Avvocato Simone Pietro Prevete

Avvocato Simone Pietro Prevete Esperto in diritto penale e diritto amministrativo. Difesa legale, ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, appalti pubblici, edilizia e autorizzazioni.

Serietà, trasparenza e competenza al servizio di cittadini, imprese e PA.

ATTENZIONE: non tutto ciò che “serve” è pertinenza ediliziaNegli ultimi anni capita sempre più spesso di sentir dire: “È...
20/03/2026

ATTENZIONE: non tutto ciò che “serve” è pertinenza edilizia

Negli ultimi anni capita sempre più spesso di sentir dire: “È una pertinenza, quindi non serve il permesso…”! Non è così.

La recente sentenza del Consiglio di Stato n. 1478/2026 chiarisce un punto fondamentale: una pertinenza esiste solo se l’opera è davvero accessoria, piccola e priva di autonomia.

Quando NON è pertinenza?

Un’opera NON è pertinenza quando:
• ha una sua funzione autonoma
• è di dimensioni rilevanti
• modifica il territorio o incide sul carico urbanistico

In questi casi diventa NUOVA COSTRUZIONE e serve il permesso di costruire

🏊‍♂️ Esempio concreto: la piscina?!

Molti pensano che sia una pertinenza… In realtà, secondo i giudici:
• la piscina è una nuova costruzione
• trasforma stabilmente il territorio
• richiede permesso di costruire
• e, in zone vincolate, anche autorizzazione paesaggistica

Consiglio pratico: prima di realizzare qualsiasi opera, è fondamentale verificare correttamente la sua natura urbanistica.

Nel diritto edilizio i dettagli fanno la differenza tra intervento legittimo e abuso.

Se hai dubbi su un intervento o vuoi evitare rischi, scrivimi in privato.

Non basta dire “non serve la perizia”. Serve dimostrarlo.La Cassazione (sent. n. 9095/2026) ha ribadito un principio fon...
17/03/2026

Non basta dire “non serve la perizia”. Serve dimostrarlo.

La Cassazione (sent. n. 9095/2026) ha ribadito un principio fondamentale nel diritto penale: Se ci sono disturbi psichiatrici documentati, il giudice NON può ignorarli.

Non può limitarsi a negare una perizia con poche righe. Non può “andare a sensazione”. Deve spiegare. Deve motivare. Deve confrontarsi con la scienza.

Perché è così importante?

Perché nel processo penale vale una regola chiara: Si può punire solo chi è davvero imputabile. E l’imputabilità: non si presume, non si improvvisa e si accerta con strumenti tecnici!

In questo caso: c’erano relazioni mediche, c’erano terapie in corso, c’erano dubbi concreti sulla capacità dell’imputato!
Eppure la perizia era stata negata.

Risultato?
La Cassazione ha annullato la sentenza.

Un messaggio forte anche nei casi di stalking

✔️ Massima tutela per le vittime
✔️ Ma anche massimo rispetto delle garanzie

Perché un processo giusto tutela tutti.

E tu cosa ne pensi? È giusto imporre una perizia quando ci sono dubbi sulla salute mentale? Oppure rischia di rallentare la giustizia?

Parliamone nei commenti

23/02/2026

💥 Assegno divorzile: attenzione, potresti dover restituire le somme ricevute.

La Cassazione (ord. n. 1999/2026) ha ribadito un principio molto importante:
👉 la semplice differenza di reddito tra ex coniugi non basta per ottenere l’assegno divorzile.

Secondo l’Art. 5 L. 898/1970, l’assegno divorzile non è automatico e non serve più a garantire il “tenore di vita” del matrimonio.
Ha una funzione:
✔️ assistenziale
✔️ compensativa
✔️ perequativa

Ma deve essere provato che la situazione economica peggiorativa sia conseguenza delle scelte fatte durante il matrimonio (rinunce lavorative, sacrifici per la famiglia, supporto alla carriera dell’altro coniuge).

Se questo nesso non viene dimostrato, l’assegno non spetta.



⚖️ E le somme già percepite?

La Corte ha chiarito che, se si accerta che il diritto all’assegno non esisteva fin dall’inizio, le somme possono essere richieste indietro (principio della condictio indebiti richiamato dalle Sezioni Unite 32914/2022).

Tradotto: non solo si perde l’assegno, ma si può essere condannati alla restituzione.



📌 Cosa significa in concreto?
• Se chiedi l’assegno, devi impostare bene la prova fin dall’inizio.
• Se lo stai pagando, potrebbe esserci spazio per una revisione o per una richiesta restitutoria.

Ogni separazione e ogni divorzio hanno effetti economici che possono durare anni.
Una valutazione superficiale può costare molto.

Se hai dubbi sulla tua posizione, scrivimi in privato. Un confronto tempestivo può fare la differenza.

La Polizia può entrare nel tuo PC senza l’autorizzazione del giudice?La risposta non è un semplice sì o no.La Cassazione...
29/01/2026

La Polizia può entrare nel tuo PC senza l’autorizzazione del giudice?
La risposta non è un semplice sì o no.

La Cassazione (sent. 20 gennaio 2026, n. 2218) ha chiarito un principio che riguarda tutti noi, cittadini e imprese: “ l’accesso ai dati di un computer può avvenire anche senza autorizzazione preventiva del giudice,
ma solo in casi di reale urgenza, previsti dall’art. 354 c.p.p.,
e con un controllo giudiziario rapido e successivo”.

Attenzione però, non si tratta di un “via libera” alle perquisizioni digitali indiscriminate.

L’accesso deve essere: necessario e urgente, mirato (niente esplorazioni a tappeto), proporzionato, tracciabile, con una corretta catena di custodia digitale

Altro punto cruciale: la mancanza di autorizzazione non rende automaticamente inutilizzabili i dati acquisiti.
Al più, si parla di una nullità, che può essere sanata dal giudice in sede di riesame.

In pratica, oggi più che mai, la tutela dei diritti passa dalla qualità del controllo giudiziario e la difesa si gioca su urgenza reale, limiti dell’accesso e modalità tecniche di acquisizione.

Domanda per voi:
secondo voi questo equilibrio tutela davvero la privacy dei cittadini o rischia di allargare troppo i poteri investigativi?

👇 Scrivetelo nei commenti.

CASE MOBILI, ROULOTTE, PREFABBRICATI “LEGGERI”?ATTENZIONE: NON SEMPRE SONO EDILIZIA LIBERA ! “È su ruote”!  “È una strut...
27/01/2026

CASE MOBILI, ROULOTTE, PREFABBRICATI “LEGGERI”?
ATTENZIONE: NON SEMPRE SONO EDILIZIA LIBERA !

“È su ruote”! “È una struttura leggera”! “Non è muratura” !
Oggi Non basta più.

Il Consiglio di Stato (sent. 21 gennaio 2026, n. 463) ha ribadito un principio chiarissimo:
le case mobili e i manufatti prefabbricati stabilmente collocati richiedono il permesso di costruire.

Non conta il materiale.
Conta l’uso e soprattutto la stabilità nel tempo.

Se roulotte, case mobili o prefabbricati vengono utilizzati: come abitazione, come luogo di lavoro o in modo continuativo Allora siamo di fronte a nuova costruzione (art. 3 DPR 380/2001).

ATTENZIONE A UN ERRORE MOLTO COMUNE

Quando sullo stesso terreno ci sono più opere (recinzioni, box, case mobili…): non si valutano singolarmente ma nel loro insieme.

Il danno urbanistico nasce dall’impatto complessivo sul territorio, soprattutto in area vincolata.

DEMOLIZIONE: ALTRO CHIARIMENTO IMPORTANTE

L’ordine di demolizione resta valido anche se l’area da acquisire non è indicata con precisione. I dettagli possono essere definiti nei successivi atti dell’amministrazione.

📩 Scrivimi o lascia un commento: in materia edilizia, un errore di valutazione può costare molto caro.

Titolo edilizio annullato?Il progettista non può impugnare.Con una decisione molto chiara, il TAR Lombardia – Sez. IV (s...
22/01/2026

Titolo edilizio annullato?
Il progettista non può impugnare.

Con una decisione molto chiara, il TAR Lombardia – Sez. IV (sentenza 10 gennaio 2026, n. 124) ribadisce un principio fondamentale del diritto amministrativo edilizio:

“il progettista dell’opera non è legittimato a impugnare l’annullamento del titolo edilizio”.

Perché?
Perché il titolo edilizio:
• incide solo sulla sfera giuridica del proprietario/committente;
• non attribuisce alcuna posizione giuridica autonoma al tecnico che ha redatto il progetto.

Il TAR chiarisce che:
• il progettista non è titolare di un interesse legittimo;
• non ha un interesse concreto e attuale a ricorrere;
• nemmeno un possibile danno all’immagine professionale è sufficiente: si tratta di un mero interesse di fatto, non tutelabile in giudizio.

Si tratta di un orientamento costante e consolidato, già affermato dal Consiglio di Stato e da numerosi TAR, da ultimo anche dal TAR Lazio.

Risvolti pratici:
• I tecnici non possono agire autonomamente contro dinieghi o annullamenti edilizi.
• L’eventuale tutela del progettista è solo sul piano contrattuale o civilistico, non amministrativo.
• Solo il proprietario è legittimato a impugnare il provvedimento.

Una pronuncia importante che riafferma un principio di fondo: nel processo amministrativo non conta il coinvolgimento professionale, ma la titolarità effettiva della posizione giuridica lesa.

Un tema centrale per professionisti, proprietari e amministrazioni comunali.

Guida in stato di ebbrezza: il prelievo di sangue è valido anche senza consenso informatoImportante novità dalla Cassazi...
20/01/2026

Guida in stato di ebbrezza: il prelievo di sangue è valido anche senza consenso informato

Importante novità dalla Cassazione penale (sentenza n. 319/2026):
se la polizia giudiziaria chiede un prelievo ematico per verificare il tasso alcolemico di un conducente, l’esame è pienamente utilizzabile come prova anche se non c’è stato un “consenso informato”.

Cosa significa in concreto?

La legge (art. 186 Codice della Strada) non richiede che il conducente firmi un consenso preventivo.
Prevede solo una cosa: la possibilità di rifiutare l’accertamento.
Ma attenzione: il rifiuto è un reato e comporta sanzioni pesanti.

La Cassazione ha chiarito un punto fondamentale: il consenso informato è una regola della medicina e della cura e non è una condizione necessaria quando l’accertamento serve a tutelare la sicurezza stradale.

In altre parole: chi viene fermato dopo un incidente o in condizioni sospette non può contestare l’esame del sangue dicendo “non mi hanno spiegato tutto”.

La tutela della collettività e della sicurezza sulle strade viene prima.

Dal punto di vista pratico, questa decisione chiude definitivamente una linea difensiva molto usata negli ultimi anni e rafforza gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine.

Un messaggio chiaro: guidare dopo aver bevuto non è solo una scelta personale, ma un rischio per tutti.

Voi cosa ne pensate?
È giusto questo equilibrio tra diritti individuali e sicurezza pubblica?

Se continua a vederlo… allora non è stalking?NO! Non è così.La Cassazione (sent. n. 247/2026) ha ribadito un principio f...
16/01/2026

Se continua a vederlo… allora non è stalking?
NO! Non è così.

La Cassazione (sent. n. 247/2026) ha ribadito un principio fondamentale:
il “fondato timore” della vittima può esistere anche se la relazione prosegue o si rinnova.

Telefonate, incontri o messaggi non escludono lo stalking.
Anzi, spesso la prosecuzione del rapporto è proprio una conseguenza del timore o della pressione psicologica subita.

Cosa conta davvero?

Per dimostrare il reato di atti persecutori (art. 612-bis c.p.) sono decisivi:

✔ cambiamenti delle abitudini di vita
✔ necessità di farsi accompagnare
✔ testimonianze di familiari e amici
✔ referti medici e riscontri oggettivi
✔ condotte minacciose o di controllo reiterate

La paura non si misura da ciò che la vittima “fa”, ma da ciò che subisce.

Un messaggio chiaro:
la complessità delle relazioni affettive non può diventare un alibi per chi perseguita.

Secondo voi, quali prove risultano più efficaci in questi casi? Raccontatemelo nei commenti.

🚗 Incidente stradale e accertamenti alcolemici: cosa dice davvero la CassazioneIn caso di incidente stradale, molte pers...
12/01/2026

🚗 Incidente stradale e accertamenti alcolemici: cosa dice davvero la Cassazione

In caso di incidente stradale, molte persone si chiedono se gli accertamenti sul tasso alcolemico siano sempre validi e quali siano i propri diritti.

Su questo punto è intervenuta la Corte di Cassazione con una recente decisione (sentenza 10 dicembre 2025, n. 39744), chiarendo un aspetto molto importante:
👉 se il conducente è in stato di incoscienza, gli accertamenti alcolemici possono essere effettuati anche senza la possibilità di fornire gli avvisi difensivi, purché la situazione clinica lo renda oggettivamente impossibile.

La Corte ha ribadito che:
• gli accertamenti in ospedale sono legittimi e utilizzabili;
• non è necessario il consenso del conducente;
• ogni caso va comunque valutato con attenzione, analizzando documentazione sanitaria, verbali e modalità degli accertamenti.

📌 Perché questo è importante per chi è coinvolto in un incidente?
Perché una difesa efficace non si basa su automatismi, ma su un’analisi puntuale degli atti, dei tempi e delle condizioni concrete in cui sono stati svolti gli accertamenti.

⚖️ In situazioni complesse come queste, affidarsi subito a un avvocato penalista può fare la differenza:
• per verificare la legittimità degli accertamenti,
• per tutelare i propri diritti sin dalle prime fasi,
• per impostare correttamente la strategia difensiva.

Ogni caso è diverso.
Un confronto tempestivo consente spesso di evitare errori che possono pesare nel corso del procedimento.

📩 Per informazioni o per una valutazione preliminare del caso, è possibile contattarmi in privato.

Sospensione patente: la Cassazione traccia il confine tra pena sostitutiva e sanzione amministrativa. L’impatto sul lavo...
09/01/2026

Sospensione patente: la Cassazione traccia il confine tra pena sostitutiva e sanzione amministrativa. L’impatto sul lavoro è reale, l’autonomia della misura è giuridica.

🚨 La sospensione della patente non scompare con i lavori di pubblica utilità o il patteggiamento 🚨

La Cassazione Penale (Sez. IV, 19 dicembre 2025, n. 40815) ha ribadito un principio che ogni penalista e ogni imprenditore dovrebbe tenere ben presente:

👉 la sospensione della patente di guida ex artt. 222 e 223 Codice della Strada è una sanzione amministrativa accessoria autonoma rispetto alla pena principale.
👉 Rimane efficace anche quando:
• la pena detentiva/pecuniaria viene sostituita con lavoro di pubblica utilità (art. 186, co. 9-bis C.d.S.),
• il processo si definisce con patteggiamento ex art. 444 c.p.p.,
• il reato si estingue all’esito positivo dei lavori.

La ratio? Sicurezza stradale e prevenzione speciale, non rieducazione.
La patente viene compressa perché il comportamento di guida esprime pericolosità sociale, un giudizio che non si estingue automaticamente con gli esiti premiali o negoziali del rito.

📌 La decisione si colloca nel solco dell’orientamento conforme già espresso da:
• Cass. pen., Sez. 4, n. 48654/2019 (CED 277903),
• Cass. pen., Sez. 4, n. 50060/2017 (CED 271326),
entrambe richiamate come precedenti a supporto della persistenza della misura anche in riti alternativi o percorsi trattamentali favorevoli.

Effetti pratici (e non secondari)
Per l’imputato:
• la sospensione non è assorbita, non è esclusa, non si cancella con il patteggiamento o con i lavori utili;
• può essere ridotta a metà solo dopo l’esito positivo dei lavori, ma non eliminata;
• resta il rischio di ripristino integrale della sospensione in caso di violazioni degli obblighi dei lavori.

Per le imprese e i professionisti che vivono di mobilità (agenti, consulenti, imprenditori, manager):
• un accordo ex art. 444 c.p.p. senza esplicita considerazione delle conseguenze amministrative può creare un carico sanzionatorio reale molto più pesante di quello percepito in sede negoziale;
• il “doppio binario” penale/amministrativo impone al difensore un dovere di previsione strategica: il tema patente va messo sul tavolo del confronto processuale, non dato per scontato;
• senza questa accortezza, il rito alternativo rischia di trasformarsi da strumento di opportunità a insidia per l’autonomia lavorativa del cliente.

Takeaway per i penalisti
La sentenza ci lancia un messaggio:
il patteggiamento non è un’isola felice che sterilizza tutte le conseguenze;
le sanzioni amministrative accessorie hanno vita propria e vanno presidiate in modo espresso;
l’effetto “premiale” dei lavori utili resta penale, ma non si estende per inerzia alla dimensione preventiva della guida.

E tu, nelle tue trattative ex art. 444 c.p.p., inserisci sempre una valutazione esplicita delle sanzioni amministrative accessorie?
Oppure ti affidi ancora alla speranza dell’assorbimento automatico?

Parliamone nei commenti: la difesa efficace oggi non è solo tecnica giuridica, è visione sistemica delle conseguenze sulla vita del cliente.

EDILIZIA: SI FORMA IL SILENZIO-ASSENSO ANCHE SE IL PROGETTO NON È CONFORMESì, hai letto bene.La Pubblica Amministrazione...
02/12/2025

EDILIZIA: SI FORMA IL SILENZIO-ASSENSO ANCHE SE IL PROGETTO NON È CONFORME

Sì, hai letto bene.
La Pubblica Amministrazione non può bloccare un permesso di costruire semplicemente… non rispondendo.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (par. n. 290/2025) chiarisce con forza:

“ Se non ci sono vincoli ambientali o paesaggistici e scadono i termini procedimentali, il titolo edilizio si forma comunque. Anche se il progetto presenta criticità urbanistiche”.

In altre parole: Il potere del Comune di valutare la conformità non scompare…
ma viene relegato solo all’autotutela ex art. 21-nonies L. 241/90 con onere motivazionale molto più rigoroso.

Cosa significa per imprese e professionisti?
• stop a ritardi ingiustificati e lungaggini
• certezza nei tempi di investimento
• tutela immediata contro inerzie e ripensamenti tardivi

Il messaggio è chiaro: la semplificazione non è un favore, è un diritto del cittadino.
E la responsabilità per il Comune che non rispetta i termini è seria.

Se hai un progetto edilizio sospeso o bloccato da mesi possiamo verificare oggi stesso se il tuo titolo si è già formato. E farti ripartire.

Diritto Amministrativo – Edilizia e Urbanistica

Tutelo imprese e professionisti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione

Indirizzo

Viale Fondazione Rockefeller 8
Oristano
09170

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
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