13/08/2025
In ambito cantieristico, una pronuncia della Corte di Cassazione ha introdotto un importante chiarimento sull’applicazione del D.Lgs. 231/2001 alle imprese committenti.
Secondo la sentenza, se un infortunio sul lavoro è riconducibile all’omessa verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici, e se l’ente non si è dotato di un modello organizzativo efficace, può configurarsi una responsabilità amministrativa diretta ai sensi del decreto 231.
Questo significa che il ruolo del committente non si esaurisce con l’affidamento dei lavori. È necessario dimostrare un controllo attivo e costante sul rispetto delle condizioni di sicurezza operative nei cantieri.
La mancata adozione di misure preventive e di gestione dei rischi – come i Modelli di Organizzazione e Gestione (MOG) – non solo espone a conseguenze penali, ma mina la credibilità e l’integrità dell’intera struttura aziendale.
Il D.Lgs. 231/2001 impone un'attenta valutazione degli assetti organizzativi e delle procedure di controllo interno. Nell’ambito di lavori esternalizzati, la responsabilità amministrativa può emergere se il committente omette verifiche sostanziali sulla qualificazione tecnica del fornitore.
Questa sentenza rafforza il principio di proporzionalità tra doveri di vigilanza e circostanze concrete del caso.
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