Studio Legale Alberti

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AI FIGLI, POSSIBILE DARE ANCHE IL COGNOME MATERNO: LA SVOLTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE.Non sarà più automatica l’attrib...
29/04/2022

AI FIGLI, POSSIBILE DARE ANCHE IL COGNOME MATERNO: LA SVOLTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

Non sarà più automatica l’attribuzione del cognome paterno: le norme che lo prevedono sono illegittime. Ora i nuovi nati porteranno quello di entrambi i genitori, a meno che loro stessi decidano diversamente.

Dopo decenni di battaglie delle donne, una condanna ricevuta da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo (nel 2014) e una sentenza della Corte costituzionale (nel 2016) – che non sono bastate al Parlamento per superare la concezione patriarcale della famiglia e della potestà maritale, non più coerenti con il valore costituzionale dell’uguaglianza uomo donna, allineando così l’Italia agli altri Paesi europei – e falliti i tentativi di riforma della scorsa legislatura, è stata la Consulta, nella giornata del 27 aprile scorso, a dichiarare finalmente illegittima l’attribuzione automatica ai figli del solo cognome paterno.

D’ora in avanti, ai neonati sarà dunque assegnato il cognome di entrambi i genitori o anche solo quello della madre.

Una conquista storica, che riconosce alle donne italiane un diritto finora negato dall’art. 262 c.c.: quello di poter dare ai propri figli anche il proprio nome.

C’è però ancora da attendere perché è alle Camere che spetterà ora predisporre la regolamentazione di dettaglio.

Nel dare notizia della decisione, la Corte ha spiegato che, d’ora in avanti, “la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”.

È dunque piena “l’illegittimità costituzionale di tutte le norme che prevedono l’automatica attribuzione del cognome del padre, con riferimento ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi”.

La Corte ha ritenuto infatti “discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre”. E ha spiegato che “nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale”.

Una decisione, quella dell’altro ieri, assunta perché le regole attuali violano gli articoli 2, 3 e 117 co. 1 della Costituzione, quest’ultimo in relazione agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

http://www.albertistudiolegale.com/660/ai-figli-possibile-dare-anche-il-cognome-materno-la-svolta-della-corte-costituzionale/

Il D.Lgs 230/2021, in vigore dallo scorso 31 dicembre, avente lo scopo di riordinare, semplificare e potenziare le misur...
01/04/2022

Il D.Lgs 230/2021, in vigore dallo scorso 31 dicembre, avente lo scopo di riordinare, semplificare e potenziare le misure volte a sostenere le famiglie con figli a carico, ha introdotto il cosiddetto Assegno Unico e Universale. Tale misura costituisce un beneficio economico che non concorre a formare il reddito ai fini IRPEF e viene attribuito, su base mensile, per il periodo compreso tra il mese di marzo di ciascun anno e il mese di febbraio dell’anno successivo, determinato e modulato dall’INPS sulla base dell’ISEE e riguarda tutti i nuclei familiari con figli a carico, nei limiti delle risorse disponibili.

Spetta ad entrambi i genitori, ovvero a chi esercita la responsabilità genitoriale:
a) per ogni figlio minorenne a carico e, per i nuovi nati, a decorrere dal settimo mese di gravidanza;
b) per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, qualora si accerti però la frequenza o l’iscrizione ad un corso professionale o di laurea, lo svolgimento di tirocinio o di un’attività lavorativa retribuita con uno stipendio annuo complessivo non superiore a € 8.000,00, lo svolgimento del servizio civile o la registrazione dello stato di disoccupazione con contestuale ricerca di lavoro presso un centro per l’impiego.
c) per ciascun figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.

Il beneficio è di regola riconosciuto ad entrambi i genitori in pari misura. Ciò vale anche in caso di separazione o divorzio, salvo le parti si accordino affinché l’erogazione avvenga nella misura del 100% a quello dei due che risulta collocatario o affidatario dei minori: in questo caso, il richiedente l’assegno dovrà indicare nella domanda all’INPS anche i dati anagrafici del secondo genitore.

L’importo massimo erogabile per ciascun figlio minorenne è pari a € 175,00 al mese per le famiglie che hanno un ISEE pari o inferiore a € 15.000,00; per chi presenta ISEE superiori, il contributo si riduce gradualmente fino a € 50,00 al mese con un ISEE a € 40.000,00 o in assenza di ISEE. Gli importi possono aumentare in presenza di particolari condizioni come la presenza all’interno del nucleo familiare di più figli o di figli con disabilità o nel caso in cui la madre non abbia ancora compiuto i 22 anni.

L’Assegno unico per i figli maggiorenni, dai 18 ai 21 anni, può essere corrisposto in via diretta al figlio.

Per saperne di più, anche in ordine alle modalità di presentazione della domanda, leggi l’articolo completo sul nostro sito internet cliccando sul link http://www.albertistudiolegale.com/647/assegno-unico-universale-in-sintesi-tutte-le-novita/

L’emergenza sanitaria che in questi mesi sta flagellando il Paese, unitamente all’aggravarsi della crisi economica che n...
15/04/2020

L’emergenza sanitaria che in questi mesi sta flagellando il Paese, unitamente all’aggravarsi della crisi economica che ne è conseguita, stanno mettendo a dura prova i rapporti commerciali e privatistici, tra i quali certamente destano preoccupazione quelli relativi alla locazione di immobili, vuoi ad uso abitativo, vuoi ad uso commerciale.
Sono infatti in molti a chiedersi se sia possibile, anche alla luce delle disposizioni normative adottate dal Governo, ottenere oggi una sospensione del pagamento del canone di locazione.
Lo diciamo subito. Non è così. Almeno per ora.
Non ci sono norme di legge che prevedono una sospensione generalizzata dei canoni di locazione e in nessun caso è stato riconosciuto né il diritto del conduttore ad ottenere dal proprietario uno stop al pagamento del canone, né un obbligo in capo a quest’ultimo di rivederne l'ammontare. Tuttavia ci sono delle soluzioni.
Per sapere quali, leggi l'articolo intero 👉👉👉

  L’emergenza sanitaria che

Fino a quando il genitore deve mantenere i figli?La Corte di Cassazione, VI sezione civile, con ordinanza n. 19696/19 de...
24/07/2019

Fino a quando il genitore deve mantenere i figli?

La Corte di Cassazione, VI sezione civile, con ordinanza n. 19696/19 depositata lo scorso 22 luglio, è tornata a pronunciarsi in tema di obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli maggiorenni.

I Giudici del Supremo Collegio, chiamati a pronunciarsi sul ricorso del padre, hanno richiamato innanzitutto l’indirizzo interpretativo fatto proprio dalla giurisprudenza di legittimità per cui l’obbligo di mantenimento del genitore consiste nel dovere di assicurare ai figli, anche dopo il raggiungimento della maggiore età ed in proporzione alle proprie risorse economiche, la possibilità di completare il percorso formativo prescelto e di acquisire la capacità lavorativa necessaria a rendersi autosufficiente.

La prova del raggiungimento di tale grado di capacità può essere ricavata anche in via presuntiva dalla formazione acquisita e dalle concrete esperienze maturate sul mercato del lavoro.
In ogni caso, hanno precisato gli Ermellini, non può essere addossata al figlio maggiorenne la prova che, pur avendo completato il proprio percorso formativo, non riesca ad ottenere, per fattori a lui non imputabili, una sufficiente remunerazione della propria capacità lavorativa.

Tuttavia, non vanno ignorati diversi fattori come, ad esempio, il tempo intercorso dal completamento della formazione, l’età e altre circostanze che incidono sul tenore di vita del figlio maggiorenne che lo rendono di fatto indipendente dal contributo dei genitori.

Per leggere l'articolo intero 👉http://www.albertistudiolegale.com/621/fino-a-quando-il-genitore-deve-mantenere-i-figli/

IL CODICE ROSSO E' LEGGE. Dopo l’approvazione di ieri con 197 voti favorevoli e 47 astenuti, il Senato ha finalmente app...
18/07/2019

IL CODICE ROSSO E' LEGGE.

Dopo l’approvazione di ieri con 197 voti favorevoli e 47 astenuti, il Senato ha finalmente approvato il DDL n. 1200/2019 che apporta alcune importanti modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e ad altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.
Come avevamo già avuto modo di evidenziare in un precedente articolo, il Codice Rosso – che diventerà effettivo con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – prevede l’istituzione di una corsia preferenziale per lo svolgimento delle indagini, l’instaurazione del procedimento penale e, di conseguenza, per l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione, in caso di denunce per violenza e reati commessi in contesti familiari o nell’ambito di rapporti di convivenza.

Si allarga inoltre, passando da sei a dodici mesi, il range di tempo entro il quale una donna può sporgere denuncia.

Vengono poi inasprite le pene per i reati di violenza sessuale e stalking.

Infine, al fine di colmare alcuni vuoti normativi, sono state introdotte le nuove fattispecie di reato di: costrizione o induzione al matrimonio (Art. 558-bis.); deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (Art. 583-quinquies) e il reato di revenge p**n o diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (art. 612-ter).

Per l'approfondimento completo visita il nostro sito 👉http://www.albertistudiolegale.com/614/il-codice-rosso-e-legge/

⭐️⭐️Buon 2️⃣0️⃣1️⃣9️⃣ a tutti!! ⭐️⭐️ 🥳🥂🥳🥂🥳🥂🥳🥂🥳🥂🥂🥳🥂
31/12/2018

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🎄🥂❤️TANTISSIMI AUGURI A TUTTI PER UN SERENO S.NATALE E UN 2019 RICCO DI FELICITÀ 🎄🥂❤️Il nostro Studio riaprirà il 2 genn...
24/12/2018

🎄🥂❤️TANTISSIMI AUGURI A TUTTI PER UN SERENO S.NATALE E UN 2019 RICCO DI FELICITÀ 🎄🥂❤️

Il nostro Studio riaprirà il 2 gennaio!

COSA SI INTENDE PER BIGENITORIALITA'? LA PAROLA ALLA CASSAZIONE. Intanto che l’iter che potrebbe portare all’approvazion...
13/12/2018

COSA SI INTENDE PER BIGENITORIALITA'? LA PAROLA ALLA CASSAZIONE.

Intanto che l’iter che potrebbe portare all’approvazione definitiva del tanto dibattuto disegno di Legge Pillon in tema di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di una bigenitorialità “perfetta” è ancora in corso, i Giudici della Suprema Corte di Cassazione sono intervenuti schierandosi in maniera non proprio conforme a quanto previsto dalla riforma.

Infatti, mentre l’art. 11 del Ddl prevede che i minori abbiano “il diritto di trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti, salvi i casi di impossibilità materiale”, la Cassazione, con l’ordinanza n. 31902/18 depositata lo scorso 10 dicembre, ha precisato che il principio di bigenitorialità non può essere inteso ed applicato ricorrendo a meri calcoli matematici.

Il predetto principio va inteso piuttosto come “diritto di ciascun genitore ad essere presente in maniera significativa nella vita del figlio nel reciproco interesse", senza che ciò comporti “l’applicazione di una proporzione matematica in termini di parità di tempi di frequentazione del minore in quanto l’esercizio del diritto deve essere armonizzato in concreto con le complessive esigenze di vita del figlio e dell’altro genitore”.

Se vuoi approfondire 🤓, leggi l'articolo intero cliccando su 👉 http://www.albertistudiolegale.com/580/cosa-si-intende-per-bigenitorialita-la-parola-alla-cassazione/ 👈

29/11/2018

Flash news.
Codice rosso: il Governo ha approvato la proposta di legge contro la violenza sulle donne.

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