15/07/2025
La spiaggia di Chiaia nella tarda età del Ferro
- 🏺 Napoli X secolo a.C. 🏺💙
- 🏺 ipotesi ricostruttiva grafica su base 3D su fonti archeologiche
Questa è un immagine panoramica, cliccate sull'immagine e ruotatela!👇
- Per chi va di fretta
🏺 Ci immergiamo in un'istantanea suggestiva, che ci trasporta indietro nel tempo di circa 3000 anni, ritorniamo alla spiaggia di Chiaia a Napoli, nel X secolo a.C., nel periodo conosciuto come Tarda Età del Ferro.
🏺 Questa immagine che vi presentiamo è un'ipotesi ricostruttiva grafica quanto più fedele possibile, elaborata su una solida base 3D del territorio ricostruito da noi di come poteva essere all'epoca e basata su fonti archeologiche verificate.
È uno sforzo per visualizzare un paesaggio e un'epoca lontanissimi. Per esplorare al meglio questa ricostruzione panoramica, vi invitiamo a cliccare sull'immagine e a ruotarla liberamente, immergendovi nell'ambiente dell'epoca.
🏺 Siamo in un "prima" che rappresenta un momento molto particolare della storia del Mediterraneo e della costa Campana. È un'era che precede significativamente l'arrivo dei colonizzatori greci che fonderanno insediamenti stabili nella regione. Siamo prima che i navigatori ellenici iniziassero ad approdare con regolarità nei pressi dello scoglio di Megaride, l'attuale sito su cui sorge Castel dell'Ovo. Siamo prima che si stabilissero sulla sommità del monte Echia, l'odierno Pizzofalcone. È un tempo che si colloca prima degli stanziamenti greci a Pithekoussai, l'attuale isola d'Ischia, e prima ancora della fondazione della celebre colonia di Kyme, la moderna Cuma.
🏺 In questo preciso frangente storico, le coste campane e partenopee in particolare non sono ancora meta di colonizzazione permanente per le grandi potenze marittime dell'epoca. I naviganti greci, così come quelli fenici ed etruschi, transitano in queste acque principalmente per scopi commerciali o esplorativi. Le loro soste sono brevi e mirate. Si fermano il tempo necessario per operazioni essenziali: rifornirsi di acqua potabile (e Pizzofalcone concedeva molte fonti d'acqua potabile direttamente sulla spiaggia), procurarsi legna da ardere e da riparazione, e scambiare beni con le popolazioni locali presenti sul territorio. Una volta completate queste necessarie attività, riprendono rapidamente il largo, continuando il loro viaggio sulle coste della pen*sola italiana.
🏺 Nella scena che abbiamo ricostruito con la massima cura possibile, cogliamo un dettaglio di questa vita di passaggio: scorgiamo due marinai di origine greca. Sono accompagnati da due cani, parte integrante della vita di bordo. Sono scesi sulla spiaggia per compiere un'operazione specifica e delicata, fondere degli elementi metallici in una fucina portatile, che poteva essere svolta in sicurezza ed efficacia solo sulla terraferma, lontano dall'instabilità del ponte di una nave.
🏺 Per facilitare l'esplorazione di questa ricca immagine, abbiamo inserito dei comodi segnaposti che evidenziano punti di interesse o dettagli rilevanti della ricostruzione.
📖 Bibliografia: Napoli prima di Napoli di Daniela Giampaola - Emanuele Greco - Salerno Editrice
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- Per chi vuole approfondire!
🏺 Con questa immagine facciamo un salto veramente estremo all'indietro nel tempo, per vedere e immaginare come poteva essere all'incirca 3000 anni fa l'attuale insenatura e spiaggia di Chiaia, che va appunto dal promontorio del monte Echia fino al complesso collinare di Posillipo. Uno spazio veramente ampio che abbraccia un orizzonte importante e bellissimo.
🏺 Come abbiamo accennato nell'introduzione, siamo in un momento che precede il momento generale nel quale l'essere umano inizia a concentrarsi in gruppi sempre più grandi e organizzati. Questo prevede un naturale concentramento in luoghi e zone che, da gruppi di case/capanne inizieranno ad avviarsi verso un organizzazione di piccoli paesi/città, questo fenomeno risulterà abbastanza omogeneo dal medio oriente a tutto il mediterraneo e l'Europa continentale.
🏺 Quindi non esistono ancora i nuclei di Cuma, Partenope e i centri della costa vesuviana, ma bensì la costa è tutta costellata da piccolissimi insediamenti umani in forma di agglomerati di poche case e/o centri produttivi di qualche tipo.
Ed erano proprio questi piccoli centri che venivano in contatto con gli audaci esploratori di altre civiltà che venivano dal mare. Questi erano appunto mercanti che scambiavano le merci prodotte nelle loro terre con quelle di questi territori.
🏺 Come possiamo notare la spiaggia è molto grossa e profonda, che ricalca paradossalmente l'aspetto odierno del luogo, ricoperto però di asfalto e di strade carrabili come quella di via Caracciolo. La spiaggia in questo periodo era molto ampia e successivamente si ridurrà lasciando un fondale comunque molto basso.
E' stata attestata una frequentazione umana su tutta la base delle colline in concomitanza della vicinanza al mare e i ritrovamenti archeologici del periodo hanno riscontrato che tutta la spiaggia è stata "rimescolata" più volte grazie a eventi sia meteorologici come ad esempio grosse mareggiate, che da eventi sismici dovuti alle peculiari condizioni di tutto il territorio.
🏺 Guardandoci attorno possiamo scorgere i tratti "somatici" del luogo, l'impronta digitale che rimarrà comunque impressa in tutto il territorio.
Partiamo dall'isolotto di Megaride che era collegato alla terra ferma da un fondale molto basso e che, grazie alle correnti e maree, tendeva a comparire e sparire generando un ponte naturale con la sponda del monte di fronte. L'isola era attraversata, come i faraglioni di Capri, nel suo centro da una galleria naturale molto grande che ne caratterizzava il profilo.
🏺 Di fronte ad essa, sulla costa, la collina del monte Echia, con le sue sorgenti di acque sulfuree potabili nelle grotte alla sua base. Sulla sommità di questo promontorio nascerà il primo nucleo semi stabile umano che poi prenderà successivamente il nome di Parthenope.
Fra il promontorio e la collina retrostante una valle (nel quale fondo sorgerà via Chiaia) che intercettava le acque delle alture e le convogliava sulla spiaggia verso il mare.
🏺 Dietro sull'orizzonte la sagoma non comune del monte Somma/Vesuvio, che ha attraversato molte fasi e forme nella sua storia, esplodendo, componendosi, collassando ed erodendosi diverse volte. In questa fase non aveva un cono evidente e la sua forma, vista da questo punto, era molto addolcita come profilo.
🏺 La collina del Vomero (dove attualmente sulla sommità insistono il Castello di Sant'Elmo e il complesso di San Martino) inizia tutta la sequenza collinare che, proseguendo verso la nostra sinistra ci porterà fino a Posillipo, passando per la zona di San Pasquale a Chiaia dove sono state trovate tracce di insediamenti probabilmente per la produzione e lavorazione del pesce o del sale. Seguendo verso sinistra si giunge a Piazza della Repubblica (detta Quattro Giornate) che, grazie agli scavi per la metropolitana, ha restituito anche in quel punto tracce di un insediamento dedito anch'esso alla lavorazione del pesce e/o del sale.
Probabilmente questi insediamenti, visibili alla navigazione sotto costa tipica dell'epoca, sono stati i primi veri luoghi di scambio come lo intendiamo noi adesso.
🏺 Ancora più a sinistra, in lontananza, scorgiamo la baia di Mergellina, che chiude idealmente la spiaggia e da l'inizio al complesso collinare di Posillipo, che protendendosi verso il mare termina con Capo Posillipo.
Poi uno spicchio di mare aperto, il mediterraneo che diventerà molti secoli dopo il Mare Nostrum romano e continuando si staglia la sagoma inconfondibile di Capri sull'orizzonte.
🏺 Fra Capri e la costiera Sorrentina, Punta Campanella, dove sorgerà il tempio di Athena/Minerva. Quella era l'imboccatura, il cancello naturale, di ingresso e di uscita per chi navigava da e verso Sud, luogo agognato per chi arrivava dopo un periglioso viaggio in una zona di scogliere a picco e infestata dalle temibili Sirene, prima di entrare in vista del calmo golfo di Napoli.
Ancora sulla sinistra abbiamo la quinta della Costiera Sorrentina, che si chiude con il Monte San Michele, chiamato localmente Monte Molare dalla sua caratteristica cima proprio a forma di molare.
E infine si giunge a chiudere il nostro ideale cerchio nuovamente sull'isolotto di Megaride.
⭐ E quindi cosa ci fanno due greci e due cani sulla spiaggia di chiara con l'imbarcazione e il resto dell'equipaggio ormeggiato a poca distanza in mare?
🏺 Ecco che spieghiamo l'arcano.
Anche questa non è un immagine campata in aria, abbiamo voluto rappresentare un momento reale e realistico, che poteva succedere e sarà sicuramente occorso alle migliaia di equipaggi che hanno calcato i mari in quei tempi.
I due uomini sono scesi a riva perché hanno bisogno di fabbricare un manufatto in metallo resosi necessario per il proseguimento della navigazione, forse la lama di un ascia caduta e persa tra i flutti in un incauto movimento, forse la fabbricazione di una lama per proteggersi nel prosieguo del cammino?
Fatto sta che quello che vedete era una tecnica in uso per generare una fucina "portatile" e temporanea nel fabbricare piccoli manufatti di uso comune.
Una fucina che per le alte temperature risultava particolarmente pericolosa da approntare su un imbarcazione realizzata tutta con materiali infiammabili. Quindi, per alcune esigenze specifiche, scendere sulla terra ferma era obbligatorio.
L'uomo accovacciato sta preparando la fornace nella sabbia della spiaggia perché la sabbia si presta bene per questo lavoro.
I due strumenti strani collegati da due cannule non sono altro che dei mantici portatili realizzati con pelli animali e grossi coperchi di legno con manici sopra.
L'uomo in piedi aspetta di utilizzarli per coadiuvare la fonditura e nel frattempo pone la guardia ai dintorni, sempre pronto a dare l'allarme per abbandonare tutto e risalire sulla nave per prendere il largo velocemente.
🏺 Quindi abbiamo voluto portarvi con noi, in un viaggio fantastico in un passato lontano, in una visione di un luogo reale della costa Campana, osservando un momento realistico di vita dell'epoca.
Sognando ad occhi aperti i primi passi di una civiltà ancora inserita in armonia in una natura selvaggia, fatta dell'odore salmastro delle onde che si infrangono su una spiaggia di sabbia lavica mista a tufo sbriciolato, del fruscio del vento tra i cespugli di rosmarino e mirto delle colline retrostanti e dall'abbaiare festoso di un cane che aspetta che suoi padroni terminino di fabbricare un ascia per poi riprendere il largo nello sterminato mare sconosciuto.
⭐ Approfondimento:
Ma veramente con quei due "cosi" con le cannucce si riusciva a fabbricare un ascia?
La risposta è SI, per chi volesse vedere come ci si riusciva, vi consigliamo la visione del link sotto sulla pagina del Gruppo Archeologico Napoletano Story che mostra la tecnica di fabbricazione.
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📖 Bibliografia:
Napoli prima di Napoli di Daniela Giampaola - Emanuele Greco - Salerno Editrice
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