SBG - Studio Legale Bergo Gregianin

SBG - Studio Legale Bergo Gregianin Studio Legale Multidisciplinare MATERIE DI COMPETENZA: DIRITTO CIVILE, COMMERCIALE, PENALE, TRIBUTARIO E PENALE-TRIBUTARIO

Ultimi giorni per prenotare la partecipazione all'evento formativo organizzato anche con la partecipazione della Camera ...
10/04/2026

Ultimi giorni per prenotare la partecipazione all'evento formativo organizzato anche con la partecipazione della Camera tributaria della provincia di Padova. Evento accreditato per la formazione continua di avvocati e commercialisti.

05/04/2026
18/03/2026
12/02/2026

Ogni anno in Italia oltre mille persone vengono private ingiustamente della libertà personale pur essendo innocenti. Secondo i dati dell’Osservatorio sull’errore giudiziario, negli ultimi 8 anni si registrano oltre 8.000 casi di ingiusta detenzione, con una media di più di 1.000 persone all’anno che hanno trascorso giorni, mesi o anni in carcere da innocenti.

A questi numeri si affianca un altro dato che alimenta il dibattito pubblico: nello stesso arco temporale solo 9 magistrati sono stati sanzionati disciplinarmente per vicende collegate a questi casi. Parallelamente, lo Stato ha dovuto sostenere costi rilevanti per i risarcimenti: negli ultimi decenni la spesa complessiva per ingiuste detenzioni e errori giudiziari ha superato centinaia di milioni di euro, con decine di milioni liquidati ogni anno ai cittadini coinvolti.

Sono numeri che aprono una riflessione profonda sull’efficacia dei meccanismi di controllo e sulla necessità di rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia. Il tema non riguarda solo la responsabilità individuale, ma la capacità del sistema di garantire equilibrio, trasparenza e tutele effettive per chi subisce le conseguenze più gravi prima di una sentenza definitiva.

Il confronto sulla riforma della giustizia nasce anche da qui: dalla necessità di un sistema più chiaro, più equilibrato e capace di rafforzare le garanzie per ogni cittadino.

La Suprema Corte di Cassazione dirime la vexata quaestio sulla deducibilità dall'imponibile IRAP dei premi Inail da part...
11/02/2026

La Suprema Corte di Cassazione dirime la vexata quaestio sulla deducibilità dall'imponibile IRAP dei premi Inail da parte delle amministrazioni pubbliche che determinano l'imponibile con il metodo retributivo. Con soddisfazione lo Studio Legale Bergo-Gregianin ha contributo alla formazione di questo nuovo principio di diritto.

21/11/2025

Ecc.ma Corte di in Giustizia Tributaria sommaria a favore del fisco

Leggete cosa dice Ermes Antonucci su Il Foglio

Toghe onorarie bocciate al concorso. La figuraccia della giustizia tributaria

Giudici bocciati per fare i giudici. Ma che continuano a fare i giudici. E’ il paradosso della giustizia tributaria. Da maggio 2024 si sta svolgendo il primo concorso per l’assunzione di 146 giudici tributari professionali. Il Foglio ha appreso che 23 attuali giudici onorari hanno partecipato al concorso: sono stati bocciati in 20, di cui 17 nella scrittura della sentenza. Un’ecatombe. Il paradosso? Nonostante la bocciatura continueranno a fare i giudici tributari onorari, cioè ad amministrare una giustizia che ogni anno gestisce 30-40 miliardi di euro di contenziosi.

Nonostante l’elevato valore delle cause e la complessità della materia, oggi la giustizia tributaria viene gestita da magistrati onorari, cioè da giudici che nella loro vita svolgono principalmente un’altra professione (sono giudici ordinari, amministrativi, se non addirittura militari, avvocati, pensionati, commercialisti, professionisti). Questi vengono pagati con un fisso di 500 euro al mese e una cifra a cottimo, in base al numero di sentenze prodotte. L’assetto è destinato finalmente a cambiare alla luce della riforma approvata nel 2022, che ha previsto la graduale creazione di un corpo di 576 magistrati tributari professionali, che saranno occupati a tempo pieno nelle sedi che saranno a loro assegnate, e quindi l’eliminazione della figura del giudice onorario. Al momento risultano in servizio circa duemila giudici tributari onorari, mentre sono 22 i giudici professionali, transitati dalla magistratura ordinaria.

Nel maggio 2024 è stato bandito il primo concorso. Da allora si sono svolte la prova selettiva e quella scritta. Risultano ammessi alla prova orale 182 candidati. A colpire è il dato riguardante i giudici onorari: su 23 partecipanti, 20 sono stati bocciati. Nonostante la figuraccia, i “candidati” potranno continuare a svolgere la funzione di giudice tributario onorario, contribuendo a ridurre la già scarsa credibilità che la giustizia tributaria gode tra i cittadini.

I numeri confermano la qualità discutibile del servizio reso dai giudici tributari onorari. Secondo le ultime statistiche disponibili, la Cassazione annulla ben il 45,6 per cento delle decisioni prese dalle corti tributarie regionali. Un numero impietoso messo in risalto nel gennaio 2021 dall’allora primo presidente della Suprema corte, Pietro Curzio, che per questa ragione auspicò l’istituzione di un giudice tributario “a tempo pieno e in via esclusiva” per migliorare la qualità delle sentenze.

La creazione di un corpo di giudici tributari professionali è finalmente stata stabilita nel 2022, ma per portare a compimento la riforma occorreranno ancora diversi anni. Nel frattempo la giustizia tributaria continuerà a essere gestita da giudici onorari dalle competenze opinabili. Come se non bastasse, tra gli emendamenti proposti alla manovra ora in discussione in Parlamento spunta anche l’ennesima proroga dell’età pensionabile dei giudici tributari onorari, che potranno restare in servizio fino al compimento dei 72 anni (contro i 70 fissati per i magistrati ordinari).

Le contraddizioni della giustizia tributaria non finiscono qui. Alla luce delle profonde disparità dei carichi di lavoro tra le varie corti tributarie, il ministero dell’Economia e delle Finanze (dalle quali dipendono le corti) aveva ipotizzato una drastica revisione della geografia giudiziaria, con la chiusura delle corti che gestiscono un numero ridotto di cause. Questa intenzione si è scontrata con la resistenza del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (il Csm dei magistrati tributari), che lo scorso ottobre ha approvato una delibera in cui propone di “attuare la riforma della geografia giudiziaria in modo graduale”.

Insomma, per riformare veramente la giustizia tributaria c’è ancora tanta strada da fare.

Anche il Tribunale di Padova ha riconosciuto l'abrogazione dell'art. 7, comma 1 d.l. 4/2019 da parte della legge 197/202...
22/09/2025

Anche il Tribunale di Padova ha riconosciuto l'abrogazione dell'art. 7, comma 1 d.l. 4/2019 da parte della legge 197/2022 (riforma sul reddito di cittadinanza).

07/08/2025

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