16/06/2026
TROPPI ITALIANI ANCORA POVERI PER CURARSI .....
...Senza giri di parole, non ci si cura perché non si può pagare!!!!!
Sono quasi venti milioni di italiani che sono stati costretti, nell’ultimo anno, a pagare di tasca propria per curarsi. Per ottenere prestazioni essenziali prescritte dal medico ma che non hanno ottenuto nella sanità pubblica, per liste di attesa troppo lunghe o bloccate. la prescrizione medica -quando- c’ė si blocca davanti alle attese e alla difficoltà di accedere al servizio sanitario nazionale.
Sono circa 20 milioni gli italiani che nell’ultimo anno, per almeno una prestazione sanitaria, hanno provato a prenotare nel Servizio sanitario nazionale e poi, constatati i lunghi tempi d’attesa, hanno dovuto rivolgersi alla sanità a pagamento, privata o intramoenia. Le liste d’attesa sono un calvario: si va dai 128 giorni per una visita endocrinologica ai 97 giorni per una mammografia e ai 65 giorni per una visita oncologica. Il 35,8% dei cittadini le ha trovate chiuse almeno una volta. E così lievita la spesa privata che sale a 37,3 miliardi di euro: +7,2% dal 2014 (-0,3% quella pubblica).
Le prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza e prescritte dal medico non vengono erogate in tempi adeguati e così in 28 casi su 100 i cittadini, avuta notizia di tempi d’attesa eccessivi o trovate le liste chiuse, hanno scelto di effettuare le prestazioni a pagamento
Ancora una volta: tutti, al di là della propria condizione economica, sono chiamati a mettere mano al portafoglio per accedere ai servizi sanitari necessari”.
Finiscono per passare alla spesa privata tutte quelle prestazioni prescritte dal medico che i cittadini non sono riusciti a prenotare nel pubblico..
Di fronte alla salute gli italiani sono sempre più poveri e diseguali. Sono oltre un milione le famiglie in difficoltà economiche per le spese sanitarie. Mentre l’aspettativa di vita in salute al Sud e tra i redditi bassi è sempre più distante da quella di chi vive al Nord o che se la passa meglio. Effetto di una politica di definanziamento della sanità pubblica Cinque milioni di persone hanno smesso di curarsi. E la rincorsa diventa ancora più affannosa per chi vive nel Sud