22/11/2020
⚫ La pandemia sta sommergendo il mondo di debiti. La situazione era già difficile prima di marzo, ma le misure intraprese dai governi per contrastare gli effetti del Covid hanno esasperato il quadro: il 2020 si chiuderà con un debito pubblico globale - secondo l’Fmi - che per la prima volta supererà il Pil: 101,5%. Il numero dei Paesi in cui l’indebitamento governativo è ora oltre il Prodotto interno lordo è balzato da 19 a 30. Ma se si allarga l’analisi al debito aggregato - che include quello di famiglie e imprese - va peggio: scondo i dati Iif (Institute of international finance), il debito globale è aumentato nei primi nove mesi 2020 di 15mila miliardi di dollari alla cifra record di 272mila miliardi, pari al 365% del Pil. In questo contesto si inserisce il dibattito degli ultimi giorni sull’eventuale cancellazione del debito dei Paesi. È forse arrivato il momento di un Giubileo del debito? Il reset delle passività dei paesi è l'unica strada percorribile in un momento critico come questo che stiamo vivendo (da una pubblicazione dell'Avv. Monica Mandico).
⚫ In assenza di un c.d. giubileo del debito, che conduca ad una totale cancellazione dello stesso - che verosimilmente non avverrà - una possibile soluzione per tamponare questa drammatica situazione, per le pmi e i consumatori, laddove vi siano i requisiti, è ricorrere alle procedure previste dalla legge 3/12 (meglio conosciuta come "salvasuicidi") per i casi di sovraindebitamento, che dovrebbero essere recepite nel nuovo Codice sulla crisi di impresa, cui il legislatore sta ancora lavorando. In presenza di determinati presupposti, quindi, per alcuni soggetti, cancellare una parte del debito "incolpevolmente" accumulato è già possibile.