o parziale, della prestazione previdenziale pensionistica (che si verifica al momento in cui il medesimo raggiunge l'età pensionabile).

Secondo i Giudici di legittimità, in presenza di tali circostanze, il lavoratore ha diritto di tutelarsi esperendo, contro il proprio datore autore dell’omissione, una azione di risarcimento del danno ai sensi dell’art. 2116 c.c.

Per la sentenza, in questo caso, non sussiste neppure il litisconsorzio necessario con l’INPS, condizione essenziale, invece, in ipotesi di domanda volta ad ottenere il riconoscimento della rendita vitalizia.

Su tali presupposti, la Suprema Corte accoglie il ricorso del lavoratore, riconoscendo il diritto dello stesso ad ottenere il ristoro per l’omessa contribuzione previdenziale.
Fonte: Lavorosi

22/12/2025

Quali criteri si applicano per individuare la legge applicabile al contratto in caso di lavoro svolto in più Stati?

Con la sentenza emessa, l’11.12.2025, nella causa C‑485/24, la Corte di Giustizia UE afferma il seguente principio di diritto: “… qualora il lavoratore, dopo aver svolto il suo lavoro per un certo periodo in un determinato luogo, si trovi a dover svolgere le sue attività in un luogo diverso, destinato a divenire il nuovo luogo di lavoro abituale di tale lavoratore, occorre tener conto di quest’ultimo luogo, nell’ambito dell’esame dell’insieme delle circostanze, al fine di determinare la legge che sarebbe applicabile in mancanza di scelta delle parti”.

Il dipendente, conducente francese assunto da una società di trasporti con sede in Lussemburgo, impugna giudizialmente il licenziamento irrogatogli, deducendo – per quel che qui interessa – che nonostante il contratto prevedesse espressamente l’applicazione della legge lussemburghese, l’attività lavorativa si era progressivamente concentrata in Francia, fino a determinare l’obbligo di iscrizione alla previdenza sociale francese.
La Corte di Cassazione francese, investita della questione, mediante un rinvio pregiudiziale, chiede alla CGUE quale sia il criterio da seguire nell’individuazione della legge applicabile in assenza di scelta delle parti, qualora il lavoratore, nel corso del rapporto, trasferisca progressivamente il centro effettivo della propria attività in uno Stato membro diverso da quello di assunzione.

La Corte di Giustizia rileva, preliminarmente, che la Convenzione di Roma non precisa il periodo del rapporto di lavoro da prendere in considerazione per stabilire il Paese in cui il dipendente compie abitualmente il suo lavoro e, quindi, per comprendere la legge da applicare.

Secondo i Giudici, ne consegue che l’indagine sul luogo abituale di lavoro deve prendere in considerazione tutte le circostanze del caso concreto e, soprattutto, tenere conto di quale località, nell’evoluzione del rapporto, sia divenuta il centro stabile delle attività del lavoratore.

Per la sentenza, nel compiere quest’accertamento, il Giudice nazionale deve tenere in considerazione di alcuni elementi quali il luogo in cui il lavoratore versa le imposte e quello in cui beneficia del sistema di previdenza sociale.

In conclusione, per la CGUE è necessario considerare il luogo in cui il lavoratore ha svolto in via prevalente la sua attività, solo così si può arrivare ad individuare lo Stato con il quale contratto di lavoro ha il collegamento più stretto, garantendo una migliore protezione al lavoratore.
Fonte: Lavorosi

12/11/2025

Venerdì 14 e Sabato 15 Novembre 2025, torna, all’Aurum di Pescara, la 12ª edizione di InnovAzioni, il Festival Nazionale dell’Innovazione.
Il tema scelto per questa edizione è “Artificial Intelligence for Industry - Casi studio e modelli per accelerare la crescita”.
L'Avvocatessa Irene Graziosi in tema di intelligenza artificiale risponde a questa domanda:
"Può l'AI provare emozioni e creare una strada stragiudiziale o giudiziale apposita per risolvere problema del cliente?"
NO! Per questo serve l'esperienza e la professionalità dell'Avvocato.

01/03/2025

Secondo la Suprema Corte di Cassazione, l'art. 51 c. 8 bis del T.U.I.R., disciplina la tassazione dei redditi da lavoro dipendente prestato all'estero; sostituendo la retribuzione effettivamente percepita con quella "convenzionale".

25/10/2023

COSA FARE IN CASO DI “CONTENZIOSO SUPERBONUS”?
COSA FARE, PREVENTIVAMENTE, PER TUTELARSI DAVANTI ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE?
SUPERBONUS, AGENZIA DELLE ENTRATE E CONTENZIOSI. RILEVANZE PENALI?
Spesso e volentieri, le liti fra le parti in materia di “Superbonus 110%” sono state scatenate da:
- continuo mutamento della normativa di riferimento (ad oggi, rispetto alla versione originaria del D. L. n. 34/2020, si contano addirittura una ventina circa di modifiche);
- aumento dei prezzi dei materiali impiegati nei cantieri dagli appaltatori;
- maggiore difficoltà di procedere alla cessione del credito nei confronti delle banche ed aumento dei relativi costi di attualizzazione.
Leggi l'articolo per avere le risposte e approfondire il tema.
https://www.studiotorcello.it/superbonus-110-principali-rischi-contenzioso-e-soluzioni/

29/06/2023
05/05/2023

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