Lorenzo Palermo - Pagina di Libertà

Lorenzo Palermo -  Pagina di Libertà Sardista, lobbista per la provincia di Nuoro

Ai Nazionalisti, ai Sardisti, ai simpatizzanti, a chi ama la Sardegna.Siamo tutti invtati
04/05/2026

Ai Nazionalisti, ai Sardisti, ai simpatizzanti, a chi ama la Sardegna.
Siamo tutti invtati

Sardisti, amici, partecipate!!!
15/04/2026

Sardisti, amici, partecipate!!!

Amici e persone interessate, Vi aspetto‼️
18/03/2026

Amici e persone interessate, Vi aspetto‼️

09/01/2026

A TE LA COMPRI LA SARDEGNA? Il tentativo dell’Ammiraglio Nelson di far acquistare l’Isola dagli Inglesi.
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Tra il 1799 e il 1803, Nelson scrisse più volte al governo britannico e all’Ammiragliato suggerendo che la Gran Bretagna acquistasse la Sardegna dai Savoia, oppure ne ottenesse il controllo stabile in qualche altra forma.
L’acquisto di un territorio o addirittura di un’intera nazione attraverso operazioni di compravendita non costituiva una novità, ed era considerato compatibile con il diritto internazionale dell’epoca: quasi contemporaneamente i Francesi vendevano la Louisiana agli Stati Uniti; e pochi anni dopo il Regno Unito acquistava dai Paesi Bassi la Guayana (1814).
Horatio Nelson, allora ammiraglio e comandante della flotta britannica nel Mediterraneo, considerava la Sardegna una posizione strategica eccezionale e una base fondamentale per il controllo dei movimenti francesi.
In alcune lettere Nelson sottolineava che l’isola poteva essere ottenuta a costi relativamente bassi, che i Savoia avrebbero probabilmente accettato la cessione (in cambio di protezione e sostegno economico) e che la Sardegna sarebbe stata una base navale sicuramente più utile di Malta, quest’ ultima allora labilmente sotto controllo inglese.
I Savoia avevano perso il Piemonte e si erano rifugiati a Cagliari dopo l’occupazione napoleonica del 1798. Il Regno di Sardegna era debole, finanziariamente in difficoltà e militarmente vulnerabile.
In una lettera del 1799 Nelson dipinge il re sabaudo Carlo Emanuele IV come politicamente irrilevante, rassegnato, privo di alternative e disposto a qualsiasi soluzione pur di non cadere sotto la Francia.
Da qui la famosa frase: “Se il re non può difendere l’isola, qualcun altro dovrà farlo — o la perderemo”
E’ noto che la questione non si concretizzò, a causa degli enormi problemi politici che una stabile e formale presenza britannica nel Mediterraneo avrebbe creato a tutte le potenze europee impegnate (come poi si formalizzerà nel congresso di Vienna) alla restaurazione della situazione pre-napoleonica: in questo quadro nè si poteva eliminare di fatto la dinastia dei Savoia (alleata, e che proprio dal Regno di Sardegna traeva legittimità ed esistenza) nè soprattutto accettare una stabile presenza britannica nel centro del mediterraneo a scapito degli equilibri che principalmente Austria e Russia intendevano preservare.
Le proposte di Nelson furono lasciate cadere dallo stesso Regno Unito, preoccupato degli alti costi politici ed amministrativi che il controllo dell’intera Isola avrebbe comportato; gli inglesi preferirono perfezionare il processo di controllo su Malta, che non comportava problemi nè di alterazioni dinastiche nè di controllo della popolazione locale.
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Ancora una volta, territori e popoli trattati come pedine su una scacchiera.
La Sardegna inglese anzicchè italiana? Mah… Non credo che sarebbe stato peggio rispetto a come stiamo adesso. Malta è indipendente.

14/11/2025

Ho proposto al PSdAz il seguente documento:
"SI" SARDISTA ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE.
Il Partito Sardo si schiera per il SI nella campagna per il Referendum confermativo della legge di riforma costituzionale cosiddetta sulla separazione delle carriere.
Non può essere altrimenti alla luce della collocazione laica ed azionista che da sempre ha caratterizzato le scelte sardiste in materia di diritti civili e di giustizia.
La riforma approvata va nel giusto senso di esaltare la terzietà e l’indipendenza del giudice e di creare meccanismi tesi a liberare l’autogoverno della magistratura dal veleno delle correnti, dando coraggio ai magistrati onesti e non schierati, ed aumentando le garanzie per il cittadino.
Il sistema predisposto dalla Costituzione non viene alterato, ma semmai adeguato alla realtà della riforma dei codici.
Il PSdAZ, in questa sua adesione, resta autonomo rispetto alle logiche governo-opposizione, destra-sinistra che alcuni vorrebbero introdurre all’interno della battaglia referendaria.
Il SI sardista è un SI nel merito della riforma, e costituisce adesione e conferma rispetto all’idea azionista, garantista e liberale che è alla base della sua tradizione e prassi politica.
Il PSdaz non si lascerà trascinare dagli schieramenti che intendono utilizzare il referendum costituzionale come la continuazione della dialettica politica a favore o contro il governo italiano.
Il Partito sardo invita i suoi militanti e l’opinione pubblica a votare SI in maniera autonoma e cosciente, organizzerà sue iniziative e valuterà di volta in volta l’adesione a quelle predisposte da altri comitati.
Cagliari, novembre 2025

https://www.sardegnaeliberta.it/povero-psdaz-palermo-risponde-a-murtas/
25/04/2024

https://www.sardegnaeliberta.it/povero-psdaz-palermo-risponde-a-murtas/

Due i motivi che mi stimolano ad intervenire sulla bella lettera di Gianfranco Murtas. Il primo è la stima (e l’affetto) per la persona e il lavoro dello studioso; il secondo consiste nella mia personale appartenenza a uno di quei “gruppuscoli intruppatisi negli anni ’70 in odio ad un’Itali...

12/03/2024
11/03/2024

CORAGGIO SARDISTI
Coraggio sardiste e sardisti!
So a chi mi rivolgo. Agli amici e alle amiche con e senza tessera, a quelli incazzati o meno con il PsdAz, ai sardisti di granitica sicurezza ed agli scoraggiati… Soprattutto a questi ultimi.
Coraggio Sardisti.
Le cose non vanno male: anzi, vanno malissimo. Però viviamo una contingenza che farà emergere il vero Partito Sardo.
Che infatti riemergerà.
C’è molta confusione sotto il cielo della Sardegna (il più bello del mondo), ma anche nel resto del pianeta; quindi non ci scoraggiamo perché noi nella confusione abbiamo le certezze che ci fanno grandi e che rendono grande ognuno di noi: l’amore per la nostra terra e per la nazione sarda, l’amore per l’idea della sua libertà, la dolorosa coscienza di quanto sia difficile fare passi avanti, l’orgoglio e la passione di chi sa di essere nel giusto.
Quello che gli altri non capiscono è che noi siamo abituati a vivere in un Partito Sardo sempre nelle difficoltà, quando queste derivano dagli attacchi esterni, dalle colpe dei suoi dirigenti, dalle alleanze, dalla pochezza dei singoli, o dalla colpevole inerzia dei suoi militanti; gli altri non comprendono nemmeno che comunque tutto deve essere risolto fra noi, che alla fine solo fra noi troveremo il rimedio per salvare il nucleo essenziale e non comprimibile che ci lega.
Siamo anche realisti: abbiamo purtroppo visto il nostro glorioso partito essere utilizzato come un autobus per salire e scendere, abbiamo incrociato persone eccellenti ed approfittatori, dirigenti popolari ed amati e perfetti inconcludenti; ma abbiamo visto anche grandi uomini che combattevano entusiasmanti battaglie, eredi dei giovanissimi giganti che fondarono l’autonomismo politico sardo e che lo difesero per oltre cento anni.
Ecco perché siamo sempre qui, ecco perché la fiducia e le speranze dei sardi ci danno forza.
Ho ammirazione, rispetto ed affetto per i nazionalisti sardi, singoli o schierati di qualunque altro movimento; e mi dispiace anche per loro che in Sardegna non ci sia, per adesso, un PSdAz forte e credibile, poiché dalla crescita degli uni deriva il rafforzamento di tutti, e perché così il pensiero nazionale sardo, l’idea della nostra libertà, avrebbe migliori occasioni di raffinarsi, modernizzarsi, e creare entusiasmo.
E siccome c’è bisogno di un Psdaz forte e credibile ridico ad amiche e amici, compagne e compagni: Coraggio, abbiamo molto da fare ancora, e possiamo farlo.
Aiutatemi a trovare, nella nostra storia, il simbolo della nostra ripartenza in questa primavera 2024: sono molto indeciso fra i grandi sardisti e le magnifiche sardiste da richiamare qui per ispirarsi: ma oggi a me viene in mente il Titino Melis di subito dopo la guerra, quello che girava i paesi (e le campagne) per spiegare che il Psdaz c’era ancora, dopo la guerra ed il fascismo, che l’idea era viva, che bisognava dare un aiuto economico a su Partidu, perché a noi non arrivavano i dollari ed i rubli dei partiti italiani, perché il nostro patriottismo era la Sardegna, perché nessuno avrebbe pensato ai nostri interessi se non lo facevamo noi.
Raccolse tanto dai poveri, poco dai ricchi: difese fino alla fine il PSdAz, nel corso di una vita di grande valore, onorata e modesta.
Ripercorriamo la stessa strada: vigilerò che sia fatto con le regole, nel rispetto dei militanti e del territorio.
Darò la massima attenzione a che non si commettano scorrettezze.
Coraggio sardist*, abbiamo bisogno di una leadership capace, intelligente ed umile, ed il Partito Sardo la troverà!

Nuoro, 11 marzo 2024

Lorenzo Palermo

Andare a Votare! E' un momento davvero importante.
06/06/2022

Andare a Votare! E' un momento davvero importante.

http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=19103
29/09/2021

http://www.fondazionesardinia.eu/ita/?p=19103

Riceviamo dall’Autore, già segretario nazionale del Partito Sardo, e pubblichiamo il suo intervento dello scorso 18.09.2021. Non è necessario richiamare l’importanza di un confronto approfondito su un tema, quale quello dell’organizzazione politica nazionale dei Sardi, che tocca, in occasion...

Indirizzo

Nuoro
08100

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