Consulenti Associati. Avv. Vittoria Pirozzi

Consulenti Associati. Avv. Vittoria Pirozzi Studio Consulenti Associati- Commercialisti e Avvocati. Fiscale e Legale

03/06/2026

Ci insegnano che un buon genitore è quello che dà di più…
ma un figlio non ha bisogno di regali costosi per sentirsi amato.

Nel diritto di famiglia, l’affidamento non si basa su chi compra di più, ma su chi riesce a garantire stabilità, presenza e serenità nella vita del minore.

Attenzione però: quando i regali diventano uno strumento per “comprare” l’affetto del figlio o screditare l’altro genitore, questo comportamento può essere valutato negativamente dal giudice.

✔️ Presenza quotidiana
✔️ Equilibrio emotivo
✔️ Capacità educativa
✔️ Ambiente sereno e stabile

Sono questi gli aspetti che contano davvero.

Se stai vivendo una situazione simile, capire come affrontarla nel modo corretto può fare la differenza per il benessere di tuo figlio.

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Seguimi per altri contenuti di diritto di famiglia spiegati in modo semplice e chiaro!

29/05/2026

La casa familiare non è uno strumento di vendetta.

Anche quando l’immobile appartiene ai familiari dell’ex coniuge, nessuno può mettere in atto pressioni, dispetti o comportamenti che compromettono la serenità dei figli.

Il Tribunale può interve**re e adottare provvedimenti a tutela dei minori e del genitore assegnatario della casa familiare.

Perché nelle separazioni c’è una cosa che deve ve**re prima di tutto: il benessere dei figli. ⚖️

25/05/2026

⚖️ Hai ricevuto una donazione durante la separazione?
Questo NON significa perdere automaticamente il diritto all’assegno divorzile.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13152 del 7 maggio 2026, ha chiarito un principio molto importante 👇🏻

La donazione di un immobile o un’attribuzione patrimoniale fatta durante la separazione non esclude automaticamente il successivo riconoscimento dell’assegno divorzile.

Perché?
Perché il diritto all’assegno viene valutato al momento del divorzio, sulla base della situazione economica attuale delle parti e non soltanto sugli accordi raggiunti in fase di separazione.

Il giudice dovrà quindi valutare diversi elementi, tra cui:
✔️ funzione assistenziale
✔️ funzione perequativo-compensativa
✔️ eventuale squilibrio economico
✔️ contributo dato durante il matrimonio

Una decisione importante che conferma come gli accordi patrimoniali della separazione non possano “chiudere” automaticamente ogni diritto futuro legato al divorzio.

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Ci sono giornate che dovrebbero appartenere solo ai figli. 🤍Eppure, troppo spesso, eventi come una comunione diventano i...
18/05/2026

Ci sono giornate che dovrebbero appartenere solo ai figli. 🤍

Eppure, troppo spesso, eventi come una comunione diventano il riflesso dei conflitti tra adulti.

La presenza di un nuovo compagno o di una nuova compagna non dovrebbe essere una questione di gelosia o rivalsa personale, ma una scelta che tenga conto di una sola cosa: il benessere del minore.

La legge e la psicologia oggi parlano chiaro:
i bambini soffrono il conflitto, le tensioni, i divieti usati come punizione e il sentirsi messi in mezzo.

Perché un figlio non dovrebbe mai sentirsi costretto a scegliere da che parte stare.
E un giorno importante non dovrebbe trasformarsi in un campo di battaglia emotivo.

I figli non chiedono famiglie perfette.
Chiedono adulti abbastanza maturi da proteggere i loro ricordi più belli. ✨

15/05/2026

“Pronto Carabinieri… papà sta picchiando mamma.”
Nessun bambino dovrebbe pronunciare parole del genere.

La violenza domestica non colpisce solo chi la subisce direttamente.
Segna profondamente anche i figli, che spesso diventano spettatori impotenti di paure, urla e traumi troppo grandi per la loro età.

Un bambino che assiste alla violenza è una vittima a tutti gli effetti.
E quando è lui a chiedere aiuto, significa che qualcosa si è già spezzato.

Non chiamiamoli “semplici litigi”.
Quando c’è paura, quando c’è terrore, quando un figlio teme per la madre… quella è violenza.

Denunciare non distrugge una famiglia.
Il silenzio davanti alla violenza sì.

02/05/2026

“Ho un altro figlio: posso pagare meno mantenimento?”

È una delle domande più frequenti quando cambiano gli equilibri familiari.

La risposta è: dipende.

⚖️ La Ordinanza n. 621/2026 della Corte di Cassazione lo chiarisce bene:

👉 La nascita di un nuovo figlio non comporta automaticamente la riduzione dell’assegno.
👉 Il giudice deve verificare se c’è un reale peggioramento economico.

In concreto:
• si valutano redditi e patrimonio, non solo lo stipendio
• si analizza la situazione complessiva dell’obbligato
• si considerano anche le risorse dell’altro genitore convivente

💡 Solo se i nuovi oneri incidono davvero sull’equilibrio economico, si può chiedere una revisione.

Ogni caso è diverso.
Per capire cosa puoi fare davvero, serve una valutazione specifica.

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20/04/2026

Affidamento dei minori: basta automatismi a favore della madre

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6078/2026, ribadisce un principio fondamentale nel diritto di famiglia:
le decisioni su affidamento, collocamento e frequentazione dei figli devono basarsi su una valutazione concreta e personalizzata del loro interesse.

Non è sufficiente richiamare criteri astratti, come la sola “tenera età”, per giustificare il collocamento prevalente presso la madre o limitare il ruolo del padre.

Il giudice è chiamato a considerare elementi reali e specifici, tra cui:
– capacità educativa di ciascun genitore
– qualità del rapporto affettivo
– ruolo svolto prima della separazione
– organizzazione della vita quotidiana

🎯 Principio chiave: garantire al minore un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori.

Nel diritto di famiglia non esistono automatismi: ogni decisione deve essere costruita su misura del minore, valorizzando il suo reale interesse, al di là del genere del genitore.

13/04/2026

Assegno divorzile: meglio mensile o in un’unica soluzione? ⚖️

Quando si parla di divorzio, una delle scelte più importanti riguarda proprio l’assegno divorzile: periodico o una tantum?

✔️ L’assegno periodico garantisce un sostegno nel tempo, può essere modificato in base alle variazioni di reddito e mantiene alcuni diritti futuri, anche di natura successoria.

✔️ L’assegno una tantum, invece, è una soluzione definitiva: un pagamento unico che chiude ogni rapporto economico tra gli ex coniugi, senza possibilità di ulteriori richieste.

Attenzione però:
se da un lato la “una tantum” offre liquidità immediata ed elimina ogni incertezza, dall’altro comporta la rinuncia a tutele e diritti futuri.

Anche l’aspetto fiscale cambia:
💰 il periodico è tassato ma deducibile
💰 la una tantum è esente da IRPEF, ma non deducibile

👉 Non esiste una scelta giusta in assoluto: tutto dipende dalla tua situazione.

Per questo, prima di decidere, è fondamentale affidarsi a un professionista.

09/04/2026

DANNO DA DEPRIVAZIONE GENITORIALE: QUANDO LA FAMIGLIA DIVENTA RESPONSABILITÀ

Non si tratta solo di assenza fisica.
Quando un genitore viene meno ai propri doveri — morali, affettivi ed economici — può causare un danno concreto al figlio.

Si parla di danno da deprivazione genitoriale:
una lesione che può avere conseguenze sia patrimoniali che non patrimoniali.

Ma cosa succede in questi casi?

👉 Il genitore che ha violato in modo grave i propri obblighi può essere chiamato a risarcire il figlio.
👉 Anche una volta maggiorenne, il figlio ha il diritto di agire per ottenere il risarcimento.
👉 E non solo: anche l’altro genitore, rimasto solo nella crescita e nel mantenimento del figlio, può richiedere un risarcimento.

Attenzione anche all’aspetto economico:
se era previsto un assegno di mantenimento non versato, è possibile recuperare fino agli ultimi 5 anni.

Questi diritti nascono da quello che viene definito illecito endofamiliare.

Perché la famiglia non è una zona franca:
chi non rispetta i propri doveri, può essere chiamato a rispondere anche economicamente.

02/04/2026

CONTO COINTESTATO: IL DENARO È DAVVERO DI ENTRAMBI?

Quando si parla di conto cointestato, si tende a pensare che il denaro appartenga automaticamente ad entrambi i titolari al 50%.

✔️ In linea generale, è così: le somme depositate si presumono di proprietà comune.
✔️ In caso di separazione tra coniugi, ciascuno può trattenere la metà del saldo.

Ma attenzione: questa è solo una presunzione.

La Ordinanza n. 1643/2025 della Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale:
👉 la cointestazione del conto non prova automaticamente la comproprietà delle somme.

Cosa significa in concreto?

Anche se il conto è intestato a due persone:
✔️ Il denaro può appartenere a uno solo dei cointestatari
✔️ È necessario verificare la provenienza delle somme

Se il conto è stato alimentato esclusivamente da uno dei coniugi — e questo può essere dimostrato (stipendi, bonifici, assegni) — la presunzione di comproprietà viene meno.

👉 In questi casi, il denaro potrà essere rivendicato solo dal reale titolare.

Il principio è chiaro:
la cointestazione del conto non basta per dividere il denaro.
Conta sempre da dove provengono le somme.

Indirizzo

Via Campana N. 390 Qualiano (Na), Via Via Cuoco N. 5
Naples
80121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00

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