19/02/2026
Negli ultimi giorni, in diverse città italiane – Roma (Monteverde, 12 febbraio), Bergamo (15 febbraio), Scandicci – Firenze (16 febbraio) e Caivano (17 febbraio) – si sono registrati almeno sei tentativi di rapimento di minori, fortunatamente sventati grazie alla prontezza dei genitori, dei passanti e delle forze dell’ordine.
Quando episodi di questa gravità si concentrano in un arco temporale così ristretto, non possiamo limitarci a considerarli fatti isolati. Anche qualora le indagini dovessero accertare l’assenza di un collegamento diretto tra i singoli casi, il dato oggettivo resta: c’è un livello di rischio percepito che impone attenzione, prevenzione e informazione corretta.
Non è il momento del panico, ma è il momento della responsabilità.
Occorrono:
1. Maggiore presenza e vigilanza nelle aree sensibili (scuole, parchi, fermate autobus, centri commerciali).
2. Campagne di informazione rivolte ai genitori su come riconoscere situazioni sospette.
3. Educazione preventiva per i bambini, con un linguaggio adeguato alla loro età, su cosa fare in caso di approccio da parte di sconosciuti.
4. Coordinamento tra istituzioni locali e forze dell’ordine per monitorare eventuali analogie nei modus operandi.
5. Canali rapidi di segnalazione per cittadini e scuole.
Alcuni suggerimenti pratici per le famiglie:
Insegnare ai bambini la “regola dei no”: nessuno può chiedere loro di allontanarsi senza il consenso dei genitori.
Stabilire una parola in codice familiare da usare in caso di delega reale a terzi.
Spiegare che anche un adulto apparentemente gentile può non essere affidabile.
Invitare i minori a urlare, attirare attenzione e cercare un luogo affollato in caso di pericolo.
segnalare sempre alle autorità ogni fatto concreto.
Serve lucidità, fermezza e trasparenza.
Se esiste un fenomeno più ampio, va individuato subito. Se si tratta di episodi scollegati, va comunque rafforzata la prevenzione.
In entrambi i casi, il silenzio non è una soluzione.