31/10/2022
Vista la tragedia di Seul, e considerando anche il precedente di Torino (piazza San Carlo) riteniamo non più rinviabile una discussione seria sulla "soglia di accesso" a Venezia, intesa non come pretesto per far pagare un balzello che nulla risolverebbe (dato che per entrare basterebbe pagare), ma come tetto di presenze giornaliere a tutela dei residenti e dei lavoratori, dei turisti e degli escursionisti che affollano Venezia. Alla luce dei numeri di questo ponte del primo novembre, non possiamo più accontentarci di dire semplicemente "no" al contributo di accesso (che è la non-soluzione proposta dalla Giunta). Per ragioni di ordine pubblico e salvaguardia dell'incolumità delle persone, riteniamo possibile introdurre restrizioni alla libera circolazione non già monetizzandole - come propone la Giunta - ma definendo una soglia di carico, annunciandola con largo anticipo, implementandola con un sistema di prenotazione per i non pernottanti nei fine settimana come questo (per individuarli non serve una sfera di cristallo: basta consultare un calendario). Nel bilanciamento degli interessi, quando ad essere in gioco è l'incolumità delle persone diventano lecite anche le misure restrittive che non lo sarebbero - alla luce della Costituzione e dei Trattati europei - se l'obiettivo principale fosse quello di "fare cassa" . Della soglia di carico si parla da 20 anni, sono certo che gli operatori turistici e i turisti per primi capiranno come uno spazio finito non possa accogliere f***e infinite, con i rischi che ne conseguono". Marco Gasparinetti, consigliere comunale