21/10/2022
La riforma Cartabia introduce, anche nel nostro sistema, la giustizia riparativa.
Una giustizia, cioè, che abbandona lo schema bilaterale reo/Stato e che vede la partecipazione attiva della vittima del reato, chiamata ad interagire con chi il reato lo ha commesso, ai fini della riparazione, della ricostruzione e della riconciliazione, con l'obiettivo non di punire, ma di rimuovere le conseguenze del reato attraverso l'incontro tra le parti e con l'assistenza di un mediatore terzo e imparziale.
Insomma, non solo punizione, ma soluzione di una vicenda.
L'art. 42 della legge n. 134/2021 (di riforma del processo penale) contiene la definizione della giustizia riparativa: "ogni programma che consente alla vittima, alla persona indicata come autore dell'offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l'aiuto di un terzo imparziale, adeguatamente formato, denominato mediatore."
E' ovvio che tutto debba avvenire su base volontaria, e sempre che non vi siano rischi o pericoli per la persona offesa.
La riforma Cartabia: la disciplina organica della giustizia riparativa. Un primo sguardo al nuovo decreto legislativo Rivista Questione Giustizia di Magistratura Democratica.