Diritto & Famiglia

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ella legalità e dei diritti umani in generale. Diritto & Famiglia è un magazine scientifico ed informativo dedicato al diritto di famiglia, senza fini di lucro, diretto alla divulgazione di cultura e di opinioni in materia di diritto di famiglia. Il sito e la pagina rispettano ogni disposizione di legge anche sotto il profilo della corretta osservanza dell'articolo 17 bis del codice deontologico forense. Sia il sito che la pagina sono anche organi di informazione dell'associazione Nuova Diritto & Famiglia, senza fini di lucro e non aventi il carattere della periodicità. Non siamo responsabili dell'uso improprio da parte di terzi, del presente sito o delle informazioni contenute. I dati che i partecipanti e/o i lettori conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati a quelli richiesti da Facebook e/o dalle strutture informatiche che veicolano il nostro magazine. Sono obbligatori al fine di ricevere le informazioni pubblicate nei post. Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e i dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sulla pagina o nel sito, e, in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possano essere eseguiti, saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è in qualunque caso prevista. Comunque, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ art. 7 del D.Lgs. 196/2003.

Legge n. 37 pubblicata il 27 marzo 2026Il Registro Nazionale delle famiglie affidatarie dei minori.https://www.altalex.c...
02/04/2026

Legge n. 37 pubblicata il 27 marzo 2026
Il Registro Nazionale delle famiglie affidatarie dei minori.
https://www.altalex.cm

La L. n. 37/2026 (G.U. n.72 del 27-3-2026) ha istituito il registro nazionale delle famiglie affidatarie, nonché, presso ciascun Tribunale per i...

29/03/2026
La Cassazione ritorna sul tema del trasferimento del minore con il genitore collocatario.Come in un caso del 2010, affro...
08/03/2026

La Cassazione ritorna sul tema del trasferimento del minore con il genitore collocatario.
Come in un caso del 2010, affrontato dallo scrivente, la decisione del Tribunale di "punire" il trasferimento non concordato con un cambio di collocamento immediato del minore viene ribaltata in appello. La Cassazione, ora come allora, chiarisce i principi che regolano la questione.
Cinzia Petitti

Lo Studio Legale Fabris Pea si trova a Venezia - Mestre, dove da oltre trent'anni opera con particolare e sviluppata esperienza nel ramo del diritto di famiglia

            Il nuovo protocollo del Tribunale di Bari sulle spese straordinarie sottoscritto il 16.12.2025.Un bel lavoro...
07/03/2026







Il nuovo protocollo del Tribunale di Bari sulle spese straordinarie sottoscritto il 16.12.2025.
Un bel lavoro della Commissione persone, famiglia e minori dell'Ordine Avvocati di Bari, coordinatrice avv. Roberta Valente

I Nuovi protocolli del Tribunale di BariOggi sono stati presentati i nuovi protocolli sul rito famiglia/rito Cartabia e ...
18/12/2025

I Nuovi protocolli del Tribunale di Bari

Oggi sono stati presentati i nuovi protocolli sul rito famiglia/rito Cartabia e sulle spese straordinarie.
Un bel lavoro della Commissione Famiglia Persone e Minori-Ordine Avvocati di Bari, coordinato dall' avv. Roberta Valente, cui partecipo.
Abbiamo regalato al Presidente Disabato, a nome della Commissione, una mia fotografia da mettere nell'aula di ascolto dei minori.
Una piccola nota di colore in momenti grigi dei processi di separazione e divorzio contenziosi.

Domani verranno presentate le nuove linee guida del Tribunale di Bari sul processo di famiglia e sulle spese straordinar...
17/12/2025

Domani verranno presentate le nuove linee guida del Tribunale di Bari sul processo di famiglia e sulle spese straordinarie figli.
Dopo anni, grazie ad un bel lavoro di squadra avvocati e giudici), le linee guida vengono aggiornate ed integrate.
Nei prossimi giorni le pubblicheremo.
Sono indirizzi quanto mai necessari per evitare moltissimi conflitti che nascono proprio in merito alle spese straordinarie figli.
Coming soon.

15/10/2025








Se questo e' un padre.
Una CTU, tre provvedimenti di ammonimento della madre da parte del Tribunale per i Minorenni per suoi comportamenti manipolatori sul minore e di violazione della bigenitorialita', due provvedimenti di conferma della Corte di Appello e dopo sedici mesi finalmente il padre riesce a stare un pomeriggio intero con il figlio. Il coraggio di un cambio di collocamento pure suggerito dal CTU non sia mai ..lesinare il tempo perduto soluzione accettabile? IO NON CI STO .Se questo e' un padre. Save the children !!!!

21/09/2025

Rocco Schiavone: Quel muro che chiamiamo Amore
di Enrico Franceschetti

Il vicequestore Rocco Schiavone, personaggio iconico creato da Antonio Manzini, non è un investigatore come gli altri. È il prototipo dell'antieroe: scorbutico, insofferente, perennemente con il cuore a Roma e il corpo ad Aosta. La sua divisa è un peso, il suo ufficio un luogo di esilio autoimposto. Eppure, proprio in questa sua apparente ruvidezza, risiede il motivo per cui lo amiamo così tanto: Schiavone non sta solo cercando la verità nei delitti che indaga, ma sta lottando con il suo più grande nemico, un dolore che si è fatto identità, la perdita della moglie Marina. In sostanza Schiavone è un uomo comune, afflitto da preoccupazioni e dolori simili ai nostri, con una linea etica adattata ai propri valori individuali e non conformata su linee astratte. E' profondamente imperfetto, proprio come ognuno di noi. Per questo è tanto rappresentativo.

Per Schiavone, l'amore è un'esperienza finita. Dopo Marina, le sue relazioni sono state un deserto emotivo, incontri casuali e senza futuro. O almeno così è sembrato, fino all'arrivo di due donne: Caterina, un tentativo di rinascita brutale e fallito, che lo ha ributtato nella sua profonda prigione emotiva, e poi Sandra Bucellato, la giornalista.
Sandra non è un'avventura, almeno fin'ora non arriva mai ad esserlo; ma è una sfida. Lei cerca di scardinare la corazza del vicequestore, di penetrare quel muro che lui ha costruito mattoncino dopo mattoncino. Si impegna, lotta, si ripropone costantemente, nonostante le resistenze ed i fallimenti di lui che prova ma non riesce. Dunque si spende, o almeno si sforza di farlo.

In un momento cruciale della loro storia, in una scena apparentemente minore, mentre lui le chiede di aiutarlo in una delicata e rischiosa indagine su corruzione e alte personalità dei servizi di stato, e le domanda se ne avesse paura, lei risponde con una frase che ha suscitato in me una profonda riflessione: “Un giorno ti racconterò la mia vita e capirai perché non ho paura.” (La citazione è tratta dal romanzo "Vecchie conoscenze" di Antonio Manzini, Sellerio Editore, e riproposta nel quarto e ultimo episodio della quinta stagione della serie televisiva Rocco Schiavone, coproduzione Rai Fiction e Cross Productions).

Ma come, mi sono detto, tutti questi sforzi di porsi in relazione e non ha mai trovato tempo ed occasione per raccontarsi? Non ha mai parlato veramente di sè e di ciò che è stato il suo passato? Mi è apparo subito chiaro che, per quanto possa sembrare incredibile, questo è il cuore di un problema che affligge le relazioni del nostro tempo. Si può andare a letto insieme, condividere serate, impegni, discussioni, confronti ma mai, mai raccontare la verità di sé stessi. Quel racconto, che dovrebbe essere l’atto fondante di ogni intimità, è il grande assente, chiave di ogni solitudine.

Il Silenzio come ostacolo e la mediazione come ponte trasformativo
Questo "non detto" così efficacemente colto dal mondo della fiction, sembra ormai essere la regola, nelle relazioni. Non mi riferisco solo a quelle "d'amore" ma in generale a tutti i rapporti affettivi che, per potersi edificare e consolidare davvero, richiedono necessariamente la condivisione del racconto di sè, l'accoglienza di paure e fragilità, la costruzione di una esperienza intima comune.

Questo fenomeno si esprime in modo eclatante (anche) nel mondo dei social media. Ogni giorno, milioni di persone affidano a Facebook o Instagram aforismi, sentenze e confessioni sul loro dolore, sulla solitudine, sulla sensazione di essere ignorati o traditi. È un grido di dolore espresso a una moltitudine priva di volto, che proprio per questo diventa nessuno. È la via d'uscita meno rischiosa per dar sfogo ad un impulso irresistibile, ad una richiesta di empatia mai riconosciuta, perché si può sfogare il dolore senza correre il rischio di una vera risposta, di un dialogo che richieda vulnerabilità. Ma questa confessione pubblica non è una soluzione, è solo un sintomo. L'unica via per trovare una comunione reale è violare lo schermo blindato per arrivare all'altro, correndo il rischio di essere visti (!!) e capiti.

Nel mio lavoro di avvocato specializzato in diritto di famiglia e nella pratica della negoziazione assistita e della mediazione, riscontro quotidianamente questa dinamica. Spesso, le coppie in lite, ma anche familiari ed amici, si presentano con una serie di richieste formalistiche e superficiali – "vuole la casa", "vuole più soldi" – ma sotto queste maschere si nascondono conflitti profondi, anzi, meglio, bisogni profondi, che le parti non riescono o non vogliono esprimere perchè incapaci di condividere i loro motivi interiori. Quei moti, quelle fragilità, quelle sensibilità, sono parte essenziale di ogni identità ma oggi sono considerate debolezze da non rivelare a nessuno. Nemmeno al proprio partner. Nemmeno al proprio fratello.

Il loro silenzio non è una mancanza di parole, ma un atto di resistenza, una difesa contro la vulnerabilità.
Quindi, si corre dall'avvocato e dal giudice per trovare soluzione. Si immagina che qualcuno che non ci conosce, che non ha mai sentito parlare di noi, che nemmeno vorrebbe farlo se non per svolgere la propria funzione, capisca e risolva? Ma davvero? E con quali strumenti? Con le leggi o le forze dell'ordine? Capite di quale portata sia l'illusione? E quali le reali, comuni e ben conosciute conseguenze?

La mediazione e la negoziazione non sono semplicemente un’alternativa al processo giudiziario, ma rappresentano un vero e proprio spazio sacro dove il racconto può finalmente emergere. A differenza di un’aula di tribunale, dove il giudice è un "estraneo" che si limita ad applicare la legge su fatti rigidamente provati, il mediatore è un facilitatore che incoraggia le parti a narrare la propria verità. Non si tratta di giudicare chi ha ragione o torto, ma di far emergere il conflitto reale, le paure, i bisogni inespressi.

L’Arte di Far Parlare il Cuore
La soluzione del conflitto, in questo contesto, non è imposta dall’esterno, ma nasce dalla consapevolezza che si genera attraverso il dialogo. Le parti imparano a raccontarsi, ad ascoltarsi e a riconoscere il dolore dell'altro. In questo modo, i problemi superficiali (la divisione dei beni, la quantità dell'assegno) diventano secondari rispetto alla comprensione dei problemi profondi (la mancata fiducia, la delusione, il bisogno di riconoscimento).

Come per Rocco Schiavone e Sandra Bucellato, la chiave per aprire il cuore non è forzarlo, ma offrire uno spazio sicuro in cui la storia possa essere raccontata. Il mio lavoro, in questo senso, è proprio quello di aiutare le persone a superare la paura del racconto, a far emergere la verità non per distruggere, ma per ricostruire, trovando soluzioni che vanno oltre la semplice applicazione della legge, e che toccano il cuore del conflitto per risolverlo in modo duraturo.

Enrico Franceschetti

10/09/2025

Per un giorno non separo ma unisco, non vedo solo dolore, tristezza e rabbia ma profonda gioia. Per un giorno sono un ufficiale di stato civile ed in nome della legge unisco in matrimonio...
Bari 23 agosto 2025
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