13/11/2015
Cassazione sentenza n. 18632/2015
Il Caso: Lei compra la casa dove abita insieme al compagno e lui versa, in nero, al venditore 170mila euro, per aiutare la donna a concludere l’acquisto. Poi la relazione finisce e l’uomo richiede indietro alla ex i soldi versati per l’appartamento rimasto di proprietà della donna.
Per la Cassazione, la richiesta è legittima, in quanto l’esborso effettuato - considerato il “menage” patrimoniale della coppia e la situazione specifica dell’uomo, il quale era titolare di una pensione di 2.300 euro al mese e aveva dovuto vendere anche titoli e azioni per fronteggiare la spesa - risulta ingente e dunque non può essere riconducibile nell’ambito delle obbligazioni naturali nascenti dalla famiglia di fatto.
Nel caso di specie, ha quindi sancito la S.C., è possibile ritenere configurata “l’ingiustizia dell’arricchimento da parte di un convivente more uxorio nei confronti dell’altro, in presenza di prestazioni a vantaggio del primo esulanti dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dalla convivenza - il cui contenuto va parametrato sulle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto - e travalicanti i limiti di proporzionalità e adeguatezza”.