02/03/2024
La risposta della Presidente Todde a chi la accusa di avere interessi nelle rinnovabili.
La diffamazione merita una denuncia. Per questo agirò legalmente contro coloro che, da settimane, stanno conducendo una campagna diffamatoria nei miei confronti, diffondendo false informazioni sul mio conto. Detto questo, un opportuno chiarimento per chi, e siete in tantissimi, è ancora libero di pensare con la propria testa.
Non ho alcun interesse personale. Nessuno, né sulle energie rinnovabili, né altrove, né ho padrini occulti o interessi altrui da tutelare. Il mio unico interesse è di mettere insieme le forze necessarie per cambiare in meglio la Sardegna. Capisco che questo possa sembrare strano, visti i personaggi a cui ci ha abituato la politica in Sardegna.
Gli stessi personaggi che - impauriti dalla prospettiva di perdere il potere che loro considerano un diritto esclusivo acquisito e che hanno sempre utilizzato a loro uso e consumo - cercano di seminare odio con l’aiuto di complici compiacenti e probabilmente interessati a loro volta.
La diffamazione è l’arma di chi non ha argomenti, oltre ad essere un reato.
Sul tema dell’energia rinnovabile, giusto qualche rapida considerazione: le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici non possono invadere la Sardegna superando il limite di potenza installata definito in accordo con la Regione.
E quindi perché sta succedendo questo far west che avvantaggia solo gli speculatori?
Durante la mia presenza nei due governi Conte II e Draghi, non c’è stato alcun innalzamento del tetto delle rinnovabili in Sardegna. Nel 2023, l’attuale ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin (governo Meloni) ha deciso di aumentare di 12 volte il tetto della potenza installabile in Sardegna alzandola a 6 GW da realizzarsi entro il 2030.
Al momento sono stati presentati progetti per 58 GW, dieci volte oltre limite - già spropositato - deciso dal ministro di destra.
E cosa ha fatto la Regione Sardegna in tutto questo? Nulla.
Non si è opposta all’innalzamento della quota di rinnovabili e non ha definito la mappa delle aree idonee, che determina dove poter fare gli impianti e dove no. Permettendo, quindi, il tentativo di speculazione.
E chiariamo bene a cosa serve il Thyrrenian Link, il cavidotto elettrico che collega la Sardegna con la Sicilia e il resto dell’isola, che viene agitato come pezza giustificativa da chi mi accusa in malafede.
Serve per poter completare l’anello dei collegamenti elettrici nazionali, rafforzare la sicurezza elettrica sarda e rendere possibile il phase out delle centrali a carbone. Qualunque esperto di energia lo potrà confermare.
Le istanze dei territori in cui arriverà il Thyrrenian Link sono corrette perché la prepotenza di Terna non è ammissibile ed è necessario trovare una soluzione condivisa.
Quindi, cosa proponiamo?
1) una moratoria dei progetti presentati e la presentazione della mappa delle aree idonee
2) una società energetica regionale che possa produrre e gestire l’energia per i sardi e le imprese sarde.
Le conclusioni le lascio a chi legge ma, vi prego, non credete ciecamente a chi non ha altri mezzi oltre la menzogna per cercare di influenzare il vostro voto. Informatevi, piuttosto. Verificate, approfondite.
Quello del 25 febbraio è un appuntamento importante e, al di là delle preferenze personali, è il caso che queste preferenze siano il frutto di una vera consapevolezza e non l’effetto di fake news diffuse ad arte da chi non ha scrupoli né etica, e per questo non ha le caratteristiche per rappresentare i sardi per i prossimi anni.