04/06/2026
Quando una coppia si separa, spesso il conflitto si concentra sugli adulti.
Ma al centro della decisione del Tribunale c’è sempre lui: il minore.
Sempre più spesso i figli, soprattutto se adolescenti, vengono ascoltati dal giudice.
Non per far scegliere “con chi stare”, ma per comprendere il loro vissuto, le loro paure e i loro bisogni.
Ma cosa osserva davvero il giudice?
✔️ La spontaneità delle dichiarazioni
Il minore parla liberamente o ripete frasi che sembrano suggerite?
✔️ Il livello di maturità e consapevolezza
Comprende la situazione familiare o esprime un rifiuto legato a dinamiche emotive momentanee?
✔️ La qualità del legame con entrambi i genitori
Ci sono segnali di condizionamento, paura o eccessiva alleanza con uno dei due?
✔️ Il benessere complessivo
Scuola, relazioni sociali, equilibrio emotivo: tutto viene valutato nel quadro generale.
L’ascolto non è un interrogatorio.
È uno spazio protetto, pensato per tutelare il diritto del minore a essere considerato nelle decisioni che lo riguardano.
È importante ricordare che il giudice non chiede al figlio di “scegliere un genitore”.
La responsabilità della decisione resta sempre dell’adulto e dell’autorità giudiziaria, nel rispetto del superiore interesse del minore.
In una separazione, i figli non devono diventare messaggeri, giudici o alleati.
Devono restare figli.
Proteggere il loro equilibrio significa separare il conflitto di coppia dal ruolo genitoriale.
Ed è proprio su questo che il Tribunale concentra la sua attenzione.
📍 Avv. Anna Maria Muroni – Studio Legale
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