23/12/2023
Commento un articolo del New Yorker dal titolo "Che cosa vuol dire 'trattare gli animali nel modo giusto'".
Due attivisti animalisti lo scorso anno entrarono in un allevamento di maiali dello Utah, negli Usa, e portarono via due maialini. Giudicati in tribunale, sono stati assolti. L'azienda si difese dicendo che non violava alcuna legge nel suo allevamento. Gli attivisti risposero enumerando tutto ciò che sappiamo: le scrofe confinate, maiali rinchiusi in spazi dove non potevano girarsi. E i maialini azzoppati, tanto che sarebbero stati buttati nella spazzatura e smaltiti, perciò loro li avevano presi: valevano circa 42 dollari ciascuno. Uno degli attivisti, avvocato, fece notare che sì, non c'erano violazioni di legge, che un allevamento funziona così, ma questo non vuol dire che la legge non sia da cambiare e sia giusta. Lo scorso ottobre gli attivisti sono stati assolti.
Io sono Benthamiana. Ossia per me tutti i viventi, per il solo fatto che provano dolore e sofferenza, devono essere lasciati stare, bisogna avere rispetto della loro condizione e non provocare a nessun titolo a loro dolore, non ledere il loro corpo e la loro dignità, non sfruttarli, non schiavizzarli. L'articolo del New Yorker si dilunga sulle posizioni di Singer - che come sapete ha scritto una nuova edizione del suo celebre "Animal Liberation" che nel 1975, quando io mi affacciavo all'attivismo e alla riflessione sui diritti animali, operò una vera e propria rivoluzione. Che sarebbe stato seguito nel 2004 da "Gabbie vuote" di Tom Regan, un altro scossone al "sistema" che penalizza milioni di animali ritenuti e trattati come "cose". Si dilunga anche sugli assunti di Martha Nussbaum, indotta a sostenere i diritti animali dalla morte della figlia Rachel nel 2019, che si occupava di questo prima di morire. Infatti Nussbaum, che ha scritto "Justice for animals", mangia pesce.
Credo invece che una rilettura attenta di Bentham e la considerazione basilare che la sofferenza deve essere il discrimine siano le principali basi del ragionamento sui diritti animali. Non si tratta infatti di motivazioni emotive, ma fondate su fattualità e sull'etica. Ed intrinsecamente questo articolo, che finisce per concludere che solo il 4 per cento della popolazione degli Stati Uniti è vegetariana, mette l'accento su una cosa che ritengo fondamentale in questo momento storico: la sentenza del tribunale a favore degli attivisti. Che andrebbe letta e commentata, sarebbe molto utile. L'attivista-avvocato si chiama Wayne Hsiung, la sua associazione Direct Action Everywhere.