26/03/2022
IL PUBBLICO UFFICIALE, COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE.
Laddove, nel compimento di atti d’ufficio o nell’esercizio delle proprie funzioni, il pubblico ufficiale resti vittima di reati quali oltraggio, violenza, minaccia, può costituirsi parte civile nel relativo procedimento penale?
La risposta è si!
Sebbene si tratti di reati procedibili d’ufficio, ciò non vuol dire che il pubblico ufficiale (agente di PS/carabiniere/agente della Municipale) vittima diretta della condotta oltraggiosa, violenta, minacciosa o di resistenza, non possa richiedere personalmente un risarcimento, costituendosi parte civile nel procedimento penale a carico dell’imputato.
Si tratta di una legittima istanza di cui, però, non sempre vi è adeguata consapevolezza.
Spesso, nei procedimenti relativi a questo tipo di reati, il pubblico ufficiale/vittima interviene nel processo solo per rendere testimonianza ma è bene tener presente che, avendo subito un danno in conseguenza della condotta di reato, potrà comunque richiedere di costituirsi parte civile per ottenere un risarcimento.
Al di là di ipotesi risarcitorie “spontanee” ed espressamente previste dal legislatore per l’estinzione del reato (si veda l’art. 341 bis, comma 3, c.p.), dunque, il pubblico ufficiale che abbia subito violenza, resistenza o oltraggio nel compimento di atti d’ufficio o nell’esercizio delle sue funzioni, potrà richiedere un risarcimento all’interno del procedimento penale nei confronti dell’autore delle relative condotte di reato.
Ferma restando la possibilità di devolvere l’eventuale risarcimento ad associazioni già esistenti, merita riflessione anche la particolare funzione che l’eventuale costituzione del singolo pubblico ufficiale può perseguire nei confronti del condannato. Spesso, infatti, si tratta di processi che si concludono con condanna e conseguente -legittima- concessione del beneficio della pena sospesa. In tal caso, laddove non vi sia stata neppure la costituzione di parte civile e relativa condanna al risarcimento del danno, vi sarà sempre il rischio che il condannato percepisca dalla vicenda un forte senso di impunità. Ebbene, l’eventuale pronuncia di condanna al risarcimento, con tutto quello che comporta anche per il futuro, potrà certamente contribuire a scoraggiare il condannato dal commettere altre condotte di questo tipo.