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consulenza e contrattualistica in materia civile e commerciale;
contenzioso in materia civile: famiglia (separazioni; divorzi);
ricorso per il riconoscimento del figlio nato fuori

23/10/2026

Pensionato non comunica i redditi del coniuge? L’INPS ha diritto a ripetere l’indebito previdenziale

L’acquisizione delle situazioni reddituali da parte dell’INPS è compiuta tramite le comunicazioni telematiche che l’Amministrazione finanziaria trasmette al predetto Ente previdenziale. Quando la dichiarazione fiscale resa dal pensionato è, tuttavia insufficiente, da essa non risultando gli elementi necessari al fine di valutare il diritto alla percezione della misura (es. i redditi del coniuge), ecco che scatta l’obbligo legale del titolare del trattamento di effettuare la comunicazione. Obbligo che rinviene, peraltro, la sua fonte anche nel necessario rispetto dei doveri di collaborazione attiva del cittadino verso l’ente previdenziale. È quanto si legge nell’ ordinanza 2 ottobre 2026, n. 26233 Cassazione civile.
Fonte:Altalex

21/10/2026

Cassazione: intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori

Con sentenza n. 32633 del 2 settembre 2026, la quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che ai fini della individuazione del reato di caporalato è sufficiente che il datore di lavoro o l’utilizzatore impieghi manodopera in condizioni di sfruttamento approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori non essendo necessario il ricorso alla violenza o alla minaccia che costituiscono elementi aggravanti e non elementi costitutivi del reato.

La sproporzione della retribuzione non può essere valutata unicamente con riferimento ai parametri stabiliti dalla contrattazione collettiva, dovendosi avere riguardo sia alle mansioni svolte, che alle condizioni di lavoro, che all’orario di lavoro, alle pause, ai riposi ed alle ferie, più in generale, alla effettiva corrispondenza tra salario percepito e prestazione resa dal lavoratore che versi in uno stato di bisogno.
Fonte:Dottrina per il lavoro
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20/10/2026

La maggiore rappresentatività comparata è requisito per l’azione ex art. 28 St. lav.?

La Cassazione civile sentenza 10 settembre 2026, n. 25184, affronta nuovamente il tema della legittimazione delle organizzazioni sindacali ad agire ai sensi dell’
art. 28 St. lav., interrogandosi, in particolare, sulla rilevanza della maggiore rappresentatività comparata ai fini dell’esercizio delle prerogative sindacali. La pronuncia ripropone così, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 156/2025, il problema del coordinamento tra gli artt. 19 e 28
St. lav. e, soprattutto, della possibilità di assumere la maggiore rappresentatività comparata quale criterio comune per individuare le organizzazioni sindacali legittimate a esercitare le prerogative e gli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.
Fonte: Altalex
' .28statutolavoratori

19/10/2026

Il lavoratore può recuperare dal Fondo di Garanzia INPS le quote di TFR non versate al Fondo di Tesoreria

La Cassazione civile, sez. un., con la sentenza n. 26356 del 7 ottobre 2026, risolvendo un contrasto giurisprudenziale, hanno chiarito che il TFR mantiene la propria natura retributiva anche quando deve essere versato al Fondo di Tesoreria INPS e, pertanto, il lavoratore può chiedere l’ammissione al passivo del datore di lavoro insolvente anche per le quote maturate a decorrere dal 1° gennaio 2007 e non versate al Fondo.
Fonte:Altalex

16/10/2026

Geometri: la contribuzione minima è dovuta anche in assenza di redditi

L’obbligo di versare la contribuzione minima prescinde dalla produzione effettiva di un reddito professionale e la stessa deve essere pagata persino nelle ipotesi di dichiarazioni fiscali negative; il pagamento della contribuzione minima presuppone pur sempre che l’iscritto all’Albo abbia esercitato la libera professione, anche se poi, per evenienze legate al concreto esercizio di questa, abbia ricavato un reddito professionale modesto o addirittura nessun reddito. La conferma arriva dalla
Cassazione civile, sez. lav., ordinanza 13 ottobre 2026, n. 26739.
Fonte:Altalex

15/10/2026

La marcatura CE di un mezzo aziendale basta per escludere la responsabilità del datore?
Risponde del reato chi viola le regole dettate per prevenire ed evitare l’evento, anche se il mezzo è astrattamente idoneo (Cassazione penale, sentenza n. 30045/2026)

Il datore di lavoro è penalmente responsabile dell’infortunio lavorativo nel caso in cui abbia consentito l’utilizzo di una macchina, sebbene conforme alla normativa CE, con modalità tali da esporre il lavoratore ai rischi che si sono concretizzati.
Fonte:Altalex

14/10/2026

Licenziato il lavoratore che viola la policy aziendale per raggiungere i target

La Cassazione civile, ordinanza 11 settembre 2026, n. 25231, ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa del responsabile di un punto vendita che, in violazione sistematica e reiterata delle procedure aziendali, ometteva di smaltire merce scaduta inserendola nell'inventario di fine anno, al fine di favorire il raggiungimento degli obiettivi di budget e l'erogazione di premi. La pronuncia ribadisce che la condotta intenzionale del lavoratore, che compromette il legame fiduciario con il datore di lavoro, integra giusta causa anche in presenza di un lungo rapporto lavorativo, e che il giudizio presuntivo del giudice di merito è insindacabile in sede di legittimità salvo vizi logici radicali.
Fonte:Altalex

13/10/2026

Contratti a termine reiterati: la stabilizzazione non preclude il risarcimento del danno

L’ art. 36, comma 5, del
d.lgs. n. 165 del 2001, siccome modificato dall’ art. 12 del d.l. n. 131 del 2024, conv. con modif. dalla legge n. 166 del 2024, si applica, quale ius superveniens, alle controversie pendenti ed anche nel giudizio di rinvio, ancorché la relativa disciplina sia destinata ad incidere sul principio di dirittopronunciato nella decisione rescindente, salvo il giudicato interno; a seguito della modifica dell’
art. 36, comma 5, del
d.lgs. n. 165 del 2001, disposta con l’
art. 12 del
d.l. n. 131 del 2024, conv. con modif. dalla
legge n. 166 del 2024, nella specifica ipotesi di danno conseguente all’abuso nell’utilizzo di una successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, l’eventuale misura della conversione del rapporto a tempo indeterminato si affianca ma non sostituisce la misura risarcitoria, da liquidare in base alle previsioni contenute nella nuova disposizione, tenuto conto, ove del caso, dell’eventuale sopravvenuta stabilizzazione, se direttamente ricollegata all’abuso. Questo è il decisum della
sentenza n. 26493/2026 della Cassazione civile.
Fonte:Altalex

12/10/2026

Spetta al datore provare il diritto allo sgravio in caso di trasferta dei dipendenti

Il datore di lavoro, che pretenda di avere accesso ai benefici contributivi previsti in caso di trasferta dei dipendenti o di rimborso per spese viaggio, è tenuto a dimostrare la causa di esonero dall'assoggettamento a contribuzione, provando sia le trasferte, che l'erogazione delle indennità e l'ammontare di rimborsi ed indennità per ciascun giorno. Questo è quanto stabilito dalla
Cassazione civile, ordinanza n. 26362/2026.
Fonte:Altalex

09/10/2026

Dialogo con i sindacati: l’obbligo deriva dalla legge e non dal CCNL

La Cassazione riconosce un nucleo essenziale ed inderogabile di regole per garantire l’informazione e la consultazione sindacale, anche quando l’impresa non applichi alcun contratto collettivo. Il rifiuto assoluto di ogni interlocuzione con il sindacato può integrare condotta antisindacale. A chiarirlo è la
Cassazione civile, sez. lav., sentenza 10 settembre 2026, n. 25178.
Fonte:Altalex

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