17/10/2026
C’è una figura che, lentamente, sta scomparendo dai nostri paesi: quella delle donne vestite in fardetta, sa rustica, come si dice a Orune.
Un tempo erano parte della nostra quotidianità.
Le incontravi per strada, mentre andavano a messa o rientravano a casa, con quel passo lento e composto, avvolte nei loro abiti scuri, custodi inconsapevoli di un’eleganza che non aveva bisogno di nulla per essere meravigliosa.
Oggi se ne vedono sempre meno.
E ogni volta che ne incontro una, non posso fare a meno di fermarmi a guardarla con tenerezza, come se, per un istante, il tempo tornasse indietro e mi restituisse qualcosa di immensamente caro.
C’è qualcosa di profondamente romantico nella loro figura.
Nel fruscio di quelle gonne, negli scialli posati sulle spalle, in quella bellezza antica e discreta che sembra appartenere a un mondo in cui tutto scorreva più lentamente.
Non sono soltanto donne che indossano un abito della tradizione.
Sono la memoria viva della nostra terra, i volti della nostra infanzia, il ricordo delle nostre nonne, un pezzo di Sardegna che ancora cammina accanto a noi.
E mentre le guardiamo allontanarsi lungo una strada, con quel loro passo lento e silenzioso, insieme a loro si sta allontanando, piano piano, anche un pezzetto del mondo in cui siamo cresciuti.
Un mondo che abbiamo amato senza sapere, allora, quanto un giorno ci sarebbe mancato ❤️